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Bonus, i professionisti chiedono maggiore sostegno

di Rossella Calabrese

Confronto Ordini-Ministra Catalfo sul decreto in arrivo. Ingegneri perplessi sul protocollo anticontagio

Vedi Aggiornamento del 26/06/2020
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Foto: facebook.com/catalfonunzia

06/05/2020 - Maggiore attenzione ai 2,3 milioni di professionisti italiani, che rappresentano il 12,6% del totale degli occupati, nei prossimi interventi del Governo.
 
Lo hanno chiesto i Presidenti dei Consigli professionali*, facendosi portavoce delle Professioni Ordinistiche Italiane, alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, ‘incontrata’ ieri in videoconferenza per discutere delle misure e dei sussidi a sostegno degli iscritti agli Ordini e, in particolare, delle novità del decreto Aprile/Maggio a favore dei liberi professionisti

La categoria - hanno sottolineato i rappresentanti degli Ordini - si trova oggi in seria difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19 e ha bisogno, esattamente come altre tipologie di lavoratori, di interventi mirati di sostegno.
 

Bonus, l’accesso da parte dei professionisti va semplificato

Come gran parte delle piccole imprese del Paese - hanno aggiunto -, anche gli studi professionali hanno necessità di strumenti straordinari che garantiscano la liquidità finanziaria e di strumenti di sostegno espressamente dedicati a chi opera nella libera professione. 

Fondamentale poi - secondo gli Ordini - una semplificazione normativa e dei processi di accesso e autorizzazione per la richiesta dei bonus da destinare agli stessi, tramite le Casse, enti gestori della previdenza dei professionisti. In particolare, con la previsione che queste ultime possano destinare somme eccedenti le percentuali oggi consentite al sostegno dei loro iscritti, così come era stato indicato nelle bozze del decreto Cura Italia e poi eliminato dal testo definitivo.
 

 

Ministra Catalfo: ‘l’impegno per i professionisti proseguirà’

Per la Ministra Catalfo, “l’incontro con i Presidenti degli Ordini professionali, organizzato dal Comitato Unitario delle Professioni e la Rete Professioni Tecniche, è stato molto importante e proficuo. L’occasione per ribadire loro l’impegno del Governo nei confronti dei professionisti iniziato con il decreto Cura Italia e che proseguirà con il provvedimento che sarà approvato nei prossimi giorni”. 

“Sottolineiamo con piacere la disponibilità del Ministro Catalfo ad ascoltare e recepire le necessità degli Ordini Professionali, in rappresentanza dei 2,3 milioni di iscritti. Il sostegno al lavoro autonomo è fondamentale per la ripartenza del Paese. Confidiamo nel recepimento delle nostre istanze nell’emanando decreto”, ha dichiarato la Presidente del CUP, Marina Calderone, a margine dell’incontro.

“La Rete Professioni Tecniche ha ribadito l’esigenza di una maggiore condivisione sulle norme sulla sicurezza nei cantieri, liberando i professionisti tecnici da responsabilità che non possono assumere, come quelle in materia sanitaria. Accogliamo con favore l’intenzione del Governo di prorogare le misure a favore dei professionisti iscritti a forme di previdenza privata” ha infine concluso il Coordinatore della Rete, Armando Zambrano.
 


Ingegneri perplessi sul protocollo anticontagio

Due giorni fa, il Consiglio nazionale degli Ingegneri ha segnalato che il dal Protocollo anti-contagio nei cantieri edili allegato al DPCM 26 aprile 2020 “introduce incombenze non dovute a carico dei professionisti abilitati a svolgere la funzione di coordinatori della sicurezza”.
 
In particolare, il CNI ha bocciato la disposizione secondo cui “i committenti, attraverso i coordinatori per la sicurezza, vigilano affinché nei cantieri siano adottate le misure di sicurezza anticontagio”. Secondo gli Ingegneri, la funzione del coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione ha compiti di ‘alta vigilanza’ mentre l’obbligo di vigilare sull’operato dei lavoratori è affidato al datore di lavoro, al dirigente ed al preposto.
 
Inoltre, il CNI ritiene inattuabile la norma che prescrive al coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione il coinvolgimento del RLS per adeguare la progettazione del cantiere, perchè il documento per la sicurezza è un elaborato di progetto e non riguarda la fase di apertura del cantiere.
 
 
*tra gli altri, Marina Calderone (Presidente CUP e Consulenti Lavoro) e Armando Zambrano (Coordinatore RPT e Presidente Ingegneri), Agronomi e Dottori forestali (Sabrina Diamanti), Agrotecnici (Roberto Orlandi), Architetti (Giuseppe Cappochin), Geologi (Francesco Peduto), Geometri (Maurizio Savoncelli), Periti Agrari (Mario Braga), Periti Industriali (Giovanni Esposito).
 

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