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600 euro ai professionisti, tutto da rifare?

di Rossella Calabrese

Il DL Liquidità riserva l’indennità agli iscritti alle Casse in via esclusiva ed esclude i titolari di pensione

Vedi Aggiornamento del 22/04/2020
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Foto: gajus © 123rf.com
09/04/2020 - L’indennità di 600 euro spetta ai professionisti non titolari di trattamento pensionistico e iscritti in via esclusiva alle Casse private.

È la novità arrivata con il decreto Liquidità/Imprese (DL 23 dell’8 aprile 2020) pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, il cui art. 34 recita: “Ai fini del riconoscimento dell’indennità” di cui all'articolo 44 del DL Cura Italia, “i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai Dlgs 509/1994 e 103/1996 devono intendersi non titolari di trattamento pensionistico e iscritti in via esclusiva”.
 
Anche il maxiemendamento alla legge di conversione del decreto Cura Italia, approvato oggi dal Senato, contiene la stessa norma: l’indennità di 600 euro spetterà ai professionisti iscritti in via esclusiva agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria e non titolari di pensione di anzianità e di vecchiaia (il DM 28 marzo 2020 fa riferimento solo a 'pensione').

Questa novità potrebbe far ritardare l'erogazione dell'indennità da parte di tutte le Casse di previdenza professionali - anche quelle non interessate dalla novità normativa - che stanno raccogliendo le domande dal 1° aprile: l’Associazione degli Enti previdenziale privati e privatizzati (Adepp) potrebbe decidere di sospendere i pagamenti da parte delle 20 Casse aderenti.
 

600 euro ai professionisti, le Casse nel caos

Intanto EPAP Geologi avvisa che “l’entrata in vigore dell’art. 34 del DL 23/2020 ci obbliga a sospendere, nostro malgrado, l’accoglimento delle istanze e il pagamento di quelle già accolte. Restiamo in attesa delle necessarie direttive delle autorità governative in merito per poter comunicare agli iscritti le nuove procedure e modalità”.

La Cassa Geometri fa sapere che “all’interno del Servizio INDENNITA’ COVID-19 presente nell’AREA RISERVATA è ora possibile integrare la domanda con l’ultima dichiarazione richiesta dall’art. 34 del DL 23/2020”.

“La scellerata formulazione dell’art. 34 getta nel caos tutte le Casse che erano già pronte a pagare i primi assegni dopo Pasqua - scrive in una nota l’ENPAIA Gestione Agrotecnici ed Agrotecnici laureati -, che adesso debbono fermarsi in attesa di chiarimenti che poi, in realtà, non chiariranno nulla. Il DL 23/2020 è già esso stesso legge e non può certo venire modificato da un “impegno” per quanto autorevole esso sia. Solo il Parlamento può cambiare l’infelice formulazione (e siamo certi che ciò avverrà) però, fino ad allora, chi mai si azzarderà a pagare?”.

“Le Casse – spiega Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti – erano già pronte ad erogare il bonus grazie anche al lavoro svolto nei giorni scorsi da migliaia di nostri colleghi che hanno inviato le richieste per i loro clienti liberi professionisti”. “Ora tutto si ferma incredibilmente, con un ulteriore allungamento dei tempi per l’erogazione di cifre comunque insufficienti per sostenere concretamente centinaia di migliaia di liberi professionisti che, esattamente come milioni di altri lavoratori italiani, stanno patendo gli effetti dell’emergenza”.
 

 

600 euro, sforato il tetto dei 200 milioni di euro

Lunedì scorso Alberto Oliveti, presidente dell'Adepp, aveva annunciato, nel corso di una trasmissione di Radio24, che “a cavallo di Pasqua” le Casse avrebbero iniziato con i pagamenti “anticipando le somme che lo Stato ci restituirà”. Oliveti però aveva segnalato anche un problema: qualche giorno fa è stato superato il fatidico tetto di 333.000 domande per l’indennità di 600 euro pervenute alle Casse di Previdenza private dei liberi professionisti.

Fatidico perché, se fossero tutte evase positivamente, esaurirebbero il plafond di 200 milioni di euro assegnato al Fondo per il reddito di ultima istanza istituito dall’articolo 44 del DL Cura Italia e destinato ai professionisti ordinistici (insieme con altri autonomi, per la verità). 

Il presidente di Adepp affermava di aver avuto “rassicurazioni personali” da parte del Ministro del Lavoro sul fatto che il Governo avrebbe provveduto ma, per il momento, nè il DL Liquidità nè la legge di conversione del DL Cura Italia (approvata ad oggi solo dal Senato)  rimpinguano il Fondo. Aspettiamo la versione definitiva delle due leggi di conversione o i prossimi Decreti Legge.
 

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