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TECNOLOGIE

Fase 2, dall’Enea distanziatori ecosostenibili per la spiaggia

di Alessandra Marra

Ideati pannelli divisori imbottiti con Posidonia per separare gli ombrelloni e creare percorsi di accesso all’acqua

Vedi Aggiornamento del 10/09/2021
Fonte: Enea
15/05/2020 – Per assicurare il corretto distanziamento sulle spiagge nella fase post-emergenza COVID-19, l’Enea ha brevettato dei distanziatori ecosostenibili da posizionare fra gli ombrelloni.
 

Post coronavirus: la soluzione Enea per le spiagge

L’innovazione dell’Enea consiste in pannelli divisori imbottiti con Posidonia oceanica (una pianta acquatica che spesso si deposita sulle spiagge), raccolta ed essiccata, per separare gli ombrelloni con barriere di sicurezza ecologiche e creare dei percorsi di accesso all’acqua, in linea con l’attuale normativa sanitaria.  

Guarda il video del rendering
 
Sergio Cappucci, del Laboratorio ingegneria sismica e prevenzione dei rischi naturali Enea, ha spiegato che questi dispositivi, economici, facilmente riutilizzabili e realizzabili anche con materiali 100% naturali, consentirebbero di rendere fruibili in sicurezza superfici di costa altrimenti non balneabili e di ridurre la dispersione di aerosol a beneficio della ricettività turistica.
 
Lo stesso sistema può essere utile anche per stuoie, sdraio, cuscini e altri arredi, in un’ottica di economia circolare, protezione dell'ambiente e tutela della biodiversità, offrendo nuove opportunità di sviluppo economico.
 

 

Distanziatori da spiaggia, ecco perché una scelta ecosostenibile

Questi prototipi di “separè” ecologici, alti circa 120 cm e larghi 200 cm, sono dotati di telai in acciaio e fodera in plastica riciclata o in materiali naturali; a fine stagione l’imbottitura può essere semplicemente svuotata sulla spiaggia dove torneranno a svolgere l’originaria funzione di protezione dall’azione erosiva provocata dalle onde.

I dispositivi rappresentano, inoltre, una soluzione al problema della corretta gestione della Posidonia spiaggiata che occupa molta superficie, generando cattivi odori: se raccolti insieme ad altri rifiuti, infatti, i cumuli devono essere smaltiti, con costi ingenti per operatori e amministrazioni locali che devono provvedere alla loro rimozione.
 

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