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NORMATIVA

Centrale di progettazione, pronto il decreto

di Paola Mammarella
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Presidente Conte: ‘metteremo a disposizione una pattuglia di esperti ingegneri e architetti’

Vedi Aggiornamento del 16/04/2019
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10/04/2019 – Il decreto che definirà il funzionamento della centrale per la progettazione è pronto. Ieri il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenuto all’inaugurazione del 58° Salone internazionale del Mobile di Milano, ha annunciato che di lì a qualche ora avrebbe firmato il decreto.
 

Centrale di progettazione, in arrivo una pattuglia di esperti

Con il decreto, ha spiegato Conte, “metteremo una pattuglia di esperti ingegneri e architetti a disposizione di tutte le Pubbliche Amministrazioni” che hanno difficoltà nella progettazione e bisogno di essere guidate fino alla realizzazione delle opere.
 
Il decreto darà attuazione alla Legge di Bilancio per il 2019 che ha introdotto questo organismo chiamato centrale per la progettazione nelle prime bozze, poi “struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici”.
 
Il presidente Conte si è espresso con la terminologia mai entrata in vigore, ma la sostanza non cambia: sta per prendere forma l’apparato centralizzato che opererà con 300 dipendenti e 100 milioni di euro di spesa annua.
 
Come affermato da Conte, il Governo è entrato nella “fase 2”, caratterizzata da una serie di provvedimenti per far ripartire l’economia: lo Sblocca Cantieri, il Decreto Crescita, il piano Proteggi Italia e le strutture Investitalia e Strategia Italia.
 

Centrale di progettazione, ai tecnici non piace

Ai tecnici liberi professionisti la centrale di progettazione non è mai andata a genio. Da una parte si teme un attacco alle chance di lavoro, dall’altra l’inefficienza di una macchina amministrativa che sembra sottodimensionata per il lavoro che sarà chiamata a svolgere.
 
Il presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri (CNI), Armando Zambrano, ha più volte espresso le sue perplessità. Il mese scorso, durante il Festival del Lavoro, Zambrano ha dichiarato che la norma preoccupa le categorie tecniche, “perché pensare che lo Stato possa supplire a tanti professionisti, tante strutture, tante stazioni appaltanti, anche fatte e ben motivate, con un’unica centrale che possa redigere progetti per tutto il Paese ci sembra un’assurdità”. Sarebbe diverso per il CNI parlare di centrale di programmazione.
 
Resta ora da attendere il testo del decreto per capire l’impatto che genererà.
 
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