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Decreto Cura Italia, le nuove scadenze per versamenti e contributi

di Alessandra Marra

Sospensioni e proroghe a seconda dell’ammontare dei ricavi, disapplicazione della ritenuta d’acconto e sospensione cartelle di pagamento

Vedi Aggiornamento del 10/04/2020
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Foto: Andriy Popov ©123RF.com
19/03/2020 – Il Decreto Cura Italia ha previsto una serie di proroghe nelle scadenze fiscali in conseguenza dell’emergenza coronavirus.
 
Alcune scadenze sono differenti a seconda dell’ammontare dei ricavi maturati nel corso del periodo di imposta precedente a quello di entrata in vigore del Decreto.
 

Coronavirus, ecco le proroghe e le sospensioni

La norma stabilisce che per i soggetti esercenti attività di impresa, arti o professioni che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Italia, con ricavi o compensi non superiori a due milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto, sono sospesi i versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 ed il 31 marzo 2020 relativi a:
- ritenute alla fonte per lavoro dipendente e assimilato e relative addizionali regionali e comunali all’Irpef che le imprese operano in qualità di sostituti di imposta;
- Iva annuale e mensile;
- addizionali Irpef;
- contributi previdenziali e assistenziali e premi per assicurazione obbligatoria.
                 
Tali versamenti dovranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, entro il 31 maggio 2020 oppure mediante rateizzazione, fino ad un massimo di cinque rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di maggio 2020.
 
La sospensione dei versamenti Iva si applica a prescindere dal volume dei ricavi o compensi percepiti per i soggetti esercenti attività di impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nei Comuni delle Province di Bergamo, Cremona, Lodi e Piacenza.
 
 

Decreto Cura Italia: le altre misure del fisco

La disposizione stabilisce anche la disapplicazione della ritenuta d’acconto per professionisti.

In particolare, i contribuenti che, nel 2019, hanno percepito ricavi o compensi non superiori a 400mila euro, per gli stessi “incassi”, eventualmente realizzati tra l’entrata in vigore del “Cura Italia” e il 31 marzo prossimo, non subiranno l’effettuazione delle ritenute d’acconto da parte del sostituto d’imposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato.
 
Quelli che si avvalgono di tale opzione devono presentare un’apposita dichiarazione dalla quale risultino i requisiti per accedervi, poi, procedono al versamento con gli stessi tempi e i medesimi abbuoni in termini di sanzioni e interessi di tutti gli altri (1° giugno 2020 – il 31 maggio o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a partire da maggio 2020).
 
 

Disposizioni in merito alle cartelle di pagamento

Inoltre, la norma sospende i termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione.
 
Le somme andranno versate in unica soluzione entro la fine di giugno. Stessa sorte per gli obblighi, in termini di pagamenti, di chi si è avvalso della rottamazione-ter, della definizione agevolata dei debiti per risorse proprie dell’Unione europea o del saldo e stralcio: il termine per ricominciare a versare le rate è differito al prossimo 31 maggio (1° giugno).

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