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Sicurezza negli studi, le linee guida di Confprofessioni per la Fase 2

di Alessandra Marra

Il vademecum spiega come gestire e organizzare il lavoro dei liberi professionisti nel post-emergenza Covid-19

Vedi Aggiornamento del 14/07/2020
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Foto: Sergey Nivens ©123RF.com
06/05/2020 – Nella Fase 2 l’organizzazione del lavoro, anche negli studi professionali, sarà molto diversa dalla ‘normalità’ in quanto si dovranno rispettare le prescrizioni per il contenimento della diffusione del virus Covid19. Cambiano, infatti, le modalità di ingresso in studio, i dispositivi di protezione individuale, la gestione degli spazi comuni e la sanificazione.  
 
Per aiutare i professionisti ad orientarsi nella gestione dello studio, Confprofessioni ha messo a disposizioni delle linee guida per la sicurezza negli studi professionali che schematizzano le prescrizioni contenute nel protocollo del 24 aprile
 

Fase 2 negli studi professionali: il vademecum Confprofessioni

Le azioni indicate dalla Confederazione si rivolgono alle aree professionali che presentano gli stessi profili di rischio (economica, tecnica e giuridica).
 
Il documento ricorda che il datore di lavoro è tenuto a informare tutti i lavoratori in merito alle disposizioni delle Autorità, come l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in caso di febbre (oltre 37.5°) o di mantenere la distanza di sicurezza nello studio.
 
Inoltre, può, prima dell'accesso al luogo di lavoro e nel rispetto della privacy, rilevare la temperatura corporea dei dipendenti. Qualora la temperatura risulti superiore ai 37,5, non sarà consentito l'accesso ai luoghi di lavoro.
 
Una persona presente in studio che sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria quali la tosse, deve dichiararlo immediatamente al datore di lavoro e si dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’Autorità sanitaria. Il datore di lavoro procede immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti.
 

 
Sicurezza negli studi professionali: la nuova organizzazione del lavoro

Confprofessioni sottolinea che con la Fase 2, cambiano le modalità di accesso di clienti, fornitori e visitatori esterni. Sarà, quindi, utile ricevere sempre per appuntamento, richiedere l’utilizzo di mascherine chirurgiche e guanti monouso e ridurre il tempo di attesa nelle sale di aspetto.
 
L’accesso agli spazi comuni deve essere contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone che li occupano.
 
L’articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati che favoriscano il distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e prevenendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità di orario.  È necessario favorire orari di ingresso/uscita scaglionati.
 
Gli spostamenti all’interno dello studio professionale devono essere limitati al minimo indispensabile. È preferibile non svolgere riunioni in presenza. Laddove necessarie, nell’impossibilità di collegamento a distanza, dovrà essere ridotta al minimo la partecipazione.
 
 

Fase 2 studi professionali: Dpi e sanificazione

Nello studio va assicurata la pulizia giornaliera degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, invitando ad utilizzare detergenti a base di alcool. Occorre garantire la pulizia a fine giornata/turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, e negli uffici.
 
Lo studio deve mettere a disposizione idonei mezzi detergenti a base di alcool per le mani che devono essere accessibili a tutti i lavoratori e ai soggetti esterni anche grazie a specifici dispenser.
 
Infine, Confprofessioni ricorda che il protocollo individua quale strumento di base per la prevenzione del contagio la mascherina chirurgica.

 

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