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Nuovo Testo Unico Edilizia, passi avanti per la proposta di legge
NORMATIVA Nuovo Testo Unico Edilizia, passi avanti per la proposta di legge
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Barriere architettoniche negli edifici storici, le opere per superarle sono sempre consentite?

di Paola Mammarella

Il Consiglio di Stato spiega i casi in cui il Comune può negare l’autorizzazione alla realizzazione degli interventi

Vedi Aggiornamento del 22/07/2020
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Foto: Katarzyna Bialasiewicz©123RF.com
23/01/2020 – La realizzazione di opere edilizie per il superamento delle barriere architettoniche negli immobili storici può essere negata solo in presenza di determinate condizioni.
 
Con la sentenza 355/2020, il Consiglio di Stato ha spiegato che il Comune, nella valutazione di una domanda, deve garantire i diritti fondamentali delle persone con problemi di mobilità e può negare l’autorizzazione solo se dalle opere possono derivare seri danni all’edificio.
 

Barriere architettoniche negli edifici storici, il caso

Il Consiglio di Stato è intervenuto sul caso verificatosi in un condominio vincolato perché di interesse storico. Uno dei condòmini, portatore di handicap, aveva chiesto l’autorizzazione per la realizzazione di un ascensore e di un ballatoio in struttura metallica, di smonto all’impianto dell’ascensore. Questa seconda opera sarebbe servita a superare una rampa di scale non raggiunta dall’ascensore.
 
La Commissione edilizia integrata del Comune aveva espresso parere favorevole all’installazione dell’ascensore, ma contrario alla realizzazione del ballatoio, suggerendo di superare la rampa con l’installazione di un mezzo meccanico.
 
Il ballatoio, però, era stato realizzato comunque e al termine dei lavori gli interessati avevano chiesto il permesso in sanatoria. Nelle proprie istanze il condomino aveva evidenziato che la realizzazione dei ballatoi era necessaria al fine di non deturpare le volte a crociera e a botte dei rampanti mediante l’installazione all’interno dello stabile di qualsivoglia mezzo meccanico. Il Comune era rimasto del suo parere, negando ancora l’autorizzazione e imponendo la demolizione delle opere realizzate abusivamente.
 
Il condomino si era quindi rivolto al Tar, che gli aveva dato ragione, giudicando illegittime le decisioni del Comune perché non sufficientemente motivate.
 

Barriere architettoniche, quando le opere per superarle sono vietate

Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar. I giudici hanno spiegato che, in base alla Legge 13/1989, che regola il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati, l’autorizzazione alla realizzazione delle opere può essere negata solo in presenza di grave e serio pregiudizio per l’intero fabbricato.
 
Il principio espresso dalla legge è che i problemi delle persone affette da una qualche specie invalidità devono essere assunti dall’intera collettività. Per questo motivo, nella costruzione di edifici privati e nella ristrutturazione di quelli preesistenti, le barriere architettoniche devono essere eliminate indipendentemente dalla effettiva utilizzazione degli edifici stessi da parte di persone disabili. Si tratta infatti, spiega la sentenza, di garantire diritti fondamentali e non di concedere diritti personali in virtù della condizione di disabilità.
 
Lo stesso principio, affermano i giudici, può essere applicato anche alle persone anziane, le cui difficoltà non dipendono da un handicap.
 
L’eventuale diniego, conclude il Consiglio di Stato, deve essere motivato “con la specificazione della natura e della serietà del pregiudizio, della sua rilevanza in rapporto al complesso in cui l’opera si colloca e con riferimento a tutte le alternative eventualmente prospettate dall'interessato”.
 
Al contrario, la Commissione edilizia integrata si era limitata ad affermare, in modo generico, che la realizzazione del ballatoio avrebbe causato “un’ulteriore alterazione della facciata laterale dello stabile”. Per questi motivi, anche il CdS ha dato ragione al condomino.
 

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