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Tettoia o pergolato, nuova costruzione o ristrutturazione, come decide il Comune?

di Paola Mammarella

CdS: l’Amministrazione non ha l’obbligo di motivare il rilascio o il diniego del permesso di costruire

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Foto: Inna Felker ©123RF.com
16/03/2020 – Il Comune non ha l’obbligo di fornire spiegazioni sul motivo per cui rilascia o nega il rilascio di un permesso di costruire. Con la sentenza 984/2020, il Consiglio di Stato ha spiegato che l’unica condizione per ottenere il permesso di costruire è il rispetto delle norme urbanistiche.
 

Diniego del permesso di costruire, il caso

I giudici si sono pronunciati sul contenzioso sorto tra un privato, che aveva chiesto il permesso di costruire in sanatoria per la demolizione di un tetto e la realizzazione di un pergolato in legno in un edificio situato in area vincolata, e un Comune, che aveva negato il titolo abilitativo e ordinato la demolizione e il ripristino dello stato preesistente.
 
Secondo il responsabile dell’intervento, il Comune aveva errato nel negare il permesso senza prima interpellare l’ente preposto alla tutela del vincolo e nel non notificare l’avvio del procedimento.
 

Permesso di costruire e conformità alle norme urbanistiche

Il Consiglio di Stato ha ricordato che la sanatoria è possibile solo quando l’opera realizzata in assenza del preventivo titolo abilitativo risulti conforme agli strumenti urbanistici generali e di attuazione esistenti sia al momento della realizzazione dell’opera sia al momento della presentazione della domanda.
 
Il privato sosteneva di aver realizzato un pergolato in legno, ma secondo i risultati dei sopralluoghi effettuati, si trattava di una tettoia con palizzata di legno e tegole sul terrazzo di copertura in sostituzione di un precedente sottotetto. L’intervento aveva determinato la modifica delle quote di gronda e dei volumi del preesistente manufatto. Per questo sarebbe stato necessario sia il permesso di costruire sia il nulla osta paesaggistico.
 
I giudici hanno osservato che le opere non consistevano in un intervento di ricostruzione né di manutenzione straordinaria, ma nella realizzazione di una struttura con nuove e diverse dimensioni planovolumetriche. Lavori non consentiti nel centro storico soggetto a vincolo storico-paesaggistico.
 

Pergolato e tettoia, focus sulle differenze

Nell’esame dell’intervento, il CdS ha osservato che una parte del lavoro realizzato, definito “pergolato in legno”, era in realtà una tettoia con palizzata di legno e tegole sul terrazzo di copertura in sostituzione del precedente sottotetto.
 
I giudici hanno ricordato che il pergolato, che non comporta aumento di volumetria o superficie utile, è un “manufatto realizzato in struttura leggera di legno che funge da sostegno per piante rampicanti o per teli, il quale realizza in tal modo una ombreggiatura di superfici di modeste dimensioni, destinate ad un uso del tutto momentaneo”.
 
Se, invece, il pergolato viene coperto nella parte superiore, anche per una sola porzione, con una struttura non facilmente amovibile, realizzata con qualsiasi materiale, è assoggettato alle regole per la realizzazione delle tettoie.
 
 
Per il CdS, le opere si ponevano in contrasto con il PRG. Motivo sufficiente per negare il permesso di costruire in sanatoria senza bisogno di interpellare altri Enti o fornire ulteriori spiegazioni.
 

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