Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Bonus facciate: ammessi privati, imprese e professionisti non forfetari
NORMATIVA Bonus facciate: ammessi privati, imprese e professionisti non forfetari
RISPARMIO ENERGETICO

Conto Termico, ecco gli errori da non fare per ottenere il beneficio

di Alessandra Marra

GSE: per evitare che la pratica venga respinta attenzione a documenti di smaltimento, riferimento dei bonifici e utenze dell’impianto di climatizzazione

Vedi Aggiornamento del 06/02/2020
Commenti 9799
Foto: caifas 123RF.com
31/01/2020 – Come presentare le richieste per accedere agli incentivi previsti dal Conto Termico, senza il rischio che la domanda sia respinta.
 
Questo l’obiettivo del Vademecum GSE in cui, partendo dall’analisi delle criticità più diffuse riscontrate in fase di istruttoria, il GSE fornisce i chiarimenti operativi, soprattutto in relazione alle principali tre cause di difformità che più frequentemente si presentano in una richiesta di incentivo.
 

Conto termico: le difformità più diffuse nelle domande d’incentivo

Il GSE ha rilevato tre cause principali che portano al respingimento delle domande di incentivo: carenza documentale, difformità nel bonifico ed errata progettazione degli impianti.
 
Sul fronte delle documentazioni, il GSE ha rilevato che spesso gli interventi non sono opportunamente documentati tramite fotografie e presentano difformità nel certificato allegato e nell’identificazione dei soggetti coinvolti.
 
Nel caso dei bonifici, invece, spesso si fa erroneamente riferimento alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica.
 
Per gli impianti, il GSE ha riscontrato che la difformità può essere dovuta alla variazione delle utenze del nuovo impianto rispetto a quello sostituito o al sovradimensionamento ingiustificato.
 
 

Conto termico: come compilare correttamente la pratica  

Per la corretta compilazione della pratica, il GSE ha ricordato che il Soggetto Ordinante dei pagamenti sostenuti per la realizzazione dell'intervento deve essere il Soggetto Responsabile, cioè colui che ha sostenuto direttamente le spese per l'esecuzione degli interventi, presenta istanza di riconoscimento degli incentivi al GSE e stipula il contratto.
 
Non sono, di conseguenza, in alcun modo incentivabili interventi per i quali sono stati presentati al GSE: 1) fatture attestanti il costo sostenuto non intestate al Soggetto Responsabile;  2) pagamenti delle fatture non sostenuti dal Soggetto Responsabile; 3) ricevute di bonifici non recanti esplicita evidenza dell'Ordinante del pagamento.
 
Ne deriva che bonifici da conti correnti non intestati al Soggetto Responsabile non sono idonei ai fini dell'accesso agli incentivi; sono di contro idonei bonifici provenienti da conti cointestati dei quali uno degli intestatari è proprio il Soggetto Responsabile stesso. Nel documento, il GSE ricorda le condizioni per le quali un soggetto diverso dal soggetto responsabile può procedere al pagamento per conto del soggetto responsabile.
 
Sempre per quanto concerne i bonifici, il GSE ha ricordato che “l'indicazione, nella ricevuta di versamento, di riferimenti riguardanti disposizioni normative inerenti altri incentivi statali, determina l'improcedibilità della richiesta". Pertanto, è necessario non utilizzare modelli di bonifico che fanno riferimento alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica o per la ristrutturazione edilizia, né indicare nella causale riferimenti a norme di legge inerenti alle detrazioni fiscali (anche nel caso di utilizzo di bonifici ordinari).
 

Nel caso degli impianti, il GSE ha precisato che, ai fini dell'ammissione all'incentivo, per sostituzione di generatori di calore è da intendersi la rimozione di un vecchio generatore e l'installazione di un altro nuovo, destinato a erogare energia termica alle medesime utenze. L'effettivo smaltimento del generatore sostituito deve essere documentato.
 
Nei casi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale l'accesso agli incentivi è subordinato alla dimostrazione che l'intervento vada a climatizzare le medesime utenze dell'impianto precedentemente installato. Pertanto, nei casi di variazione sensibile della potenza fra situazione ante e post operam ci si attende che le utenze interessate siano le stesse e che, al più, nella condizione ante operam vi fosse una condizione di sottodimensionamento poi sanata nella condizione post operam.
 
Ne deriva che una sostituzione di una stufa che risulti asservire una sola stanza con una pompa di calore che, invece, va a climatizzare più stanze non rientra nell'alveo degli interventi ammissibili nell'ambito del Conto Termico.

SCARICA LA GUIDA EDILPORTALE AL CONTO TERMICO
 

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
Architetture e cantieri in Liguria, quali scenari si aprono? Partecipa