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MERCATI

Pagamenti della PA, i tempi si accorciano

di Paola Mammarella
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Mef: Nord in anticipo di 8 giorni, al Centro e al Sud ritardi medi di 3 e 11 giorni. A breve in vigore le modifiche al Codice Appalti sui tempi per il saldo delle fatture

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13/05/2019 – La Pubblica Amministrazione inizia a tagliare i ritardi nei pagamenti. Lo rileva il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), che ha fotografato un’Italia a tre velocità. Nel frattempo è stata pubblicata la Legge Europea 2018, che modifica i tempi di pagamento previsti dal Codice Appalti. La norma sarà in vigore a partire dal 26 maggio.
 

I pagamenti della PA

Il sistema informativo della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC) ha registrato il pagamento di 20,3 milioni di fatture, su un totale di 28 milioni emesse nel 2018. 
 
Lo stock di debito residuo scaduto e non pagato alla data del 31 dicembre 2018 risulta pari a circa 26,9 miliardi. 
 
Va considerato, fa notare il Mef, che tutte le fatture per le quali non è stata effettuata la comunicazione del pagamento sono state considerate come non pagate. È quindi possibile che il debito relativo al 2018 risulti sovrastimato.
 

Italia a tre velocità

I tempi di pagamento relativi a tali fatture mostrano in media un anticipo di un giorno rispetto ai termini previsti dalla legge, mentre nel 2016 e nel 2017 i tempi medi di ritardo erano rispettivamente di 16 giorni e 10 giorni. 
 
La situazione non è però omogenea su tutto il territorio nazionale. Rispetto al dato medio generale, il Nord presenta tempi di pagamento mediamente inferiori di 8 giorni, mentre il Sud fa registrare un valore medio superiore di 11 giorni e quello del Centro risulta di 3 giorni superiore. 
 

Le norme sui tempi di pagamento della PA

La Direttiva 2011/7/UE impone alle autorità pubbliche di eseguire i pagamenti non oltre 30 giorni o, in casi singolarmente motivati, 60 giorni dalla data di ricevimento della fattura o, se del caso, al termine della procedura di verifica della corretta prestazione dei servizi.
 
In Italia la norma è stata recepita con il D.lgs.192/2012, ma negli anni si sono spesso registrati ritardi. Motivo per il quale l’Italia ha subìto una serie di richiami dall’Unione Europea.
 
Con la Legge Europea 2018 sono state intraprese una serie di iniziative per porre fine alle procedure di infrazione. La legge riscrive l’articolo 113-bis del Codice Appalti disponendo che i pagamenti degli acconti dei corrispettivi di appalto siano effettuati entro 30 giorni dall'adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori, salvo che sia espressamente concordato nel contratto un diverso termine, comunque non superiore a 60 giorni e purché ciò sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche. La norma stabilisce inoltre che i certificati di pagamento relativi agli acconti del corrispettivo di appalto saranno emessi entro un termine massimo di 7 giorni dall'adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori.
 
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