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Sismabonus, nuove regole per evitare di perdere la detrazione fiscale

di Paola Mammarella

Pubblicato il DM che modifica la norma sulla classificazione del rischio sismico delle costruzioni e l’attestazione dell’efficacia degli interventi

Vedi Aggiornamento del 31/01/2020
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Foto: Dmitriy Shironosov © 123RF.com
16/01/2020 – Novità per il Sismabonus. Sul sito del Ministero delle Infrastrutture (Mit) è stato pubblicato il DM n.24 del 9 gennaio 2020. Il testo modifica il DM 58/2017 sulla classificazione del rischio sismico delle costruzioni e le modalità con cui i professionisti abilitati devono attestare l’efficacia degli interventi realizzati.
 
La modifica, che riguarda le procedure per ottenere la detrazione fiscale, è stata disposta per evitare confusione sugli interventi ammessi alla detrazione e sulle tempistiche per la consegna dei documenti. Dubbi già chiariti dall’Agenzia delle Entrate, ma che in qualche caso hanno causato la perdita delle agevolazioni.
 

Sismabonus: Scia o permesso di costruire

Una delle modifiche più importanti riguarda i titoli abilitativi cui allegare la documentazione per ottenere il sismabonus. Il decreto del 2017 cita solo la Scia, mentre il nuovo testo spiega che le asseverazioni devono essere allegate, “conformemente alle disposizioni regionali”, alla Scia o alla richiesta del permesso di costruire.
Per capire il perché di questa integrazione bisogna tornare indietro di più di un anno. L’Agenzia delle Entrate, prima con una risoluzione (34/E/2018), poi con la risposta all’interpello di un contribuente, ha fornito un’interpretazione della normativa, spiegando che il sismabonus è riconosciuto anche agli interventi di demolizione e ricostruzione, purchè questi siano classificabili come ristrutturazione edilizia e non come nuova costruzione. L’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, come emerge dall’interpello del 2018, ha fatto chiarezza e ha spazzato via una prassi precedente in base alla quale gli interventi di demolizione e ricostruzione erano invece esclusi dal sismabonus.
 
Gli interventi di ristrutturazione edilizia possono essere di più tipi. Accanto ai lavori meno invasivi, realizzabili con Scia, c’è anche la fattispecie della ristrutturazione pesante (in cui rientrano molte demolizioni e ricostruzioni) che secondo lo schema allegato al Decreto “Scia” (D.lgs. 222/2016) richiede il permesso di costruire o la Scia alternativa al permesso di costruire.
  
Per chiudere il cerchio e non dare spazio ad ulteriori dubbi, il Mit ha aggiornato la norma del 2017 indicando espressamente il permesso di costruire tra i titoli abilitativi cui allegare le asseverazioni utili ad ottenere il sismabonus. Senza questa integrazione, nonostante i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, si sarebbe potuto ancora dubitare che i lavori di demolizione e ricostruzione non dessero diritto al sismabonus.

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Sismabonus, quando presentare la documentazione

Con un’altra modifica, il Mit mette nero su bianco la tempistica per la corretta presentazione dei documenti utili ad ottenere l’agevolazione fiscale.
Il progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico e l’asseverazione del professionista devono essere consegnati, insieme alla Scia o alla richiesta di permesso di costruire, al momento della presentazione allo sportello unico competente, comunque prima dell’inizio dei lavori.
 
Anche in questo caso, la modifica ufficializza l’orientamento dell’Agenzia delle Entrate che, nella risposta ad un interpello presentato da un contribuente, ha affermato che le asseverazioni tardive fanno perdere il sismabonus.
 

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