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Sismabonus 110%, ISI: ‘senza premialità si scoraggiano i lavori più efficaci’
NORMATIVA Sismabonus 110%, ISI: ‘senza premialità si scoraggiano i lavori più efficaci’
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Massetto, quale scegliere?

di Rosa di Gregorio

Aderente e non aderente, galleggiante o radiante, il massetto svolge un ruolo importante per la durata del pavimento che dovrà supportare

Vedi Aggiornamento del 10/07/2020
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Foto: Dmitry Kalinovsky©123RF.com
24/06/2020 - Massetto, sottofondo, soletta, caldana, sono tutti nomi che in cantiere vengono usati per definire quello che tecnicamente si chiama massetto di supporto, ossia “lo strato non strutturale di materiale, posato in cantiere su relativo sottofondo (a cui può aderire o meno) o su di uno strato intermedio o isolante. La sua funzione è quella di ottenere un piano accuratamente livellato, ripartire i carichi che andranno a gravare sopra di esso e, in ultimo, accogliere la pavimentazione o la finitura finale” (UNI EN 13318:2002).

Il massetto di supporto è un elemento costruttivo molto importante, spesso sottovalutato negli interventi di ristrutturazione degli edifici a uso residenziale. L’idea di demolirlo e ricostruirlo spaventa chi si accinge a ristrutturare casa, a motivo dei costi e dei tempi, ma tale lavorazione a volte si rende necessaria soprattutto nei casi in cui si voglia sostituire la pavimentazione esistente e non ci sono le condizioni per poter procedere alla sovrapposizione.

Il massetto di supporto è un componente del sottofondo, dove per sottofondo si intende l'insieme degli strati interposti fra solaio e pavimento. Il sottofondo può essere monostrato o bistrato.
Il sottofondo è monostrato, quando tra solaio e pavimento abbiamo un solo strato interposto, che coincide proprio con il massetto di supporto. In questo caso gli spessori del sottofondo sono molto ridotti, 4÷10 cm, e gli impianti sono inglobati all'interno del massetto di supporto.

Il sottofondo è bistrato, quando il massetto di supporto poggia su uno strato intermedio fra esso e il solaio portante, strato definito di alleggerimento e/o compensazione. In questo caso gli spessori del sottofondo sono notevoli, 8 ÷15 cm, di cui il massetto di supporto avrà spessori poco più superiori a 4 cm. Gli impianti sono inglobati nello strato di alleggerimento.

Siccome si verrà a conoscenza dell’effettivo spessore del massetto di supporto solo a demolizione avvenuta o al massimo tramite un saggio preventivo, nelle offerte economiche, molto spesso, viene indicato un prezzo relativo alla demolizione e ricostruzione calibrato sui 4 cm e indicato un sovraprezzo per gli eventuali centimetri in aggiunta.
 

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Massetto, le tipologie di confezionamento

I massetti di supporto sono venduti in base alla tipologia di confezionamento:
- massetti tradizionali: i singoli componenti sono dosati e miscelati in cantiere con processo non automatizzato, se si opta per questa tipologia le maestranze devono essere molto esperte;
- massetti preconfezionati: i componenti, sono dosati e miscelati in cantiere con idonee attrezzature ed è prodotto secondo un “processo automatizzato, predefinito, controllato e ripetibile”;
- massetti premiscelati: i componenti sono confezionati, in sacchi o sfusi, in un’unica miscela già pronta a cui viene aggiunta solo acqua ed è impastato secondo quanto indicato dal fabbricante;
- massetti predosati: i componenti sono forniti in confezioni separate e devono essere miscelati secondo le indicazioni del fabbricante;
 

Massetto, composizione e caratteristiche

Il massetto di supporto è solitamente realizzato mediante l’utilizzo di malte confezionate con leganti cementizi o a base di anidrite, con eventuale aggiunta di additivi che ne migliorano le prestazioni in termini di lavorabilità, di aderenza ai vari supporti e ne riducono il ritiro.
Il massetto di supporto, a seconda dei carichi verticali da ripartire, può essere armato con rete elettrosaldata o non armato.

Essendo il ruolo del massetto di supporto quello di ripartire e supportare il carico proprio della pavimentazione e i carichi di esercizio della pavimentazione stessa, deve essere realizzato con una superficie compatta, planare, non presentare fessure, cavilli e crepe e con il corretto contenuto di umidità. È molto importante che gli spessori minimi del massetto di supporto siano garantiti. Questo determinerà la durata del rivestimento.
 

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Qual è il massetto giusto da scegliere?

