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NORMATIVA

Coronavirus, in arrivo misure per edilizia e opere pubbliche

di Paola Mammarella

Il Presidente Conte alle Camere annuncia un nuovo decreto da 25 miliardi di euro e il superamento delle ‘rigidità strutturali’

Vedi Aggiornamento del 14/04/2020
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Foto: pagina Facebook ufficiale Giuseppe Conte
27/03/2020 – Una nuova iniezione da 25 miliardi per fronteggiare le conseguenze dell’epidemia da Coronavirus. Sarà molto probabilmente questo lo stanziamento previsto dal nuovo decreto, che conterrà anche misure per lo snellimento delle procedure per consentire lo sblocco degli investimenti in edilizia e opere pubbliche.
 
L’annuncio è arrivato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenuto alla Camera e al Senato con un’informativa sulle misure già intraprese dal Governo e su quelle in arrivo.
 

Coronavirus, nuove risorse in arrivo

Dopo aver affermato di rendersi conto che le misure adottate, per quanto significative, non sono sufficienti a sostenere il reddito di imprese, famiglie e lavoratori, in particolare gli autonomi, Conte ha annunciato che “con il nuovo intervento normativo, che è in corso di elaborazione, confidiamo di pervenire a uno strumento complessivo che è altrettanto significativo rispetto a quanto sin qui operato”.
 
“Non sono in condizione in questo momento di dare delle cifre esatte ma sicuramente sarà, ripeto, uno strumento complessivo altrettanto significativo e interverremo anche con stanziamenti aggiuntivi di non minore importo”.
 
Il Governo ha già stanziato 25 miliardi di euro per lavoratori, imprese e professionisti. Lo stanziamento del decreto di aprile dovrebbe quindi avere un importo analogo.
 

Coronavirus e settore edile, procedure più snelle

L’altro passo fondamentale del decreto di aprile, annunciato da Conte, sarà “superare le rigidità strutturali che hanno impedito sin qui di dispiegare tutto il potenziale di crescita dell’Italia, per esempio nel settore dell’edilizia e nelle opere pubbliche”.
 
È legittimo aspettarsi una modifica temporanea del Codice Appalti, che potrebbe consentire di agire in deroga a procedure considerate troppo farraginose.
 
In alternativa, il Governo potrebbe accelerare sulle opere strategiche prioritarie per cui nominare i commissari straordinari con ampi poteri. In questo caso, le deroghe al Codice Appalti sarebbero valide per un numero ristretto di infrastrutture.
 

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