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SICUREZZA

Coronavirus, il datore di lavoro non sarà sempre ritenuto responsabile del contagio

di Paola Mammarella

Approvato l’emendamento al ddl ‘Liquidità’. Gribaudo (Pd): ‘non ci sarà il rischio di colpire ingiustamente chi ha rispettato le regole’

Vedi Aggiornamento del 23/07/2020
Foto: NejroN ©123RF.com
27/05/2020 – In caso di contagio da Coronavirus, il datore di lavoro non sarà ritenuto automaticamente responsabile. È il frutto di un emendamento al disegno di legge “Liquidità”, approvato dopo un confronto sul rischio di punire imprese in regola con i protocolli di sicurezza.
 

Contagio da Covid, cosa prevede l’emendamento

I datori di lavoro che si attengono ai protocolli di sicurezza per la riapertura dei cantieri e degli altri settori produttivi saranno considerati in regola con gli obblighi di tutelare le condizioni di sicurezza sul lavoro.
 
L’emendamento è stato in un certo senso anticipato dalla Circolare 22/2020, con cui l’Istituto nazionale per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (INAIL) ha dato una sua interpretazione all’equiparazione tra infortunio e contagio da Covid negli ambienti di lavoro. Posto che è difficile provare con certezza quale sia l’origine del contagio, l’INAIL ha affermato che il datore di lavoro deve essere considerato responsabile solo nel caso in cui abbia violato gli obblighi di informazione, formazione e utilizzo del dpi per prevenire la diffusione del virus.

Se, quindi, il datore di lavoro rispetta le disposizioni dell'Allegato 13 al dpcm 17 maggio 2020, non gli si può imputare alcuna colpa per l'eventuale contagio del dipendente. Il decreto ha aggiornato i precedenti protocolli per la ripresa delle attività in sicurezza e rappresenta la condizione per mantenere aperte le attività.
 
Soddisfazione è stata espressa dall’on. Pd Chiara Gribaudo, promotrice dell’emendamento, che ha commentato: “ora non ci sarà più il rischio di colpire ingiustamente chi ha rispettato le regole”.
 

Coronavirus, l’equiparazione tra contagio e infortunio sul lavoro

L’equiparazione tra contagio e infortunio sul lavoro è stata prevista dall’articolo 42, comma 2 del Dl Cura Italia, ma ha suscitato l’allarme dei soggetti preposti al controllo della sicurezza sul lavoro, preoccupati per un eccessivo carico di responsabilità. L’accertamento dell’infezione da Covid-19 sul luogo di lavoro avrebbe fatto scattare la pratica di infortunio sul lavoro, con tutta la catena di responsabilità del caso.
 
I rappresentanti degli imprenditori, dopo l’intervento chiarificatore dell’Inail, hanno quindi chiesto un intervento per modificare la norma. Intervento arrivato con l’approvazione dell’emendamento.
 

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