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RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, confermati i tempi più lunghi per condomìni, edifici plurifamiliari e case popolari
NORMATIVA

Rilancio edilizia, il Piemonte punta su pratiche semplificate

di Alessandra Marra

Nel ddl RipartiPiemonte: varianti più snelle, tolleranza per le ‘piccole difformità edilizie’ e misure più celeri per la riqualificazione

Vedi Aggiornamento del 26/02/2021
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Foto: claudiodivizia© 123RF.com
13/05/2020 – Per la ripartenza, il Piemonte punta anche sulla ripresa edilizia attraverso misure di semplificazione. Una parte importante del disegno di legge RipartiPiemonte, infatti, è dedicata al rilancio dell’edilizia, settore trainante per molti altri comparti dell’economia ma pesantemente colpito dalle chiusure imposte dall’epidemia da Coronavirus.
 
Le misure “urgenti e temporanee” per l’edilizia saranno valide dalla data di entrata in vigore della legge, ora all’esame del Consiglio regionale, e fino al 31 gennaio 2022, e potranno essere applicate anche ai procedimenti già avviati ma non ancora conclusi.
 

Rilancio edilizia: pratiche semplificate e tempi rapidi

Per quanto riguarda il governo del territorio, 23 articoli del disegno di legge sono stati appositamente studiati per snellire le tempistiche e i procedimenti che regolano la materia, nelle more della prevista revisione organica di tutta la normativa urbanistica ed edilizia regionale.
 
Ad esempio, per le varianti strutturali è prevista una semplificazione degli elaborati tecnici necessari per la prima conferenza di copianificazione e una riduzione di 30 giorni per i termini della seconda conferenza di copianificazione.
 
Inoltre, vengono aumentate le percentuali di incremento delle superfici territoriali o degli indici di edificabilità autorizzabili dai comuni con variante semplificata.
 
È previsto un aumento delle casistiche per le modifiche che non costituiscono variante urbanistica; il provvedimento, quindi, consente di assoggettare porzioni di territorio a permesso di costruire convenzionato in sostituzione di strumenti urbanistici esecutivi.
 
Infine, si apre alle ‘piccole difformità edilizie’: sarà possibile realizzare nuovi interventi sul costruito introducendo tolleranze per le piccole difformità su immobili che risultano non conformi al progetto legittimato
 
 

Rigenerazione e recupero: snellimento degli interventi 

Il provvedimento agevola interventi di rigenerazione ed efficientamento del patrimonio edilizio esistente nei centri storici, anche in deroga al PRG. Consente interventi di demolizione e ricostruzione anche con sagoma diversa dall’esistente.
 
È, inoltre, prevista una riduzione dei tempi, fino a 60 giorni, per i procedimenti di riuso, riqualificazione dell’edificato e rigenerazione urbana.
 
Per il recupero dei sottotetti, viene ridotto il termine temporale (da 5 a 3 anni) decorso il quale è possibile recuperare il piano legittimamente realizzato.
 
Infine, viene consentito di utilizzare edifici dismessi per uso temporaneo senza la necessità di approvare varianti che ne adeguino a priori la destinazione d’uso.
 
 

Rilancio edilizia Piemonte: copertura degli oneri di urbanizzazione

Tra gli interventi, spicca lo stanziamento a bilancio di 50 milioni di euro a copertura totale o parziale degli oneri di urbanizzazione dovuta ai Comuni da cittadini e imprese per interventi edilizi.
 
A favore dei gestori di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande è stata introdotta la possibilità di ampliare i propri dehor a titolo gratuito, per adeguarsi alle misure di distanziamento sociale imposte dall’epidemia, previa una semplice comunicazione al Comune che attesti il rispetto delle norme in materia di ambiente, paesaggio e sicurezza, nonché l’impegno alla rimozione delle opere a fine emergenza.
 
 

RipartiPiemonte: modifiche alle distanze e alle fasce di rispetto

Per la distanza tra fabbricati, è consentita la misurazione con il segmento minimo ortogonale congiungente i due fili di fabbricazione in modo da agevolare gli interventi edilizi all’interno dei tessuti urbani consolidati.
 
Il provvedimento consente il cambio di destinazione d’uso degli edifici esistenti anche in fascia di rispetto cimiteriale.
 
Vengono modificate le fasce di rispetto di laghi naturali e artificiali; la procedura viene allineata a quella dei corsi d’acqua e consente di ridurre le fasce di rispetto, ora di 200 metri, in funzione dell’effettivo pericolo di esondazione.
 

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