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Coronavirus, 600 euro anche ai professionisti con Casse private

di Rossella Calabrese

Domande dal 1° aprile da inoltrare alla propria Cassa. Allo studio del Governo un indennizzo di importo superiore per il mese di aprile. Le reazioni di Inarcassa, Adepp, Inarsind, Fondazione Inarcassa

Vedi Aggiornamento del 22/06/2020
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Foto: facebook.com/catalfonunzia
30/03/2020 - Anche i professionisti iscritti alle Casse di Previdenza private riceveranno l’indennizzo di 600 euro per il mese di marzo. Lo prevede il decreto interministeriale firmato sabato dai Ministri del Lavoro, Nunzia Catalfo, e dell’Economia, Roberto Gualtieri.
 
Le risorse arriveranno dal ‘Fondo per il reddito di ultima istanza’ istituito dall’articolo 44 del DL Cura Italia e destinato ad autonomi e liberi professionisti. Ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai Dlgs 509/1994 e 103/1996 sono destinati 200 milioni di euro sul totale dei 300 milioni che costituiscono la dotazione del Fondo.
 
L’importo di 600 euro - ha spiegato la Ministra - “sarà riconosciuto ai lavoratori che abbiano percepito, nel 2018, un reddito complessivo non superiore a 35mila euro e ai lavoratori che, sempre nel 2018, abbiano percepito un reddito complessivo compreso tra 35mila e 50mila euro e abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività autonoma o libero-professionale di almeno il 33% nel primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, sempre a causa del virus COVID-19”.

Dal 1° aprile al 30 aprile 2020 i professionisti potranno presentare agli enti di previdenza cui sono iscritti le domande per l’ottenimento dell’indennità, secondo lo schema predisposto dai singoli enti previdenziali. Gli enti ne verificheranno la regolarità ed erogheranno il beneficio secondo l’ordine cronologico delle domande presentate.

“Si tratta - ha aggiunto Catalfo - di un primo intervento per fronteggiare immediatamente la situazione di emergenza. Siamo già al lavoro sulle nuove misure per il decreto aprile, dove l’obiettivo è di prevedere, per queste categorie di lavoratori, un indennizzo di importo superiore”.
 

Inarcassa: ‘si inizia a restituire dignità ai lavoratori’

“Accogliamo con soddisfazione questa prima misura di tutela per i liberi professionisti - ha dichiara il Presidente di Inarcassa Giuseppe Santoro - che inizia a restituire dignità e pari diritti ai lavoratori d’Italia. Tuttavia - sottolinea - il provvedimento presenta luci e ombre, che andranno chiarite in tempi brevi per non creare aspettative che potrebbero essere deluse. Cautela dunque, ma anche massima disponibilità nei confronti del Governo - conclude - nel proseguire insieme in questo percorso delicatissimo, partendo dalle fasce più fragili dei nostri iscritti”.
 

Adepp: ‘vogliamo intervenire con ulteriori forme di sostegno’

Anche l’Adepp, l’Associazione degli Enti di previdenza privati, attraverso il suo presidente Alberto Oliveti, esprime “soddisfazione” per il decreto e ringrazia i ministri Catalfo e Gualtieri per aver dato ascolto alle richieste dell’Adepp. “Ora, ci aspettiamo - aggiunge - che il Governo accordi flessibilità alle anacronistiche regole di sostenibilità che limitano la possibilità delle Casse di aiutare i propri iscritti”. Gli Enti - continua - “vogliono intervenire con ulteriori forme di sostegno: ai ministeri chiediamo rapidità nell’approvare le nostre delibere, e che anche questi aiuti possano essere esentasse per chi li riceverà, in analogia con quanto stabilito per i lavoratori autonomi afferenti all’Inps”.
 

Inarsind: ‘si riduca per il 2020 l’aliquota delle ritenute d’acconto’

“Apprendiamo con sollievo e soddisfazione questo atteso atto del Governo a nome degli ingegneri e architetti liberi professionisti - spiega Roberto Rezzola, presidente di Inarsind che aggiunge -: le ripercussioni saranno forse limitate, ma vanno nella direzione attesa”.
 
“Emergono alcune perplessità interpretative che i colleghi si porranno al momento della compilazione della richiesta e tra queste in particolare vi è quella dei giovani professionisti che hanno iniziato l’attività nel 2019. Per loro immaginiamo valga la fattispecie di cui alla lett a) dell’art 1 comma 2” (reddito complessivo non superiore a 35.000 euro).
 
Escluso invece l’accesso all’indennità per gli iscritti alle Casse di previdenza non in regola con gli obblighi contributivi, per questi soggetti ci auguriamo possano essere aperte linee di credito da parte delle Casse stesse in grado di consentire loro di rientrare in bonis”.
 
“E visto che il provvedimento approvato, pur atteso, auspicato e apprezzato da Inarsind, da solo non basta, il sindacato che rappresenta architetti e ingegneri liberi professionisti - data la progressiva contrazione del mercato - propone di agire direttamente alla fonte - spiega ancora Rezzola - aumentando la liquidità dei liberi professionisti riducendo per il 2020 al 10% l’aliquota delle ritenute d’acconto e trovando le soluzioni che consentano di lasciare in tasca ai liberi professionisti una quota dei loro debiti fiscali”.
 

Fondazione Inarcassa: ‘misura giusta anche se non sufficiente’

“Accogliamo con favore questa prima misura verso i liberi professionisti” che “giudichiamo giusta anche se non sufficiente. Ora occorre una riflessione sui criteri troppo restrittivi di accesso all’indennità e sull’entità delle poche risorse messe in campo per una platea di 2,3 milioni di Professionisti”. Così il Presidente di Fondazione Inarcassa, Egidio Comodo.
 
“Non possiamo permetterci ora di creare un’ulteriore frattura all’interno della categoria dei liberi professionisti, cioè tra coloro che avranno diritto all’indennità e coloro che, invece, ne saranno esclusi”.
 
Tutta la categoria sta attraversando una fase decisamente critica - aggiunge il Presidente - e le conseguenze purtroppo si vedranno nei mesi a venire”. “Non sappiamo se avremo nuovi incarichi di lavoro, siamo costretti a ridurre i nostri sopralluoghi ai pochi cantieri ancora aperti a causa delle limitazioni alla circolazione su tutto il territorio nazionale, siamo preoccupati di incorrere in sanzioni perché non potremo rispettare i tempi di consegna dei lavori previsti nei contratti”.
 
“I 600 euro sono una soluzione momentanea e minima, tuttavia necessaria per poter affrontare l’emergenza, ma di certo non idonea per ripartire dopo. Senza occasioni di lavoro, infatti, i liberi professionisti non avranno la possibilità di pagare né imposte né contributi, oltre a non avere le risorse necessarie per la sopravvivenza. Ora ci aspettiamo che il governo adotti misure ben più corpose già a partire dal prossimo decreto di aprile. Occorrono forti investimenti in infrastrutture strategiche e un serio processo di sburocratizzazione” - ha concluso il presidente Comodo”.


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