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NORMATIVA

Coronavirus, per gli appalti pubblici servono misure ad hoc

di Alessandra Marra

UNICMI chiede anticipazione e aumento della prima rata del contratto, proroga delle scadenze temporali dei cantieri e riconoscimento dei maggiori oneri a carico delle imprese

Vedi Aggiornamento del 18/08/2021
Foto:Pavel Losevsky ©123RF.com
27/03/2020 – Anticipare e aumentare al 30% la prima rata sul prezzo contrattuale per tutti i contratti in essere, prorogare le scadenze temporali inserite nei contratti e riconoscere un ‘ristoro’ per le imprese nel settore delle costruzioni che stanno affrontando maggiori oneri per rispettare le nuove normative di prevenzione nei cantieri.
 
Queste le tre richieste di Unicmi al Governo per assicurare certezze e liquidità alle aziende che hanno contratti pubblici in essere nel settore delle costruzioni al fine di far fronte all’emergenza coronavirus. Le imprese rappresentate da Unicmi auspicano che queste proposte vengano recepite nell’iter di conversione in Legge del DL 18/2020.  
 


Coronavirus e appalti, le misure per assicurare liquidità alle imprese

Unicmi chiede al Governo un intervento legislativo sul Codice degli Appalti che preveda l’anticipazione dell’erogazione della prima rata sul prezzo contrattuale entro 15 giorni dall’effettivo inizio dei lavori, previa costituzione di garanzia fideiussoria, anche se in carenza di stipula del contratto.
 
Inoltre, chiede un contestuale aumento della prima rata dall’attuale 20 al 30% per tutti i contratti in essere e quelli a venire.
 
Secondo Unicmi, con queste due misure si assicurerebbe, a spesa finale zero da parte dello Stato, la necessaria liquidità alle aziende in un periodo di sostanziale fermo produttivo, garantendo in questo modo la sopravvivenza e l’operatività delle stesse nel momento in cui sarà superata l’emergenza e potranno essere riaperti i cantieri in assoluta sicurezza.
 


Emergenza coronavirus nei cantieri: le altre misure

Unicmi, inoltre, chiede una proroga delle scadenze temporali inserite nei contratti pubblici di appalto in essere commisurata almeno alla durata dei giorni di blocco subiti.
 
Infatti, ritardi od omessi adempimenti, sono dovuti spesso a problemi logistici di consegna del materiale da parte di Aziende fornitrici e alla carenze di mascherine, da considerarsi DPI.
 
Per evitare inevitabili contenziosi che intaserebbero mesi i tribunali amministrativi, è fondamentale che l’Esecutivo fissi una proroga generalizzata di almeno 30 giorni di tutte le scadenze temporali inserite nei contratti pubblici di appalto del settore costruzioni.
 
Infine, Unicmi chiede il riconoscimento nei contratti per appalti pubblici del settore delle costruzioni dei maggiori oneri a carico delle Imprese legati al rispetto delle nuove normative di prevenzione della diffusione del contagio da COVID19 nei cantieri.
 
Tutte le imprese attualmente impegnate nei cantieri “strategici” (mobilità stradale e ferroviaria, manutenzione presidi ospedalieri, etc.) devono adottare misure e comportamenti che oltre a determinare una dilatazione temporale nell’esecuzione dei lavori, causano un incremento stimabile in una percentuale fino al 20% sul valore della commessa. Appare dunque inevitabile che l’Esecutivo intervenga con un provvedimento ad hoc che eviti che tali maggiori oneri siano a totale carico delle Imprese.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenuto alla Camera e al Senato con un’informativa sulle misure in arrivo, ho mostrato apertura nei confronti delle imprese annunciando una modifica temporanea del Codice Appalti, che potrebbe consentire di agire in deroga a procedure considerate troppo farraginose.

Il Coronavirus cambia le nostre abitudini e ridefinisce tempi e strumenti del nostro lavoro. Come si stanno modificando le attività dei progettisti? Cosa non riusciamo a fare e cosa, invece, facciamo meglio? PARTECIPA AL SONDAGGIO

 

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