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Coronavirus, come sospendere il pagamento di imposte e contributi

di Paola Mammarella

Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per professionisti e imprese sul calcolo del calo di fatturato che dà diritto alle agevolazioni del Decreto Liquidità

Vedi Aggiornamento del 19/01/2021
Foto: VIKTOR Zadorozhniy©123RF.com
15/04/2020 - La diminuzione del fatturato, utile ad ottenere la sospensione dei versamenti tributari e contributivi, prevista dal Decreto “Liquidità”, deve essere dimostrata in modo separato, per ciascuno dei mesi di marzo e aprile 2020, rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente.

La spiegazione è arrivata con la Circolare 9/E dell’Agenzia delle Entrate.
 

Sospensione versamenti, il Decreto Liquidità

In base al Decreto Legge “Liquidità” (DL 23/2020), gli esercenti attività di impresa, arte o professione, che nel periodo di imposta precedente hanno conseguito redditi o ricavi non superiori a 50 milioni di euro e che, a causa dell’emergenza sanitaria in atto, abbiano subìto una diminuzione del fatturato almeno del 33%, per i mesi di aprile e maggio 2020 potranno usufruire della sospensione dei versamenti tributari e contributivi. La sospensione riguarda le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato e l’imposta sul valore aggiunto (Iva).

Nel caso di reddito o ricavi superiori a 50 milioni di euro, per ottenere la sospensione dei versamenti bisogna dimostrare di aver subìto un calo del fatturato almeno pari al 50%.
 

Sospensione dei versamenti, il calcolo del calo nel fatturato

L’Agenzia delle Entrate ha spiegato che il calo del fatturato o dei corrispettivi deve essere calcolato, in modo separato, per ciascuno dei mesi di marzo e aprile 2020, rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente.

Il Fisco fa anche un esempio: per sospendere i versamenti di aprile, è necessario fare riferimento esclusivamente al fatturato o ai corrispettivi del mese di marzo 2020 e confrontarlo con quello dello stesso mese dell’anno precedente. Ai fini della determinazione del fatturato o dei corrispettivi, la Circolare chiarisce che è necessario fare riferimento alla data di effettuazione dell’operazione. In caso di fattura differita, ai fini dell’imputazione dell’operazione ai mesi di marzo o aprile, rileva la data dei documenti di trasporto.

Possono beneficiare della sospensione anche i soggetti che hanno intrapreso l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione dopo il 31 marzo 2019. In questo caso, non sono previste percentuali minime di riduzione del fatturato o dei ricavi.
 

Ripresa della riscossione

Come sintetizzato in una tabella presente nella circolare, la riscossione riprenderà regolarmente dopo questi due mesi di sospensione. 

I contribuenti avranno due chances: pagare in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante 5 rate mensili a decorrere da giugno 2020.

Il Coronavirus cambia le nostre abitudini e ridefinisce tempi e strumenti del nostro lavoro. Come si stanno modificando le attività dei progettisti? Cosa non riusciamo a fare e cosa, invece, facciamo meglio? PARTECIPA AL SONDAGGIO

 

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