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Superbonus: condomìni, edifici plurifamiliari ed ex Iacp avranno più tempo per i lavori
RISPARMIO ENERGETICO Superbonus: condomìni, edifici plurifamiliari ed ex Iacp avranno più tempo per i lavori
NORMATIVA

Bonus facciate, tra dubbi e Coronavirus detrazione a rischio

di Paola Mammarella

La denuncia delle associazioni del settore: difficoltà pratiche e stop alle riunioni di condominio bloccano l’avvio dei lavori

Vedi Aggiornamento del 25/06/2020
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Foto: glowonconcept ©123RF.com
28/02/2020 – Dubbi interpretativi che rendono difficile l’applicazione del bonus facciate ai casi pratici. Ma anche riunioni di condominio bloccate per prevenire i contagi da Coronavirus. Sono molteplici le cause che, secondo le associazioni del settore, stanno mettendo a dura prova il decollo della nuova detrazione fiscale.
 

Bonus facciate, il dubbio sui parapetti

La circolare dell’Agenzia delle Entrate spiega che gli interventi agevolati con il bonus facciate devono essere realizzati esclusivamente sulle strutture opache della facciata, su ornamenti e fregi. Tra le opere agevolabili, a titolo esemplificativo la circolare cita il consolidamento, il ripristino, la pulitura e tinteggiatura della superficie o il rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi e i lavori riconducibili al decoro urbano, quali quelli riferiti ai parapetti che insistono sulla parte opaca della facciata.
 
Tuttavia, secondo l’Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche (UNICMI), non è chiaro se sia agevolabile l’intervento di intera sostituzione di parapetti esistenti con altri di diverso materiale, ad esempio la sostituzione di un parapetto metallico con un parapetto vetrato.
 

Bonus facciate, cappotto termico e facciate ventilate

Secondo UNICMI non è chiaro se l’intervento di installazione del cappotto termico sia agevolabile con il bonus facciate nella sua interezza o se acceda alla detrazione solo la spesa relativa al rifacimento della finitura, cioè dell’intonaco o della tinteggiatura.
 
Un altro dubbio sollevato da UNICMI riguarda facciate ventilate. UNICMI si chiede se la sostituzione di una facciata ventilata esistente o l'installazione ex novo possano usufruire del bonus facciate. In particolare, UNICMI prospetta all'Agenzia delle Entrate il caso in cui si interviene installando una facciata ventilata su una facciata esistente che allo stato di fatto non la prevede. 

L’intervento di installazione della facciata ventilata comporta il cambiamento della finitura esistente ed è di fatto un intervento di efficientamento energetico. Fatto salvo il rispetto dei requisiti di efficienza energetica, l'intervento può usufruire del bonus facciate? Secondo UNICMI sì, perchè si tratta di un lavoro assimilabile al rifacimento del cappotto termico, ma nel dubbio ha formulato una richiesta ufficiale all'Agenzia delle Entrate.


Bonus facciate e concetto di facciata esterna

UNICMI ha chiesto chiarimenti sulle facciate parzialmente visibili dal suolo pubblico, ad esempio perché in parte coperte da un muro dell’edificio, domandando se gli interventi su tali prospetti siano interamente agevolabili o se siano esclusi.
 
L’argomento ha suscitato anche i dubbi dei professionisti e dei privati, interessati a capire con esattezza cosa si intende per perimetro esterno e in che misura sono agevolabili gli interventi sulle pareti esterne, ma nascoste. Sul tema ha sollecitato chiarimenti anche l’Associazione nazionale per l’isolamento termico e acustico (ANIT).
 

Bonus facciate e riunioni condominiali ferme

Non sono solo i dubbi di ordine pratico a rallentare l’avvio dei lavori. Secondo l’Associazione Nazional-europea degli AMMinistratori d’Immobili (ANAMMI), il blocco delle assemblee condominiali, reso necessario dell’emergenza coronavirus, rischia di rallentare l’iter della detrazione fiscale.
 
Come sottolineato dal presidente, Giuseppe Bica, la detrazione fiscale spetta solo per le spese sostenute nel 2020, ma prevede una serie di passaggi, come il confronto nelle assemblee condominiali, che al momento sembrano impossibili da organizzare anche nelle località in cui non sono stati registrati contagi.
 
Per questo motivo, ANAMMI ha chiesto al Governo di prorogare i termini dei pagamenti oltre il 2020.
 

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