Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Subappalto con tetto al 40% e manutenzioni su progetto definitivo, tutto resta com’è
LAVORI PUBBLICI Subappalto con tetto al 40% e manutenzioni su progetto definitivo, tutto resta com’è
LAVORI PUBBLICI

Ripartenza edilizia, Anac spiega come velocizzare i cantieri

di Paola Mammarella

Dall’Anticorruzione un vademecum con le procedure semplificate e la richiesta di pagare subito i lavori realizzati. Fillea Cgil: ‘accelerare senza derogare’. Oice: ‘la PA riprenda la sua attività’

Vedi Aggiornamento del 26/05/2020
Commenti 10375
Foto: Claudio Ventrella ©123rfcom
06/05/2020 – Velocizzare l’apertura dei cantieri nel rispetto del Codice Appalti. Una scelta possibile secondo l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), che ha messo a disposizione delle Stazioni Appaltanti un vademecum che illustra tutte le procedure semplificate cui si può fare ricorso in caso di crisi o urgenza.
 
Molto spesso, sottolineano i tecnici dell’Anac, le Stazioni Appaltanti non conoscono queste vie preferenziali, da utilizzare non soltanto in questo momento, caratterizzato dall’emergenza sanitaria, ma in tutti quei casi in cui è necessario procedere con maggiore celerità.

Anac ha inoltre segnalato al Governo che, per dare sostegno alle imprese, sarebbe opportuno consentire alle Stazioni Appaltanti di pagare subito i lavori già conclusi, rientranti in appalti sospesi a causa dell'emergenza sanitaria.
 

Ripartenza edilizia e appalti più veloci

L’Anac ha ricordato che il Codice Appalti consente il ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando per ragioni di estrema urgenza derivanti da eventi imprevedibili dall’amministrazione aggiudicatrice.
 
In caso di urgenza, è prevista la possibilità di esaminare le offerte prima della verifica dei requisiti, anche per gli affidamenti nei settori ordinari. È inoltre consentito il ricorso all’affidamento diretto ad un operatore economico preselezionato, se quest’ultimo risulta essere l’unico in grado di consegnare le forniture necessarie nel rispetto dei vincoli tecnici e temporali imposti dall’estrema urgenza.
 
Quando, per motivi di urgenza, si procede all’affidamento con procedura negoziata senza bando o all’esecuzione diretta, i subappaltatori possono autocertificare il possesso dei requisiti. La Stazione Appaltante, in questi casi, si riserva la possibilità di effettuare dei controlli successivi.
 
Anac ha ricordato che il termine tra l’aggiudicazione e la stipula del contratto può essere abbreviato se è stata presentata una sola offerta, se l’appalto è basato su un accordo quadro, nel caso di appalti specifici basati su un sistema dinamico di acquisizione, per importi inferiori alla soglia comunitaria nel caso di acquisto effettuato attraverso il mercato elettronico. Si può accorciare il termine anche per affidamenti di importo inferiore a 40mila euro, mediante affidamento diretto senza previa consultazione di due o più operatori economici o per i lavori in amministrazione diretta, e per gli affidamenti di importo pari o superiore a 40mila euro e inferiore a 150mila euro per i lavori, o alle soglie di cui all’articolo 35 per le forniture e i servizi.
 

In determinati casi, si può inoltre dare avvio all’esecuzione del contratto in via di urgenza. Questa possibilità è riconosciuta per ovviare a situazioni di pericolo per persone, cose, animali, igiene e salute pubblica, patrimonio storico, artistico, culturale e nei casi in cui la mancata esecuzione immediata della prestazione determina un grave danno per l’interesse pubblico, compresa la perdita di finanziamenti comunitari.
 
Le circostanze impreviste o imprevedibili possono giustificare modifiche del contratto durante il periodo di efficacia, senza la necessità di una nuova procedura di affidamento. Ciò a condizione che la modifica non alteri la natura generale del contratto.
 
Il ruolo di supporto al RUP può essere svolto da professionisti esterni se non vi è adeguata professionalità all’interno.

Come per gli altri appalti, se, per motivi di urgenza, i termini per le varie procedure non possono essere rispettati, si può fare ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando. È consentita inoltre l’omissione di uno o di entrambi i primi due livelli di progettazione, purché il livello successivo contenga tutti gli elementi previsti per quello omesso, salvaguardando la qualità della progettazione.


Ripartenza edilizia, ‘Anac: pagare i lavori già eseguiti’

Con un altro atto di segnalazione, l’Anac ha sottolineato che, a differenza del vecchio Codice Appalti, la normativa vigente non prevede l’emissione di uno Stato avanzamento lavori (SAL) in corrispondenza della sospensione dell’attività. Secondo l’Anticorruzione, invece, una norma in tal senso aiuterebbe le imprese, che dopo il lockdown soffrono per la crisi di liquidità. Anac ha chiesto quindi di consentire alle Stazioni appaltanti di emettere lo Stato di avanzamento lavori, anche in deroga alle disposizioni della documentazione di gara e del contratto, limitatamente alle prestazioni eseguite sino alla data di sospensione dei lavori a causa dell’epidemia in corso.
 

Fillea Cgil: ‘bene vademecum Anac, accelerare senza derogare’

“Accelerare i tempi degli appalti e rendere le procedure più rapide e semplici si può, senza bisogno di nuove norme o procedure emergenziali ma solo applicando le norme già in vigore: con il suo Vademecum l’Autorità Anticorruzione di fatto mette una pietra sopra alla richiesta avanzata da molti, in modo strumentale, di congelare il Codice Appalti”. Così Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea Cgil.
 
“Al di là dei singoli aspetti tecnici evidenziati e di alcuni punti su cui sarebbe utile un approfondimento (dall’assegnazione diretta alla certificazione ex post dei subappaltatori), nel Vademecum si evidenzia quello che come Fillea abbiamo tentato di spiegare con la nostra campagna #BastaBufale - prosegue Genovesi - e cioè che le procedure si possono accelerare, il Codice Appalti le prevede ma forse non tutti le conoscono.”
 

Oice: ‘mandare avanti le procedure’

Per Gabriele Scicolone, presidente OICE, la situazione è grave e, data la sospensione e la rettifica di un gran numero di gare, si rischia il blocco dei lavori per mancanza di progetti. "È necessario - ha affermato - che la pubblica amministrazione riprenda la sua attività, dia continuità alla sua azione invece di frenare sempre più. Invitiamo le pubbliche amministrazioni ad assumere responsabilmente il compito di mandare avanti le procedure, aggiudicare i contratti e stipularli”.

“Noi operatori economici abbiamo fatto sforzi enormi per renderci operativi anche in questi mesi, ma senza domanda non serve a nulla. Non vogliamo bonus o aiuti, vogliamo semplicemente che la domanda pubblica non si fermi e che si continui a lavorare. Inutile parlare di liquidità se poi si ferma la macchina amministrativa. L’ANAC ha dato apprezzate indicazioni per promuovere la massima efficacia dell’azione amministrativa e per ridurre l’impatto negativo dell’articolo 103 del decreto Cura Italia. Riteniamo necessario che le gare di progettazione non siano ulteriormente rinviate. Potrebbero con buona volontà essere seguite così da assicurare continuità ai procedimenti”.
 

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui