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Cantieri Fase 2, Oice propone un fondo pubblico per i costi aggiuntivi

di Paola Mammarella

Le società di progettazione chiedono anche presìdi sanitari dedicati e regole cogenti per la gestione della sicurezza. Da Politecnica protocolli differenziati per ogni cantiere

Vedi Aggiornamento del 19/08/2020
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Foto: Roy Grogan©123RF.com
23/04/2020 – Riaprire i cantieri in sicurezza e avviare la fase 2 per la ripresa economica post emergenza sanitaria. Con questo obiettivo, l’Oice, Associazione delle organizzazioni di ingegneria e architettura italiane, aderente a Confindustria, ha inviato alla task force del Governo, al Parlamento e all’Anac una proposta di Linee Guida. Molte realtà, intanto, si preparano alla riapertura. Come la società di progettazione Politecnica, che sulla base delle linee guida e delle norme esistenti, ha messo a punto un protocollo con regole che possono essere differenziate in ogni cantiere, a seconda delle condizioni presenti nella zona.
 

Cantieri Fase 2, Oice: fondo pubblico per i costi della sicurezza

Il documento, che dovrebbe integrare il Protocollo per il contrasto della diffusione del virus Covid-19 nel settore edile che Governo, imprese e sindacati hanno siglato il 24 marzo, è stato redatto da un gruppo di lavoro composto da direttori lavori, coordinatori della sicurezza e project manager e prevede regole cogenti per la gestione in sicurezza dei cantieri, presìdi sanitari dedicati per ogni cantiere e un Fondo pubblico per i costi aggiuntivi.
 
Come sottolineato anche da CNCPT e ANCE, infatti, l’adozione di adeguate misure di sicurezza e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali determineranno un aumento dei costi di cui, secondo Oice, dovrebbe farsi carico lo Stato.
 
Fondamentali, inoltre, i controlli e le verifiche sugli adempimenti, ma anche una chiara indicazione delle responsabilità gravanti su committenti e appaltatori in modo da procedere spediti, senza contenziosi.
 

Cantieri Fase 2, da Oice linee guida in 7 punti

Oice ha indicato le priorità fondamentali per poter ripartire in sicurezza:

1. necessità di cogenza delle linee guida, implementate opportunamente nei contenuti, per permetterne l'immediata fruibilità alla ripartenza, con criteri chiari ed omogenei, da tutti gli operatori della filiera;

2. organizzazione e disponibilità di presìdi sanitari capillari su tutto il territorio nazionale, che siano riferimento efficace per le necessità degli operatori, capaci di indirizzarne gli adempimenti e di garantire supporto e vigilanza a tutti i processi produttivi avviati e alle imprese di tutte le dimensioni;

3. disponibilità, senza restrizioni, dei dispositivi di contenimento necessari, con la creazione di filiere produttive nazionali per garantire in ogni cantiere DPI e termoscan, evitando blocchi delle attività appena riavviate per loro mancanza;

4. definizione chiara delle responsabilità in capo agli attori della filiera, lato Committenza e lato Appaltatore, con riferimento puntuale ai rispettivi adempimenti fissati nelle line guida, onde evitare paralisi per conflitti di responsabilità;

5. puntuale ed esaustiva esplicitazione delle modalità di aggiornamento dei PSC, di redazione delle procedure in capo all'Appaltatore, dell'aggiornamento connesso dei POS e del loro coordinamento con PSC e procedure;

6. esplicite modalità di verifica del rispetto degli adempimenti e formalizzazione degli esiti a beneficio dei risultati attesi;

7. creazione di un Fondo alimentato con risorse pubbliche che ristori i maggiori costi sostenuti da tutti gli attori coinvolti nei processi di cantiere (DL, CSE, Appaltatore e Stazione appaltante) per l'impatto indotto dalle misure di contenimento del Covid 19, vera e propria "forza maggiore" imprevedibile.
 

Il protocollo di Politecnica per la Fase 2 nei cantieri

Intanto le società si preparano alla riapertura. Politecnica - società di progettazione integrata architettura, ingegneria e urbanistica con sede a Modena -, ad esempio, ha previsto protocolli differenziati per ogni cantiere,  tenendo conto delle specificità della singola area di lavoro e del contesto territoriale.

Oltre all’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, saranno gradualmente introdotti sistemi di controllo accessi ai cantieri integrati con la misurazione della temperatura attraverso termo-scanner, ampliati gli spazi dedicati ai dipendenti all’interno del cantiere (come la mensa e gli spogliatoi/wc) per garantire il distanziamento sociale, integrati i presidi igienico sanitari in luoghi strategici all’interno dell’area di lavoro.

Sono state sviluppate procedure di verifica costante e puntuale del rispetto di tali regole, attraverso specifiche check-list di controllo in cantiere utilizzate dai coordinatori, incaricati di realizzare momenti di illustrazione e formazione sulle procedure. È inoltre prevista la condivisione dei protocolli con tutte le imprese, in modo da garantire la massima aderenza alle regole.

Il mancato rispetto delle regole può determinare il blocco preventivo del cantiere per il ripristino e la messa in sicurezza di chi ci lavora.
 

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