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NORMATIVA

Cantieri edili, le imprese specialistiche dicono no al contratto leader

di Paola Mammarella
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Finco: ‘tutti i contratti hanno pari legittimità, gli ispettori devono verificare il loro integrale rispetto’

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11/06/2019 – Tutti i contratti hanno pari legittimità e gli ispettori devono verificare il loro integrale rispetto. Questo, in sintesi, il contenuto della lettera inviata dalla Federazione Industrie, prodotti, impianti, servizi ed opere specialistiche per le costruzioni (Finco) all’Ispettorato nazionale del Lavoro.
 
Al centro c’è la circolare emanata agli inizi di maggio dall’Ispettorato sui controlli da eseguire nei cantieri e il riconoscimento di eventuali benefici contributivi, che ha suscitato dubbi e proteste tra gli operatori del settore.
 

Finco: ‘tutti i contratti hanno pari legittimità’

La lettera inviata da Finco affronta “l’annosa questione del contratto applicato nel settore delle costruzioni alle imprese che, pur operando in un cantiere, non sono edili (ma metalmeccanici, prefabbricatori, restauratori o quant’altro)”.
 
“L’applicazione del contratto (non solo sui cantieri oggetto di appalto pubblico) è questione delicata – sostiene Finco - che non può essere massificata dietro l’indicazione di un contratto leader ritenuto tale solo perché applicato in maniera più estesa sul cantiere”.
 
Citando il Codice Appalti, Finco ricorda che, l’articolo 30 comma 4, “facendo riferimento al contratto da applicarsi in un appalto pubblico, parla di CCNL in vigore per il settore e per la zona, ma anche di contratti il cui ambito di applicazione è strettamente connesso con l’attività oggetto dell’appalto”.
 
“Un chiarimento che vada nel senso di conferire maggior forza ai contratti leader (cioè a quelli degli edili), come riferisce la stampa – scrive Finco - non sarebbe assolutamente condivisibile”.

Ferma la libertà per il datore di lavoro di applicare il contratto scelto (ovviamente pertinente al tipo di attività svolta) quello che l’imminente chiarimento dovrebbe ribadire a nostro avviso – chiede Finco - è che tutti i contratti rispondenti alle lavorazioni eseguite hanno pari legittimità e ciò che gli ispettori debbono verificare è il loro integrale rispetto”.
 
“Non abbiamo mai condiviso – conclude Finco -la centralità del sistema bilaterale che, contrariamente ad ogni proclamata buona intenzione, rende, di fatto, solo più oneroso il contratto a beneficio di organizzazioni sindacali e datoriali senza che questo si traduca in un reale vantaggio per le aziende o per i lavoratori.  Non siamo, ovviamente, contrari alla sua applicazione laddove prevista dal contratto (edile, nella stragrande maggioranza dei casi), ma non è accettabile il tentativo di ricondurre tutta la contrattualistica di cantiere al ‘contratto unico’ come da sempre le Associazioni dell’Edilizia auspicano, proprio per sostenere il costo di questo complesso ed oneroso sistema”.
 

Cantieri edili, la circolare dell’Ispettorato

A inizio maggio l’Ispettorato ha emanato la circolare 7/2019 per rispondere ai dubbi sui benefici normativi e contributivi cui possono accedere i datori di lavoro in possesso del Documento unico di regolarità contributiva (Durc), che rispettano gli accordi e i contratti collettivi nazionali o regionali, territoriali o aziendali.
 
Nella circolare si legge che “al fine di verificare se il datore di lavoro possa o meno fruire dei benefici, il personale ispettivo dovrà svolgere un accertamento sul merito del trattamento economico/normativo effettivamente garantito ai lavoratori e non un accertamento legato ad una formale applicazione del contratto sottoscritto dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.
 
Questo ha fatto sorgere il dubbio, subito contestato dal mondo sindacale, che la circolare avesse intenzione di  spianare la strada ad una liberalizzazione dei contratti nei cantieri edili.
 
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