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URBANISTICA

Rigenerazione urbana, Fillea-Cgil chiede un piano basato sulla progettazione di qualità

di Alessandra Marra

Il Sindacato lancia l’associazione Nuove Ri-Generazioni per promuovere edilizia sostenibile e sviluppo del verde

Vedi Aggiornamento del 05/10/2020
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04/02/2020 – Promuovere un nuovo modello di sviluppo urbano, in cui la progettazione di qualità sia centrale, fondato sulla rigenerazione degli spazi costruiti e del verde urbano, attraverso la promozione di una edilizia e di una filiera dei materiali sostenibile. 
 
Questo l’obiettivo dell'associazione Nuove Ri-Generazioni, voluta dalla Fillea Cgil e presentata lo scorso 31 gennaio a Roma, nel corso del convegno dal titolo "Parola d'ordine: Rigenerare!".
 

Rigenerazione: l’obiettivo dell’associazione

Come si legge nello statuto di Nuove Ri-Generazioni, l’associazione vuole fare ricerca sul tema dello sviluppo sostenibile e, allo stesso tempo, promuovere e sensibilizzare il pubblico attraverso convegni e seminari. Per questa ragione, fanno parte dell’associazione esperti del settore, urbanisti, ricercatori e docenti universitari, coordinati dal presidente Gaetano Sateriale.
 
In occasione del convegno ‘Parola d'ordine: Rigenerare’, il presidente Sateriale, dopo aver illustrato i piani dell'associazione, ha suggerito al mondo politico di non puntare su piani straordinari ma tornare a una programmazione normale, in cui ogni anno si decide la cifra esatta di risorse da investire sul tema.
 
Secondo l’associazione, "occorre passare all'idea che esistono due tipi di welfare: uno che riguarda le persone e l'altro che riguarda il territorio. È importante, quindi, puntare su: piantumazione di alberi, costruire sostenibile, manutenzione delle scuole, monitoraggio fiumi, regolarizzazione del ciclo di rifiuti e bonifiche.
 
 

Rigenerazione urbana: le richieste alla politica  

Sempre in occasione del convegno, il segretario generale della Fillea, Alessandro Genovesi, ha chiesto al governo un cambio di approccio nel settore delle costruzioni, superando il “corpo normativo pensato negli anni dell'espansione del Paese”, concentrandosi sulla necessità di rigenerare, soprattutto le aree degradate.
 
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha avanzato una serie di proposte, partendo dal presupposto che spesso il problema non è la mancanza di risorse, ma l'incapacità di progettare.
 
Ad esempio, si è concentrato sul problema della mancanza delle infrastrutture per i trasporti. Landini ha sottolineato che “dagli anni Novanta in poi a Roma circa 300 mila persone sono andate nei Comuni fuori città, le nuove costruzioni sono fuori dal raccordo anulare. Le periferie non hanno servizi adeguati, come i mezzi pubblici, e questo determina una situazione di iniquità rispetto agli altri. Anche per questo il tema della progettazione si impone come centrale".
 
 

Rigenerazione urbana, De Micheli: un elemento imprescindibile

A portare la voce del governo nel corso del convegno è stata il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli che ha assicurato: "Nel programma dell'esecutivo la rinascita dei nostri quartieri è un elemento imprescindibile, una tappa della lotta alle diseguaglianze con l'obiettivo di garantire pari dignità a tutti i cittadini. Il nostro metodo è la condivisione, per questo nella stesura della legge di stabilità abbiamo cercato di parlare con più attori possibile".
 
Il Ministro De Micheli ha sottolineato come il Governo abbia fatto il primo passo verso la rigenerazione grazie al Piano di rinascita urbana da 850 milioni di euro presente nella Legge di Bilancio 2020.
 
La De Micheli ha aggiunto che presto saranno intraprese azioni per “aumentare il numero degli alloggi per l'edilizia residenziale pubblica".
 

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