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Equo compenso, Confprofessioni chiede di inserirlo nel Milleproroghe

di Paola Mammarella

L’associazione al Governo: ‘i tempi sono maturi per precisare una volta per tutte la nullità dei bandi gratuiti della PA’

Vedi Aggiornamento del 17/06/2020
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Foto: Twitter @SenatoStampa
20/01/2020 – Correggere la norma sull’equo compenso e dire definitivamente basta ai bandi gratuiti della Pubblica Amministrazione, che chiedono ai professionisti di lavorare senza alcun compenso. È la richiesta avanzata al Governo da Confprofessioni, Confederazione italiana delle libere professioni.
 

Confprofessioni: ‘nullità dei bandi gratuiti della PA’

Il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha chiesto al Governo di correggere con urgenza la norma che ha introdotto il principio dell'equo compenso delle prestazioni professionali rese alla Pubblica Amministrazione, per arrivare in tempi rapidi a una soluzione che “vieti il conferimento di incarichi professionali gratuiti o il cui compenso non sia commisurato a compenso equo”.
 
 “I tempi sono maturi per precisare una volta per tutte la nullità dei bandi gratuiti della PA e riconoscere l'effettivo valore economico delle prestazioni professionali” ha sottolineato Stella.

Equo compenso, Confprofessioni: ‘agire nel Milleproroghe’

“Se l'equo compenso non ha trovato spazio nell'ultima Legge di Bilancio – ha proposto Stella - Governo e Parlamento possono ora chiarire la loro posizione nei confronti di migliaia di liberi professionisti, inserendo un emendamento ad hoc sull'equo compenso, magari all'interno del Milleproroghe in discussione in queste ore al Senato”.
 
“Si tratta – ha concluso Stella - di una questione vitale per moltissimi professionisti, soprattutto dell'area tecnica già colpita da una dura crisi, che operano con la Pubblica Amministrazione. Chiediamo quindi che venga eliminato definitivamente il malcostume della P.A di conferire incarichi gratuiti negli appalti pubblici e di servizio. Al tempo stesso, è necessario arrivare anche a definire dei parametri di riferimento per l'equo compenso per tutte quelle professioni non regolamentate che non dispongono di criteri per la liquidazione giudiziale dei compensi”.
 

Equo compenso, Regioni più ricettive

Ricordiamo che a livello locale il tema dell'equo compenso è sentito maggiormente. Le Regioni stanno infatti legiferando per la tutela dei professionisti. Al momento in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Piemonte, PugliaToscana e Marche ci sono leggi che vincolano il rilascio dei titoli abilitativi al pagamento delle parcelle o che assicurano un compenso adeguato al lavoro svolto
 

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