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LAVORI PUBBLICI

Appalti, il certificato che alleggerisce i controlli sul pagamento delle ritenute

di Paola Mammarella

Dall’Agenzia delle Entrate il modello con cui le imprese possono attestare la propria affidabilità. Le imprese al Mef: eliminare o posticipare i controlli

Vedi Aggiornamento del 13/02/2020
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Foto: Dmitry Kalinovsky©123RF.com
11/02/2020 – Semplificazioni in arrivo negli appalti. L’Agenzia delle Entrate ha adottato il provvedimento con il modello con cui certificare l’affidabilità delle imprese e alleggerire i nuovi adempimenti per il controllo sul versamento delle ritenute fiscali negli appalti e nei subappalti di importo superiore a 200mila euro.
 

Appalti, i controlli sul pagamento delle ritenute

Il Decreto Fiscale (L.157/2019), modificando il D.lgs 241/1997 ha introdotto nuovi adempimenti a carico dei committenti, appaltatori e subappaltatori per contrastare l’omesso versamento delle ritenute.
 
I soggetti che affidano il compimento di una o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore a 200mila euro, caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera e svolti presso le sedi di attività del committente, con l'utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest'ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma, devono richiedere all'impresa la copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute. Le imprese sono obbligate a rilasciare la copia al committente.
 
Per consentire al committente il controllo sugli importi versati dalle imprese, queste trasmettono un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell'esecuzione di opere o servizi affidati dal committente, con il dettaglio delle ore di lavoro prestate, l'ammontare della retribuzione corrisposta e il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite.
 

Appalti, un certificato semplifica le procedure

In alternativa al rispetto di questi obblighi, le imprese possono consegnare al committente la certificazione, messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, che attesta la loro l’affidabilità attraverso la sussistenza dei requisiti indicati alle lettere a) e b) del comma 5 dell’articolo 17-bis.
 
Le imprese, in altre parole, devono dimostrare di essere in attività da almeno 3 anni essere in regola con gli obblighi dichiarativi, aver eseguito versamenti per un importo non inferiore al 10% dell’ammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni, non avere iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito relativi alle imposte sui redditi, all’imposta regionale sulle attività produttive, alle ritenute e ai contributi previdenziali per importi superiori a 50mila euro, per i quali i termini di pagamento siano scaduti.
 

Come ottenere il certificato

Il certificato, spiega il provvedimento, è messo a disposizione presso un qualunque ufficio territoriale della Direzione provinciale competente in base al domicilio fiscale dell’impresa. Per i grandi contribuenti è la Direzione regionale a dover emettere il certificato. Le imprese possono segnalare agli uffici che hanno emesso il certificato eventuali informazioni ulteriori che ritengono non siano state prese in considerazione.
 
Una volta rilasciata, la certificazione ha una validità di 4 mesi. Dato che l’emissione è dettata da obblighi di legge, il certificato è esente da imposta di bollo e da altri tributi speciali.
 

Controlli sulle ritenute, le imprese chiedono di eliminarli o posticiparli

ABI, ANCE, Assonime, Confindustria e R.E TE. Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) hanno scritto al Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri per chiedere la soppressione delle nuove regole in materia di ritenute negli appalti, o lo slittamento della loro entrata in vigore al 1° luglio 2020, per evitare “oneri spropositati a carico delle imprese derivanti da nuovi e insostenibili compiti di controllo”.
 
Secondo le imprese, sono necessari ulteriori approfondimenti per consentire l’adeguamento dei processi gestionali e amministrativi, sia delle imprese committenti sia di quelle esecutrici. Poter confidare su un quadro regolatorio chiaro in tutti gli aspetti è un presupposto imprescindibile per consentire alle imprese di riorganizzare, una volta per tutte, i processi amministrativi e gestionali e di eseguire correttamente i nuovi adempimenti che, altrimenti, si pretenderebbe di ottenere “al buio” dal prossimo 17 febbraio.

Le imprese hanno segnalato il concreto pericolo che la nuova disciplina possa bloccare l’attività di interi settori e hanno chiesto un sistema automatizzato e digitalizzato di rilascio dei certificati per evitare il rischio ingolfamento degli Uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate.
 

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