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LAVORI PUBBLICI Subappalto con tetto al 40% e manutenzioni su progetto definitivo, tutto resta com’è
NORMATIVA

Opere abusive, l’ordine di demolizione non ha bisogno di comunicazioni preventive

di Paola Mammarella

CdS: l’ordine va sempre disposto per le costruzioni realizzate senza permesso e il responsabile non può pretendere di essere avvisato

Vedi Aggiornamento del 24/08/2020
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Foto: Bogdan Mircea Hoda©123RF.com
27/01/2020 – L’ordine di demolizione non richiede nessuna comunicazione preventiva all’interessato. Lo ha spiegato il Consiglio di Stato con la sentenza 212/2020.
 

Ordine di demolizione, il caso

I giudici hanno esaminato il caso di un muro di contenimento di altezza variabile da 1,50 metri a 2,50 metri e lunghezza di 8 metri, eretto abusivamente nel centro storico, dove il PRG consentiva solo il risanamento igienico ed il restauro conservativo, ma non la realizzazione di nuove opere.
 
Il Comune aveva emanato un ordine di sospensione dei lavori e demolizione di quanto costruito, ma il responsabile dell’abuso aveva presentato ricorso, sostenendo da una parte che non gli era stato comunicato l’avvio del procedimento sanzionatorio e dall’altra che, trattandosi di un muretto di contenimento, pertinenziale all’utilizzo della fossa settica di un immobile preesistente, l’opera non richiedeva il rilascio del permesso di costruire.
 

Ordine di demolizione, non serve la comunicazione preventiva

I giudici hanno respinto il ricorso spiegando che l’ordine di demolizione è un atto vincolato. Questo significa che la sua adozione è obbligatoria quando sia accertata la presenza di opere abusive e che non è richiesta la preventiva comunicazione di avvio del procedimento.
 
Il Consiglio di Stato ha chiarito che il muro di cinta o di contenimento è una struttura diversa dalla semplice recinzione, che invece ha caratteristiche tipologiche di minima entità ed è utile solo alla delimitazione della proprietà.
 
Il muro di cinta o di contenimento, si legge nella sentenza, non ha natura pertinenziale “in quanto opera dotata di specificità ed autonomia soprattutto in relazione alla funzione assolta, consistente nel sostenere il terreno al fine di evitarne movimenti franosi in caso di dislivello, originario o incrementato”.
 
Il concetto di nuova costruzione, hanno aggiunto i giudici, comprende qualsiasi manufatto autonomo o capace di modificare un immobile preesistente, stabilmente infisso al suolo o ai muri di un’altra costruzione, in grado di modificare in modo durevole l’area su cui viene realizzato. Per le nuove costruzioni, ha ricordato il CdS, è necessario il permesso di costruire.
 
Dal momento che il muro realizzato è stato considerato una nuova costruzione abusiva, perché realizzato senza permesso di costruire, il Consiglio di Stato ha giudicato legittimo l’ordine di demolizione e considerato corretta la procedura seguita.
 

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