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Infrastrutture prioritarie: investiti 219 miliardi, metà delle opere ancora in fase di progettazione

di Paola Mammarella

I dati del Rapporto Camera - Cresme - Anac. Work in progress dei lavori consultabile nel sistema Silos

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Foto: Giorgio Perich©123rf.com
14/02/2020 - Ammontano a 273 miliardi di euro complessivi gli investimenti in infrastrutture strategiche.

A tracciare il quadro delle opere pubbliche, suddivise in prioritarie e non prioritarie, è il Rapporto redatto dal Servizio studi della Camera in collaborazione con l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) e con l'istituto di ricerca Cresme, che mostra come la metà delle opere prioritarie siano ancora in fase di progettazione, mentre solo una minoranza è stata ultimata.
 
La panoramica sulle opere è completata dal sistema SILOS (Sistema Informativo Legge Opere Strategiche), nel quale sono contenute schede sulle singole opere infrastrutturali e sul loro stato di avanzamento.
 

Opere prioritarie

Il costo totale opere strategiche ammonta a quasi 273 miliardi di euro. Di questa cifra, 219 miliardi servono alla realizzazione delle opere prioritarie.

Risultano già disponibili più di 155 miliardi di euro, pari al 71% delle risorse totali, mentre si stima un fabbisogno residuo di 63,5 miliardi (29% delle risorse necessarie). Il 44% del costo delle infrastrutture prioritarie, pari a circa 96 miliardi di euro, è localizzato nelle regioni del Centro-Nord (dove si concentra il 66% della popolazione. Il 24,5% del costo (circa 54 miliardi) è riconducibile a interventi nelle regioni del Sud e nelle isole (in cui risiede il 34% della popolazione). Il restante 31,5% del costo, pari a circa 69 miliardi, riguarda interventi diffusi di manutenzione per cui non è stato ricostruito il dettaglio territoriale.
 
Il 48% del costo delle opere prioritarie, pari a circa 105 miliardi, riguarda le ferrovie; il 34% strade e autostrade (74 miliardi); il 13% i sistemi urbani (circa 28 miliardi) e in particolare i sistemi di trasporto rapido di massa nelle regioni Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia (circa 26 miliardi); il 2% gli aeroporti (circa 4 miliardi); l’1% porti e interporti (2,5 miliardi); il 3% il Mo.S.E. (5,5 miliardi) e lo 0,2% le ciclovie.
 
Lo stato di avanzamento al 31 ottobre 2019 evidenzia che il 50% dei costi delle infrastrutture prioritarie riguarda lotti in fase di progettazione, il 21% lotti in corso di realizzazione e l’11% lotti ultimati. Il restante 18% riguarda lotti in gara (4,5%), lotti aggiudicati (1%), lotti con contratto sottoscritto (4,5%) e lotti con contratto rescisso o con uno stato di avanzamento misto (8%).
 

Infrastrutture strategiche non prioritarie

Il costo delle opere strategiche non prioritarie ammonta a quasi 54 miliardi di euro. Le risorse disponibili ammontano a circa 43,7 miliardi e consentono una copertura finanziaria pari all’81% del costo. Il rapporto evidenzia inoltre che il contributo privato rappresenta il 36% (15,7 miliardi) e quello pubblico il restante 64% (27,9 miliardi).
 
Nelle regioni del Centro-nord è localizzato il 60,5% del costo delle infrastrutture strategiche non prioritarie: si tratta di 32,7 miliardi. Nelle regioni del Sud e delle Isole è localizzata una quota del 36%, pari a 19,3 miliardi. Il restante 3,5%, circa 1,85 miliardi, è relativo a progetti diffusi e non riconducibili a zone specifiche: si tratta del programma Grandi Stazioni, programma Seimila Campanili, interventi infrastrutturali su edifici pubblici e reti viarie e di salvaguardia del territorio, programma di interventi RFI e programma di piccoli interventi ANAS.
 

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