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NORMATIVA

Cantieri edili, per ottenere benefici contributivi non conterà il contratto applicato

di Paola Mammarella
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Il dubbio nasce da una circolare dell’Ispettorato del lavoro. Fillea Cgil chiede il ritiro immediato

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14/05/2019 – I benefici contributivi riconosciuti ai datori di lavoro in regola potrebbero essere applicati a prescindere dai contratti applicati. È il dubbio emerso in seguito all’emanazione della Circolare 7/2019 dell’Ispettorato del Lavoro.
 
Un’ipotesi che lascia scontenti i sindacati. Fillea Cgil ha infatti chiesto il ritiro della circolare.
 

Contratto libero nei cantieri edili, la circolare dell’Ispettorato del lavoro

L’Ispettorato ha emanato la circolare per rispondere ai dubbi sui benefici normativi e contributivi cui possono accedere i datori di lavoro in possesso del Documento unico di regolarità contributiva (Durc), che rispettano gli accordi e i contratti collettivi nazionali o regionali, territoriali o aziendali.
 
Ma cosa si intende per “accordi e contratti collettivi”?
 
A questo proposito è intervenuto l’Ispettorato. Nella circolare si legge che “al fine di verificare se il datore di lavoro possa o meno fruire dei benefici, il personale ispettivo dovrà svolgere un accertamento sul merito del trattamento economico/normativo effettivamente garantito ai lavoratori e non un accertamento legato ad una formale applicazione del contratto sottoscritto dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.
 
“In altri termini – continua la circolare - atteso che la disposizione in parola chiede il ‘rispetto’ degli ‘accordi e contratti collettivi stipulati da organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale’, si ritiene che anche il datore di lavoro che si obblighi a corrispondere ai lavoratori dei trattamenti economici e normativi equivalenti o superiori a quelli previsti da tali contratti, possa legittimamente fruire dei benefici normativi e contributivi indicati dall’art. 1, comma 1175, della L. 296/2006; ciò, pertanto, a prescindere di quale sia il contratto collettivo ‘applicato’ o, addirittura, a prescindere da una formale indicazione, abitualmente inserita nelle lettere di assunzione, circa la ‘applicazione’ di uno specifico contratto collettivo”.
 
Le parole della circolare fanno sorgere il dubbio che si possa introdurre in modo indiretto una liberalizzazione dei contratti nei cantieri edili.
 

Contratto libero nei cantieri edili, contrari i sindacati

Fillea Cgil ha pubblicato sulla sua pagina facebook un commento rilasciato da Andrea Genovesi su Edilizia e Territorio. “Se l'interpretazione letterale è quella di una ‘tana libera tutti’ ai contratti collettivi, allora l'Ispettorato si sta attribuendo una competenza che non gli è propria, sta andando contro l'ordinamento lavoristico e sta mandando un messaggio di una gravità enorme, soprattutto in un settore come l'edilizia che soffre il contratto il dumping di tantissimi contratti impropri. Chiederemo immediatamente all'Ispettorato di ritirare la circolare perché suggerisce che siamo di fronte a una sorta di salario minimo in cui quello che conta è che tu abbia un contratto sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil, ma se hai il contratto di 12 euro l'ora oppure un contratto di 5 euro l'ora di un'altra categoria non conta”.
 
Secondo Genovesi, “la nota è molto ambigua e sembra quasi scritta da due persone diverse. Nella prima parte dice che bisogna entrare nel merito del contratto, come se dicesse agli ispettori che quando entrano in un cantiere edile devono verificare che il lavoratore, indipendentemente dal contratto, deve essere pagato per il lavoro edile. Il problema è che nella seconda dice l'esatto contrario, e cioè che per essere in regola basta un qualsiasi contratto firmato da Cgil, Cisl e Uil. E questo significa una liberatoria totale inaccettabile”.
 
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