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NORMATIVA Superbonus, in condominio proroghe al 31 dicembre 2025 solo per i lavori trainanti
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Ripartono i cantieri: alcuni già dal 27 aprile, tutti gli altri dal 4 maggio

di Rossella Calabrese

Consentite da oggi le attività preparatorie e i lavori in scuole, carceri, alloggi pubblici e per il dissesto idrogeologico. Dal 4 maggio via libera a tutti i cantieri pubblici e privati. Ecco il DPCM Fase 2

Vedi Aggiornamento del 06/05/2020
Foto: governo.it
27/04/2020 - Riavvio in due tempi per il settore delle costruzioni: da oggi 27 aprile è consentito avviare le attività funzionali a rimettere in moto dal 4 maggio i cantieri pubblici e privati e, previa comunicazione al Prefetto, i cantieri di rilevanza strategica; dal 4 maggio potranno riaprire anche tutti gli altri cantieri pubblici e privati.
 
Come di consueto, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha illustrato ieri sera in conferenza stampa i contenuti del DPCM Fase 2 che riapre il settore produttivo, compreso quello delle costruzioni.
 
Ma la ripartenza è subordinata ad una condizione: che siano rispettati i Protocolli di sicurezza sottoscritti il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali.
 

I cantieri che ripartono il 27 aprile

Già a partire da oggi 27 aprile si possono svolgere tutte le attività propedeutiche alla riapertura le imprese che riprenderanno la loro attività dal 4 maggio.
 
Un’altra strada per ripartire già da oggi è quella della comunicazione al Prefetto: ai sensi del DPCM 10 aprile 2020 (in vigore fino al 4 maggio), sono consentite, previa comunicazione al Prefetto (attraverso il modello di cui all’art. 2, comma 7, del DPCM 10 aprile 2020), le attività funzionali alle filiere attive e alle attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, e le attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali. Resta ferma la facoltà del Prefetto, sentito il Presidente della regione interessata, di sospendere le attività qualora ritenga che le suddette condizioni non sussistano.
 
A proposito di questa fattispecie, i Ministri dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e della Salute hanno inviato una lettera alla Ministra dell’Interno, per chiarire che tra le “imprese strategiche per l’economia nazionale”, oltre a quelle ricomprese nella disciplina del Golden Power (difesa, energia, comunicazioni), vanno incluse le attività produttive orientate in modo prevalente alle esportazioni (come il legno-arredo) e le attività nel settore delle costruzioni che sono di particolare incidenza per l’attività nei cantieri relativi agli interventi volti a scongiurare il rischio di dissesto idrogeologico del territorio e in quelli relativi ai settori dell’edilizia residenziale pubblica, dell’edilizia scolastica e dell’edilizia penitenziaria.
 
 

I cantieri che proseguono

Le imprese le cui attività sono comunque ad oggi consentite, proseguono nel rispetto dei Protocolli di sicurezza del 24 aprile. Non c’è interruzione, quindi, per i codici Ateco ‘aperti’ ai sensi del DPCM 10 aprile 2020, e cioè, limitatamente ai settori di nostro interesse:
 
42 Ingegneria Civile (esclusi i codici 42.99.09 e 42.99.01 sospesi fino al 3 maggio dal DPCM 10 aprile);
42.22 Realizzazione di opere di pubblica utilità per l’energia elettrica e le telecomunicazioni;
42.91 Costruzione di opere idrauliche;
43.2 Attività di installazione di impianti elettrici, idraulici;
81.3 Cura e manutenzione del paesaggio.
 

I cantieri che riaprono il 4 maggio

Dal 4 maggio possono ripartire le attività produttive individuate dai codici Ateco elencati nell’Allegato 3 al DPCM. Ci sono praticamente tutte, tra cui:
- 41 Costruzione di edifici;
- 42 Ingegneria civile (inclusi i codici 42.99.09 e 42.99.01);
- 43 Lavori di costruzione specializzati.
 
E ancora:
- 13 Industrie tessili;
- 16 Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero;
- 20 Fabbricazione di prodotti chimici;
- 22 Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche;
- 25 Fabbricazione di prodotti in metallo
- 27 Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche;
- 31 Fabbricazione di mobili;
- consulta la tabella Ateco completa allegata al DPCM
 

Le condizioni di sicurezza per poter riaprire

Le imprese le cui attività non sono sospese, per poter riprendere le attività, devono rispettare il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro e, in particolare le imprese di costruzione, il Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid-19 nei cantieri, sottoscritti il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali.
 
La mancata attuazione dei protocolli determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
 

Le attività produttive sospese: cosa possono fare

Le attività produttive sospese possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile.
 
Per esse è ammesso, previa comunicazione al Prefetto, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione. È consentita, previa comunicazione al Prefetto, la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture.
 

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