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Coronavirus, Cresme: nel 2020 le costruzioni potrebbero perdere 34 miliardi di euro

di Paola Mammarella

Nel settore residenziale stimato un calo del 22,6% per le nuove costruzioni e del 23,5% per le ristrutturazioni

Vedi Aggiornamento del 07/05/2020
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Foto: Roy Grogan©123RF.com
30/03/2020 – Il settore delle costruzioni potrebbe perdere 34 miliardi di euro di investimenti nel 2020. È la stima tracciata dall’istituto di ricerca Cresme, che ha analizzato le possibili conseguenze dell’impatto dell’emergenza sanitaria e diffuso alcuni risultati durante un seminario da remoto.
 

Cresme, gli investimenti perdono 34 miliardi di euro

Prima dell’emergenza sanitaria, le costruzioni stavano vivendo una fase di crescita. A fine 2019 ci si attendeva una crescita complessiva del 2,4% (che dava seguito al +3% dell’anno passato), trainata dall’attività nuova costruzione, soprattutto in ambito infrastrutturale. Gli investimenti attesi per il 2020 ammontavano quindi a 141 miliardi di euro.
 
Con l’emergenza sanitaria in atto, invece, gli investimenti potrebbero fermarsi a 107 miliardi di euro, cioè 34 miliardi in meno. Paragonando i dati con il 2019 (138 miliardi), la caduta è quantificabile in 31 miliardi di euro.

Coronavirus e edilizia, i settori più colpiti

A livello settoriale, l’impatto sull’attività edilizia coinvolgerebbe in egual misura sia il comparto residenziale sia quello non residenziale (pubblico e privato). Gli investimenti in nuove abitazioni potrebbero crollare di oltre un quinto rispetto al 2019 (-22,6%), mentre più pesante potrebbe essere il blocco dell’attività di ristrutturazione, quantificabile in un -23,5% della spesa.
 
Il settore residenziale potrebbe quindi perdere, rispetto alle attese di inizio 2020, 3,9 miliardi di nuova costruzione e 13,2 miliardi di ristrutturazioni.
 
Nel settore non residenziale si potrebbe arrivare ad un -23% per la nuova costruzione privata, -27% per la nuova costruzione pubblica, -30% per la riqualificazione in ambito privato e -27% in ambito pubblico. Il che equivale a 3,2 miliardi per il non residenziale nuovo privato (-1,3 miliardi per il pubblico) e 6,8 miliardi per la riqualificazione privata (-1,7 miliardi per quella pubblica).
 
Cresme stima effetti negativi anche per gli investimenti in opere infrastrutturali, che crollerebbero del -12,6%, sia in ambito di nuova costruzione (-2,5 miliardi), sia in ambito di manutenzione straordinaria (-1,9 miliardi).
 

Coronavirus e edilizia, come sono state elaborate le stime

Il Cresme ha elaborato questi dati considerando una serie di parametri:
- la quasi totale sospensione dei cantieri per un trimestre per le nuove costruzioni non di pubblica utilità;
- la quasi totale sospensione dei cantieri per un trimestre per gli interventi di riqualificazione edilizia (salvo riparazioni improrogabili, considerando che nei mesi fra marzo e maggio viene effettuato il 35% degli interventi);
- la parziale sospensione dei cantieri per le opere del genio civile di nuova costruzione e di manutenzione straordinaria (ad esclusione infrastrutture strategiche, edilizia sanitaria, ecc.);
- una ripartenza improntata alla cautela da giugno a ottobre.
 
Le previsioni potrebbero subire ulteriori aggiornamenti se si decidesse il prolungamento delle misure restrittive.
 
A questa analisi di Cresme Lab seguiranno altre previsioni e l’avvio di una nuova operatività di carattere non solo analitico, ma tattico e strategico.


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