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Corruzione: in Italia un caso alla settimana, lavori pubblici in testa

di Paola Mammarella

Anac: la tangente si è smaterializzata, non più soldi ma posti di lavoro e prestazioni professionali

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Foto: Wang Aizhong©123RF.com
04/02/2020 – Un caso di corruzione a settimana, specialmente nei lavori pubblici, e nuove forme di tangenti: non più denaro, ma posti di lavoro. Sono i risultati del Rapporto “La corruzione in Italia 2016-2019”, pubblicato dall'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) nell'ambito del programma “Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020” finanziato dall’Unione europea per individuare il rischio di corruzione nella Pubblica amministrazione.
 
Il dossier, spiega l’Anac, fornisce un quadro dettagliato, benché non scientifico né esaustivo, delle vicende corruttive in termini di dislocazione geografica, contropartite, enti, settori e soggetti coinvolti.
 

Corruzione nella PA, un caso a settimana

Fra agosto 2016 e agosto 2019 sono state 117 le ordinanze di custodia cautelare per corruzione. Semplificando, spiega l’Anac, sono stati eseguiti arresti ogni 10 giorni circa. Si contano poi 152 provvedimenti della magistratura, quindi uno a settimana.
 
Quasi tutte le Regioni sono risultate interessate dal fenomeno, a eccezione del Friuli Venezia Giulia e del Molise. Questo non significa, sottolinea l’Anac, che sono immuni, ma solo che nel periodo in esame non ci sono state misure cautelari.
 
A detenere il primo posto per casi di corruzione registrati è la Sicilia con 28 episodi di corruzione (18,4% del totale), seguita dal Lazio (con 22 casi), la Campania (20), la Puglia (16) e la Calabria (14).
 

Lavori pubblici, settore più a rischio

Il 74% delle vicende (113 casi) riguarda gli appalti pubblici. Il restante 26% è riferito a procedure concorsuali, procedimenti amministrativi, concessioni edilizie, corruzione in atti giudiziari, ecc.
 
Nell’ambito degli appalti, il settore a maggior rischio di corruzione è quello legato ai lavori pubblici. Nelle gare per la realizzazione di interventi di riqualificazione e manutenzione di edifici, strade e messa in sicurezza del territorio, sono stati censiti 61 episodi di corruzione nel triennio, pari al 40% del totale.
A rischio anche il comparto legato al ciclo dei rifiuti (22% del totale) e quello sanitario (13%).
 
Su 113 episodi di corruzione, solo 20 riguardano gli affidamenti diretti. Negli altri casi sono state espletate procedure di gara, bypassate con la costituzione di cartelli, ribassi eccessivi o il coinvolgimento del direttore dei lavori.
 

Le nuove frontiere della tangente: il posto di lavoro

Anac descrive il “fenomeno della smaterializzazione della tangente” dovuto alle difficoltà di occultamento delle somme di denaro contante. Il denaro è stato in gran parte sostituito dal posto di lavoro. Soprattutto al Sud, nel 13% dei casi è stata riscontrata l’assunzione di coniugi e parenti.
 
Altre alternative al denaro sono l’assegnazione di prestazioni professionali (11%), specialmente sotto forma di consulenze, e le regalie (7%).
 

Corruzione, Anac: rafforzare la prevenzione

Dall’analisi dell’Anac emerge che l’Italia ha fatto molti progressi nella lotta alla corruzione, ottenendo risultati riconosciuti dai più autorevoli organismi internazionali come Onu, Commissione europea, Ocse, Consiglio d’Europa, Osce.
 
Nonostante ciò, la corruzione risulta essere un fenomeno radicato e persistente. Per questo motivo, Anac ritiene fondamentale attuare strategie di prevenzione, come un’organizzazione degli apparati burocratici in grado di evitare i conflitti di interesse, riducendo i rischi.
 

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