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LAVORI PUBBLICI

Sblocca Cantieri, Anac: ‘il Codice Appalti è diventato figlio di nessuno’

di Paola Mammarella
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Presidente Cantone alla Camera: ‘il settore ha assoluto bisogno di stabilità e certezza delle regole, non di continui cambiamenti che finiscono per disorientare’

Vedi Aggiornamento del 14/06/2019
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07/06/2019 – Al settore dei contratti pubblici serve certezza e stabilità. Al contrario, il Codice Appalti “da un giorno all’altro è diventato figlio di nessuno”. Lo ha affermato il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) Raffaele Cantone, durante la relazione annuale alla Camera.
 
Oltre al focus sull’attività svolta, Cantone si è concentrato sullo Sblocca Cantieri, che sta per apportare modifiche molto profonde alla normativa sui contratti pubblici.
 

Anac: aspetti più importanti del Codice ancora sulla carta

“Adottato con grandi auspici e senza nemmeno particolari contrarietà - ha spiegato Cantone - il Codice Appalti si è trasformato nella causa di gran parte dei problemi del settore e non solo. È innegabile che da quell’articolato sono derivate delle criticità, ma ciò è dovuto soprattutto al fatto che è stato attuato solo in parte, mentre i suoi aspetti più qualificanti (la riduzione delle stazioni appaltanti, i commissari di gara estratti a sorte, il rating d’impresa) sono rimasti sulla carta. Fra l’altro, dopo un periodo di calo, anche fisiologicamente collegato alle novità, negli ultimi due anni il mercato si è ripreso e le procedure sono aumentate”.
 

Il lungo iter di modifica del Codice Appalti e lo Sblocca Cantieri

“Dopo un lunghissimo dibattito” ha sottolineato l’Anac, si è deciso di modificare il Codice Appalti in due step: “con un decreto legge, annunciato a fine 2018 e varato solo a metà aprile di quest’anno, con l’obiettivo di far ‘ripartire le opere’ (e perciò chiamato “sblocca cantieri”), e una legge delega all’esame del Parlamento per una riforma radicale del codice”.
 
“Il decreto – Ha fatto notare Cantone - non ancora giunto all’approvazione nemmeno di uno dei rami del Parlamento, è stato fatto segno di numerose e sostanziali modifiche e ad oggi si fa fatica ad orientarsi fra gli emendamenti e i subemendamenti approvati e modificati e a individuare, quindi, un testo su cui potersi confrontare. Sicuramente esso incide anche sui poteri dell’ANAC, prevedendo il ritorno al regolamento attuativo in luogo delle linee guida dell’Autorità. Non ci sentiamo di criticare questa opzione: la regolazione flessibile non è stata positivamente accolta dalle amministrazioni, abituate a regole rigide piuttosto che a criteri che richiedono l’esercizio di maggiore discrezionalità. Rivendichiamo, però, di aver fatto gran parte del lavoro che ci era stato chiesto (delle 10 linee guida previste ne sono state varate 7, peraltro modificate dopo il corposo “correttivo” del 2017) ed auspichiamo che molti dei contenuti possano essere recuperati nel futuro regolamento”.
 
“Sui rimanenti 3 atti da adottare  - ha specificato Cantone - segnalo che le linee guida sulla qualificazione delle stazioni appaltanti non possono essere emanate se non viene prima approvato il previsto dpcm; la predisposizione delle linee guida sui requisiti delle imprese fallite o in concordato era in fase avanzata ma dovrà ora tenere conto delle novità introdotte dal codice della crisi d’impresa del 12 gennaio 2019 e dallo stesso sblocca cantieri; infine, per le linee guida sul complesso tema del rating d’impresa, si è conclusa la seconda consultazione pubblica”.
 

Sblocca Cantieri, Anac: ‘rischio di scelte arbitrarie e fatti corruttivi’

Cantone si è soffermato su una serie di contenuti salienti dello Sblocca Cantieri, come il ritorno all’appalto integrato e la modifica delle soglie per la procedura negoziata.
 
Secondo l’Anac, “la previsione di una soglia abbastanza alta (150 mila euro) entro la quale adottare una procedura molto semplificata (richiesta di soli tre preventivi) aumenta certamente il rischio di scelte arbitrarie, se non di fatti corruttivi”.
“Il ritorno dell’appalto integrato, l’aumento della soglia dei subappalti al 40%, la possibilità di valutare i requisiti per la qualificazione delle imprese degli ultimi 15 anni, le amplissime deroghe al codice concesse ai commissari straordinari appaiono – per Cantone - troppo attente all’idea del ‘fare’ piuttosto che a quella del far bene”.
 
“La sospensione dell’albo dei commissari di gara per un biennio - ha illustrato infine Cantone - proprio quando questa novità stava per partire, rischia di far venir meno un presidio di trasparenza, oltre che rendere inutile il cospicuo investimento economico (500 mila euro circa) che l’Autorità ha sostenuto per applicare la disposizione”.
 
Per il giudizio complessivo sul provvedimento l’Anac si è comunque riservata di attendere l’approvazione definitiva della legge.
 
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