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NORMATIVA

Coronavirus, deroghe al Codice Appalti nel decreto Aprile?

di Paola Mammarella

Tra le ipotesi anche commissari per cantieri strategici e nuove risorse per le Partite Iva. Ance: 'nuovo piano Marshall'. Finco: ‘no alla deregulation’, Anac: ‘sospendere le tasse di gara’

Vedi Aggiornamento del 26/05/2020
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Foto: Palazzo Chigi www.governo.it
02/04/2020 – Aprile è arrivato. A breve sarano resi noti i contenuti del decreto che immetterà una nuova dose di soldi pubblici nel sistema economico provato dall’epidemia da coronavirus.
 

Coronavirus, le incognite del decreto di aprile

Anche se non ci sono ancora dati certi sulla portata del nuovo decreto, nei giorni scorsi, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha lasciato intendere che il nuovo stanziamento non sarà inferiore a 25 miliardi di euro. In campo ci sarebbe anche la previsione di maggiori risorse per i professionisti.

Tra le ipotesi ci sono misure per la riapertura dei cantieri, che potrebbero basarsi sulla nomina di commissari ad-hoc o su deroghe al Codice Appalti, come avvenuto con lo "Sblocca Cantieri". Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha affermato che, per prepararsi all'autunno, è necessario aprire, oltre ai cantieri strategici lasciati in attività, anche quelli per il contrasto del rischio idrogeologico.

Di "alleggerimento di alcune regole che hanno limitato la crescita nel settore dell’edilizia e delle opere pubbliche" ha parlato nei giorni scorsi proprio il Presidente Conte, suscitando le preoccupazioni degli addetti ai lavori sulla deregulation del Codice Appalti.

Nell’ambito delle procedure di appalto, gli operatori, in difficoltà per il blocco di molti cantieri, chiedono iniziative per la sospensione di tasse e pagamenti.
 

Ance: shock positivo e nuovo piano Marshall

Secondo l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), per evitare che migliaia di imprese non riaprano nei prossimi mesi è necessario che il decreto legge anticipi risorse attraverso le banche con la garanzia dello Stato. “Come Ance ci siamo fatti subito carico di chiedere un rifinanziamento del Fondo di garanzia per tutte le imprese e il pagamento immediato dei lavori in corso così da dare fiato agli operatori del nostro settore”, commenta il presidente dei costruttori edili, Gabriele Buia. 

“Occorre subito uno shock positivo a beneficio di tutto il settore delle costruzioni e tutta la filiera collegata” sottolinea Buia che annuncia “siamo pronti a indicare la strada per la ripartenza con un nuovo Piano Marshall basato sugli investimenti pubblici e sul sostegno di quelli privati, che presenteremo nei prossimi giorni al Governo”.
 

Coronavirus e appalti, le indicazioni dell'Unione Europea

La Commissione Europea ha fornito alcune indicazioni ai Paesi membri: in caso di urgenza i Paesi possono ridurre considerevolmente i termini per accelerare le procedure aperte o ristrette, scendendo ad esempio da 30 a 10 giorni per la fase di presentazione dell'offerta nella procedura ristretta. Se tali margini di manovra non fossero sufficienti, possono ricorrere a una procedura negoziata senza previa pubblicazione.

Potrebbe anche essere consentita l’aggiudicazione diretta a un operatore economico preselezionato, purché quest’ultimo sia l’unico. L'Ue suggerisce, inoltre, di utilizzare strumenti digitali innovativi, come eventi hackathon per trovare nuove soluzioni, ma anche di collaborare con ecosistemi di innovazione o reti di imprenditori.

Coronavirus, Finco: no alla deregulation negli appalti

Secondo Finco, è sbagliato pensare che deregolando gli appalti si risolva “il problema degli appalti lumaca o del tutto fermi”. “Se il Codice degli appalti pubblici viene soverchiamente deregolato – afferma Angelo Artale, direttore Finco - ci penseranno le stazioni appaltanti a ristabilire l’equilibrio richiedendo nel bando quelle garanzie e vincoli che il Codice degli appalti pubblici aveva tolto”.

La deregulation del Codice degli appalti non sbloccherebbe i lavori, ma rischierebbe di avere l’effetto contrario. Il motivo per cui i lavori sono fermi, sostiene Finco, è la mancanza di liquidità degli appaltatori, che spesso falliscono non solo perchè lo Stato è un pessimo pagatore, ma anche perchè, per aggiudicarsi l’appalto, propongono ribassi non compatibili con la buona esecuzione dell’opera. In alternativa alla sospensione del Codice degli appalti nel periodo di emergenza e fino ad 1 anno di moratoria, Finco propone la riduzione e qualificazione delle stazioni appaltanti.            
 

Coronavirus, Anac chiede sospensione tasse di gara

Si concentra sul problema della liquidità anche la richiesta avanzata dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), che propone di sospendere, fino al 31 dicembre 2020, la riscossione delle tasse che stazioni appaltanti e imprese partecipanti alle gare devono pagare.
 
L’importo di queste tasse varia a seconda dell’appalto ed è proporzionale all’importo del contratto. Al momento è un ulteriore costo che può mettere in difficoltà le imprese. Per eliminarlo, almeno temporaneamente, è necessaria una norma ad-hoc. Anac ha chiesto quindi al Governo un intervento urgente in tal senso.
 

FenealUil: garantire liquidità alle imprese

Anche Vito Panzarella, segretario Generale FenealUil, ha chiesto un pacchetto di interventi di natura fiscale, economica e finanziaria che possano consentire alle imprese di resistere e, dopo la crisi, evitare il licenziamento dei lavoratori. La soluzione, secondo Panzarella, è garantire la liquidità alle imprese, immettere risorse per l’avvio delle opere non ancora cantierizzate e programmare con un massiccio piano di investimenti infrastrutturali nel settore delle costruzioni.


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Fiorenzo

Le aziende non hanno solo bisogno di sostegni ma anche di clienti, quindi occorre che vi siano incentivi maggiori e crediti bancari. Aumentare i vari bonus per i cittadini e lavori pubblici per l'ambiente: fiumi, montagne, etc.


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