27/01/2020 - Strumento per contrastare il degrado urbano e migliorare la qualità della vita o rischio di sovrapposizione normativa e blocco dei cantieri? Regione Puglia, Ordini professionali e Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) si stanno confrontando sul testo della
legge sulla bellezza del territorio pugliese.
Il ddl sulla bellezza del territorio pugliese
I lavori per la stesura della legge sulla bellezza sono
iniziati nel 2018, con le riunioni di un tavolo composto da accademici, giuristi e rappresentanti dei professionisti.
Il disegno di legge mira a proteggere le bellezze del territorio perseguendo la qualità costruttiva degli interventi edilizi. La norma prevede l’abbattimento o il recupero dei “detrattori di bellezza”, cioè edifici abusivi, ecomostri e vuoti urbani e la realizzazione di nuovi spazi urbani ed edifici performanti senza consumo di suolo.
Non si tratta, ha spiegato l’Assessore regionale alla Pianificazione Territoriale, Alfonso Pisicchio, di un testo unico in materia di urbanistica, ma di una legge che dovrà interagire con le norme regionali e nazionali esistenti.
Pisicchio, che si è detto aperto alle proposte di modifica che il Consiglio regionale vorrà proporre, stima che la legge sarà approvata definitivamente entro febbraio.
Legge sulla bellezza, professionisti perplessi
Nei giorni scorsi, durante le prime audizioni in V Commissione del Consiglio regionale, la
Federazione degli Architetti di Puglia, rappresentata dagli ordini provinciali della BAT e Lecce, ha affermato che sarebbe più urgente redigere un Testo Unico delle disposizioni pugliesi in materia urbanistica ed edilizia, raccordate alla legislazione nazionale, così da raggiungere un elevato grado di certezza normativa. Un’attività che dovrebbe essere accompagnata da una ricognizione sull’efficacia delle norme approvate nell’ultimo ventennio, per decidere la soppressione delle leggi ormai superate. Gli Architetti hanno proposto l’introduzione
di premialità in termini di altezze massime dei fabbricati, per garantire spazi all’aperto di pertinenza dei fabbricati maggiori dei distacchi minimi e non limitati alle sole tipologie di case a schiera.
I presidenti degli ordini provinciali dei
geometri di Lecce e Taranto hanno sottolineato che andrebbero riconsiderati sia l’individuazione degli ambiti di riqualificazione urbana che la pianificazione delle trasformazioni. A loro avviso, si punta a rendere inutili tutti i PUG in corso di redazione, rendendo strutturali gli attuali strumenti urbanistici comunali e favorendo, attraverso le individuate strategie di trasformazione urbana (STU) e i PAT (Piani articolati di trasformazione), la trasformazione urbana dei territori comunali in modalità a macchia di leopardo.
Suscita preoccupazione l’
abrogazione del Piano casa, che la legge sulla bellezza disporrebbe, perché causerebbe una riduzione della domanda di interventi.
Ance Puglia ritiene il testo normativo di dubbia attuazione a causa della previsione di nuovi e molteplici strumenti pianificatori e di gestione del territorio non coordinati con il sistema di pianificazione urbanistica e territoriale vigente.
Per
Legambiente mancano le linee guida ed in particolare una politica del riuso del territorio e delle periferie che pone il problema della sicurezza e qualità della vita.
Legge sulla bellezza, Regione: migliorerà il territorio urbanizzato
Il direttore del dipartimento Mobilità qualità urbana opere pubbliche e paesaggio, Barbara Valenzano, ha illustrato che si tratta di una norma specialistica il cui strumento operativo sarà la Carta della qualità urbana, in cui saranno indicati gli immobili e le aree urbane da sottoporre ad uno speciale regime di tutela in relazione ai fini perseguiti dalla legge. Non si tratta dunque di un testo unico sul governo integrato del territorio.
Sul mancato adeguamento degli strumenti urbanistici comunali al PPTR, Valenzano ha ricordato che la Regione ha già avviato un
percorso di accompagnamento ai Comuni per l’attivazione dei PUG.
La legge sulla bellezza, ha aggiunto, interviene esclusivamente sul
territorio urbanizzato. Spetta ai Comuni la ricognizione, l'individuazione e la perimetrazione del territorio urbanizzato e degli ambiti contenenti gli immobili e le aree da sottoporre successivamente a Piani articolati della trasformazione (PAT).
Il provvedimento, ha concluso, abrogherà alcune
disposizioni considerate superate, come gli articoli 4 e 10 della LR 18/2019
su perequazione e compensazione urbanistica, prevedendo premialità per migliorare le condizioni di degrado fisico-sociale-ambientale di determinate parti del territorio urbanizzato, anche in variante alla programmazione generale vigente, con
strumenti più snelli quali i PAT.