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Professionisti, slitta il pagamento di imposte, ritenute, Iva e contributi
PROFESSIONE Professionisti, slitta il pagamento di imposte, ritenute, Iva e contributi
NORMATIVA

Coronavirus, Ance: ‘liquidità inutile senza lavoro’

di Paola Mammarella

Costruttori edili: proroga del Durf misura quasi inutile, dubbi sull’adeguatezza per il settore edile della sospensione dei pagamenti

Vedi Aggiornamento del 10/06/2020
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Foto: Gabriele Buia, Presidente ANCE - www.ance.it
16/04/2020 – Ritenute negli appalti e sospensione dei termini per i versamenti. Sono alcuni dei temi su cui interviene il decreto “Liquidità” (DL 23/2020) e su cui l’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) ha dato pareri contrastanti. Se alcune misure sono considerate in modo abbastanza positivo e altre bollate come “inutili”, i costruttori edili spiegano che le norme per l’aumento della liquidità non bastano da sole.
 
Ciò che danneggia le imprese, lamenta l’Ance è la mancanza di lavoro, senza il quale nessuna impresa potrà ripagare i prestiti.
 

Ance: ‘85% dei cantieri è fermo’

Dopo 40 giorni di misure restrittive su tutto il territorio nazionale per evitare la diffusione del contagio da Covid- 19, infatti l’85% dei cantieri è fermo. Secondo i costruttori, non è giusto che il costo del lockdown si trasformi in un debito per le imprese, mentre è utile l’annuncio di Patuanelli di un indennizzo a fondo perduto.
 
Il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, ha affermato che, dopo aver chiesto la chiusura dei cantieri per provvedere alla messa in sicurezza “ora siamo in grado di riaprire”. Ance chiede quindi di fare presto per accelerare la spesa e rimettere in moto la filiera delle costruzioni, che con l’indotto rappresenta oltre il 22% del Pil.
 
 
Fatta questa premessa, i costruttori edili hanno dato un parere su alcune misure contenute nel Decreto “Liquidità”.
 

Ritenute negli appalti, Ance: proroga inutile

Il Decreto Fiscale (L.157/2019), lo ricordiamo, ha stabilito che, i committenti di una o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore a 200mila euro, caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera e svolti presso le sedi di attività del committente, con l'utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest'ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma, devono richiedere all'impresa la copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute. Se le imprese non rispettano questi obblighi, il committente deve sospendere il pagamento, fino a concorrenza del 20% del valore complessivo dell’opera o del servizio.
 
Le imprese, in alternativa alla consegna delle singole deleghe di pagamento, possono consegnare al committente una certificazione, messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Durf).
 
Il Durf ha una validità di 4 mesi, ma il DL “Liquidità” ha stabilito che tutti i certificati rilasciati entro il 29 febbraio 2020 saranno validi fino al 30 giugno 2020.
 
Ance ha dato un parere negativo su questa misura che, a suo avviso, “presenta degli effetti pressochè nulli perché si traduce in una proroga di pochi giorni”. L’associazione dei costruttori edili, cui la norma sui controlli sulle ritenute non è mai piaciuta, avrebbe preferito “una sospensione temporale per un congruo periodo che consenta un ripensamento della disciplina”.
 

Ritenute negli appalti e sospensione dei contributi

La disciplina sulle ritenute negli appalti non si applica invece ai soggetti che, ai sensi del Decreto “Liquidità” usufruiscono della sospensione del pagamento di imposte e contributi. Professionisti e imprese che dimostrano un calo del fatturato non devono infatti versare né le ritenute sui redditi da lavoro dipendente o assimilato né l’Iva né i contributi e i premi previdenziali e assistenziali.
 
Il committente in questi casi è esonerato dal controllo sulle ritenute e deve pagare i corrispettivi all’impresa appaltatrice.
 
Il giudizio di Ance, da sempre contraria ai controlli sulle ritenute, è comunque negativo perché considerato di scarso impatto.
 

Sospensione di imposte e contributi, Ance: misura dubbia

In generale, sulla sospensione del pagamento di imposte e contributi, riconosciuta per i mesi di aprile e maggio alle imprese che registrano un calo del fatturato, Ance ritiene che siano necessari ulteriori approfondimenti.
 
Secondo i costruttori edili, “norma presenta profili dubbi in quanto per il settore edile esiste il problema dell'andamento del fatturato su base mensile, di conseguenza la valutazione andrebbe fatta in relazione ad un lasso temporale maggiore”.
 
Giudicata invece in modo positivo l’eliminazione del limite dei 2 milioni di ricavi, inizialmente ipotizzato, “che era comunque troppo esiguo per consentire la sospensione dei versamenti ad una platea adeguata di soggetti”.
 

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