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Coronavirus e edilizia, il committente deve pagare i lavori già eseguiti
NORMATIVA Coronavirus e edilizia, il committente deve pagare i lavori già eseguiti
PROFESSIONE

Coronavirus, Confprofessioni: in arrivo misure per gli studi professionali

di Alessandra Marra

I sindacati edili esortano ad evitare il blackout dei cantieri e a puntare su smart working, turni ridotti e entrate scaglionate

Vedi Aggiornamento del 24/03/2020
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Foto: goodluz ©123RF.com
11/03/2020 – Al di là delle misure messe in campo dal Governo, sono in arrivo 4 milioni di euro per sostenere gli studi professionali colpiti dal Coronavirus.
 
Confprofessioni,infatti, d'intesa con le parti sociali del settore, ha mobilitato tutti gli enti bilaterali del Ccnl degli studi professionali (Ebipro, Cadiprof e Fondoprofessioni) per dare un aiuto concreto ai liberi professionisti che stanno affrontando gravissime difficoltà sul piano economico e occupazionale causate dalla diffusione del virus Covid 19.
 

Studi professionali: le misure di Ebipro

Per tutti gli studi professionali interessati dall'emergenza sanitaria, l'Ente bilaterale per gli studi professionali (Ebipro) ha varato una serie di misure straordinarie. Le risorse messe a disposizione da Ebipro ammontano a oltre quattro milioni di euro, che verranno distribuiti su tre linee di intervento specifiche: sostegno al reddito, smart working, garanzie Fidiprof su prestiti e finanziamenti. Presto saranno disponibili sul sito di Ebipro i regolamenti per accedere ai benefici previsti dalla bilateralità di settore.

Tra le misure di sostegno al reddito, sono previsti contributi per la retribuzione oraria lorda persa in seguito a riduzione/sospensione dell’orario di lavoro. Questa misura andrà a integrare gli ammortizzatori sociali in deroga stanziati dal Governo e dalle Regioni. 
 
In più, per agevolare il lavoro a distanza, Ebipro interviene con un rimborso a favore del datore di lavoro per le spese sostenute nell’acquisto degli strumenti necessari per lo smart working.
 
Infine, grazie al protocollo d'intesa di Ebipro con Fidiprof, si riconosce un contributo per rilasciare garanzie su finanziamenti per investimenti o liquidità per 7,5 milioni di euro, con l'obiettivo di favorire l'accesso al credito dei liberi professionisti.
 
 

Emergenza coronavirus: ripensare il lavoro degli studi professionali

Secondo Leonardo Pascazio, presidente di Ebipro “l'emergenza Coronavirus pone davanti oggettive problematicità nella gestione e nell'organizzazione del lavoro negli studi professionali. Moltissimi lavoratori sono costretti a rimanere a casa e organizzare il proprio lavoro in maniera differente”.
 
“Inoltre” – continua Pascazio – “la chiusura forzata delle scuole sta creando enormi disagi negli studi professionali, dove il 90% della forza lavoro è composta da donne che devono conciliare gli impegni di lavoro con quelli della famiglia. In questa direzione stiamo lavorando per individuare ulteriori forme di sostegno che consentano una più efficace conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il nostro impegno non vuol essere solo un segnale di attenzione alle difficoltà degli studi, ma un aiuto concreto per i lavoratori e anche per i liberi professionisti che inevitabilmente subiranno gli effetti negativi dell'emergenza sanitaria, in termini di fatturato ed incassi».
 
Le risorse finanziarie messe in campo da Ebipro sono importanti in questa fase di emergenza, ma, secondo Confprofessioni, bisogna pensare anche a una fase post emergenza per rilanciare l'attività degli studi professionali. Per questo, sta lavorando al fianco del Governo Conte per individuare tutti gli strumenti e le misure necessarie.
 
 

Costruzioni e coronavirus: come riorganizzare il lavoro

L’emergenza coronavirus sta stravolgendo anche l’organizzazione dei cantieri e del mondo delle costruzioni; per questo i sindacati delle costruzioni (Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil) si stanno mobilitando per evitare un blackout totale delle attività produttive e dei cantieri.  

I sindacati delle costruzioni hanno evidenziato che “in queste giornate così delicate deve prevalere il senso di responsabilità accompagnato a sacrifici significativi (pensiamo ai tanti lavoratori che dopo settimane di lavoro in cantiere vogliono tornare a casa)”. Tuttavia, un blackout totale delle attività produttive sarebbe controproducente.
 
Per i Sindacati le fabbriche e i cantieri devono andare avanti, organizzando il lavoro in maniera differente, ad esempio con entrate e uscite scaglionate o la riorganizzazione dei permessi e dei rientri, e articolando diversamente gli stessi spazi comuni (dalle mense agli spogliatoi, alle residenze collettive) al fine di ridurre al minimo ogni rischio.
 
Un altro suggerimento dei sindacati è di organizzare meglio i lavori, valutando se vi siano strumenti di flessibilità possibili come lo smart working (già iniziato per le attività impiegatizie al lavoro) o turni ridotti per gli operai, anche ricorrendo ad accordi sindacali per l’eventuale smaltimento di permessi e ferie residue, ove ciò sia compatibile.
 
Nell’ipotesi di sospensioni temporanee le imprese dovrebbero ricorrere immediatamente agli ammortizzatori sociali (ordinari o in deroga).

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