Il massetto va progettato in base alla pavimentazione da realizzare, agli impianti che dovranno eventualmente essere installati a “pavimento”
e alle esigenze strutturali come la necessità di non appesantire la struttura portante del solaio. A seconda della posa in opera si possono avere le seguenti tipologie di massetto di supporto.
 
Massetto non aderente o desolidarizzato: nella posa viene interposto un sottile strato separatore, foglio in polietilene o altro materiale non comprimibile, tra il massetto stesso e il supporto strutturale su cui poggia. Lo strato separatore può al contempo anche fungere da barriera al vapore. Sui risvolti verticali e lungo tutto il perimetro delle pareti è posata una fascia di materiale comprimibile.
Questa tipologia di massetto consente di avere la pavimentazione completamente svincolata da possibili mutamenti di forma e di dimensioni causati da eventuali sollecitazioni, come la dilatazione, il ritiro del calcestruzzo, gli abbassamenti, ecc.

Per gli usi in ambito residenziale, lo spessore per i massetti non aderenti deve essere maggiore di 4 cm. Se non è possibile garantire questi spessori o si devono inglobare gli impianti va prevista una rete elettrosaldata prima del getto con l’obiettivo di impedire formazioni di dislivelli, poiché in bassi spessori questa tipologia di massetto può essere soggetto a fenomeni di imbarcamento.
 
La stratigrafia del sottofondo (monostrato) con massetto non aderente sarà: pavimento, collante, massetto, strato separatore, solaio portante
La stratigrafia del sottofondo (bistrato) con massetto non aderente sarà: pavimento, collante, massetto, strato separatore, strato di alleggerimento, solaio portante.

Massetto aderente: nella posa il massetto aderisce direttamente alla soletta, ossia all’elemento strutturale sottostante che costituisce il solaio di interpiano. Il massetto in aderenza si esegue quando si è condizionati da spessori limitati a disposizione, inferiori a 3,5 – 4 cm, che impediscono di realizzare quello di tipo desolidarizzato. Questi massetti possono essere realizzati esclusivamente su solai meccanicamente resistenti e con umidità minore di quella richiesta in base alla tipologia di pavimentazione applicata. Sui risvolti verticali e lungo tutto il perimetro delle pareti va posata una fascia di materiale comprimibile.

La stratigrafia del sottofondo con massetto aderente sarà: pavimento, massetto, eventuale strato di imprimitura, solaio.

Massetto Galleggiante: sono particolari massetti non aderenti (desolidarizzati) posati su uno strato d’isolamento termico e/o acustico. Tale soluzione tecnologica è usata per garantire l’isolamento dai rumori da calpestio. Lo spessore del massetto deve essere dimensionato in relazione alle caratteristiche di comprimibilità degli strati sottostanti, ma sarà sempre maggiore dei 4 cm. Può essere prevista un’armatura per favorire la distribuzione dei carichi. Sui risvolti verticali e lungo tutto il perimetro delle pareti va posata una fascia di materiale comprimibile.
 
La stratigrafia del sottofondo (sempre bistrato) con massetto galleggiante sarà: pavimento, collante, massetto con o senza armatura, strato separatore, materiale di isolamento temo acustico, sottofondo leggero, solaio portante.

Massetto radiante: sono assimilabili a massetti galleggianti, e utilizzati per sistemi di riscaldamento/raffrescamento. Nella posa il massetto poggia sull’isolante termico di fissaggio degli elementi riscaldanti/raffrescanti, i quali vengono incorporati nello spessore.
Per impedire efficacemente la risalita di umidità dagli strati inferiori, deve essere interposta una barriera al vapore. Lo spessore del massetto sopra gli elementi riscaldanti/raffrescanti dell’impianto deve essere maggiore di 3 cm, che deve essere adeguatamente aumentato nel caso di sollecitazioni da carichi pesanti. Sui risvolti verticali e lungo tutto il perimetro delle pareti va posata una fascia di materiale comprimibile.
 
La stratigrafia del sottofondo (sempre bistrato) con massetto radiante sarà: pavimento, collante, massetto con o senza armatura, serpentine, materiale di isolamento temoacustico, strato separatore, sottofondo leggero, solaio portante.
 
A volte ci sono delle esigenze particolari che richiedono di realizzare il massetto in modo differente da quelli visti finora, definibili “metodi tradizionali”, ma ne parleremo in un futuro focus casa.
 

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Bibliografia:
CONPAPIVER, Codice di buona pratica per i massetti di supporto per interni ed esterni, Roma, CONPAVIPER, 2017.
 

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