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PROFESSIONE

La professione nel post-coronavirus, quale futuro si intravede?

di Alessandra Marra

Più di 2000 professionisti ci raccontano come hanno adattato la loro professione ai cambiamenti in atto

Vedi Aggiornamento del 30/09/2020
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Foto: georgerudy ©123RF.com
22/04/2020 – Dopo quasi due mesi dall’inizio della pandemia che ha stravolto la vita, personale e professionale, di tutti si inizia a lavorare alla riapertura delle attività e alcuni intravedono una flebile luce alla fine del tunnel.
 
La maggior parte dei professionisti, però, non si aspetta un futuro roseo ma pensa che quando l’emergenza sarà superata, la situazione peggiorerà e la crisi colpirà tutti. Questo uno dei dati più dolorosi che è emerso dal sondaggio di Edilportale che ha raccolto le opinioni di oltre 2000 progettisti italiani sull’emergenza coronavirus e sul suo impatto sulla professione.  
 

Coronavirus, cosa accadrà alla professione dopo la crisi?

Quasi l’80% dei partecipanti al sondaggio pensa che quando l’emergenza sarà superata, la situazione peggiorerà e si aprirà un ulteriore periodo di crisi.


Per molti professionisti, infatti, le misure di aiuto sono considerate positive ma non risolutive. Ad esempio, solo il 12% dei rispondenti al sondaggio considera sufficiente per far fronte all’emergenza il contributo Inarcassa mentre il restante 88% ritiene che tale contributo sia insufficiente o troppo poco rispetto ai versamenti richiesti.

 

Coronavirus, cantieri fermi ma verso la riapertura

Anche se si inizia a parlare di apertura dei cantieri, la situazione attuale rimane ancora stazionaria. I cantieri sono chiusi nella maggior parte dei casi; infatti, per il 55% dei rispondenti l’attività nei cantieri è completamente ferma mentre nel 37% dei casi è fortemente penalizzata.



Anche l’approvvigionamento di prodotti e materiali per i cantieri ne ha risentito: nel 70% dei casi le consegne sono sospese e nel 27% dei casi ci sono ritardi.
 
Anche la chiusura degli uffici pubblici ha creato disagi a quasi il 90% dei professionisti che hanno risposto al sondaggio: per il 46% è tutto bloccato mentre per il 43% le pratiche vanno a rilento.
 

Professionisti al tempo del Coronavirus: ecco le attività che si svolgono

In attesa dell’avvio della fase 2, i progettisti occupano il tempo dedicandosi soprattutto alla progettazione e alla ricerca di nuove soluzioni e nuove idee per i propri progetti.
 

Inoltre, poiché sono tante le iniziative formative in remoto dedicate a chi è costretto in casa, il 65% dei rispondenti sta sfruttando il tempo per webinar e corsi online.
 

Se i professionisti studiano nuove soluzioni per il futuro e si dedicano alla formazione online, nonostante ritengano che alla crisi sanitaria subentrerà una crisi economica, significa che riconoscono l’importanza delle capacità personali e professionali nell’affrontare la situazione. In fondo sanno che chi s’impegnerà, riuscirà a ‘superare la tempesta’.
 

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Altri commenti
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Per. Ind. Enrico Salvini

Buongiorno. Credo che già da tempo, almeno dal 2008 in poi ed a maggior ragione oggi, chi ne ha il potere dovrebbe fare in modo che chi ha già un lavoro non ne abbia un secondo. NO dopo lavoristi o doppiolavoristi chi è così egoista e menefreghista dovrebbe essere messo in condizioni di scegliere altrimenti stangarlo con la tassazione in modo che non gli sia assolutamente conveniente.