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Infrastrutture, appalti, territorio, edilizia: ecco il piano Colao

di Rossella Calabrese

Iter veloce per le opere strategiche, nuovo Codice Appalti, azioni contro il dissesto idrogeologico, nuova offerta abitativa, turismo e città creative

Vedi Aggiornamento del 30/07/2020
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09/06/2020 - Un’Italia più forte, resiliente ed equa. È questo l’obiettivo del Piano per il rilancio ‘Italia 2020-2022’ consegnato ieri al premier Giuseppe Conte dalla task force di esperti in materia economica e sociale guidata da Vittorio Colao, che costituirà una traccia di discussione negli Stati Generali dell’Economia che il Governo sta organizzando per i prossimi giorni.
 
Un Piano in 6 capitoli: Imprese e Lavoro, Infrastrutture e Ambiente, Turismo, Arte e Cultura, P.A., Istruzione, Ricerca e Competenze, Individui e Famiglie. 
 
La prima delle azioni indicate in tema di Imprese e Lavoro è quella di escludere il ‘contagio Covid-19’ dalla responsabilità penale del datore di lavoro per le imprese non sanitarie (esclusione già decisa con il decreto Liquidità) e di neutralizzare fiscalmente, in modo temporaneo, il costo di interventi organizzativi (ad es. turnazione, straordinari) conseguenti all’adozione dei protocolli di sicurezza e al recupero della produzione perduta per il fermo, per non penalizzare la competitività dell’impresa e i redditi dei lavoratori. Su questo punto, ricordiamo il credito d’imposta del 60% previsto dal Decreto Rilancio.
 
Altri obiettivi sono: normare lo smart working, implementare la compensazione delle tasse e il rinvio del pagamento delle imposte, il pagamento rapido dei fornitori per immettere liquidità, il passaggio ai pagamenti elettronici.
 

Infrastrutture strategiche e nuovo Codice degli Appalti

In tema di Infrastrutture e Ambiente, la task force propone di identificare chiaramente le infrastrutture ‘di interesse strategico’ - reti di telecomunicazioni, infrastrutture energetiche e per la salvaguardia dell’ambiente e per la messa in sicurezza del territorio, infrastrutture di trasporto/logistica - e di creare per 3 anni una unità di presidio presso la Presidenza del Consiglio che si occupi di realizzarle attraverso leggi/protocolli nazionali di realizzazione non opponibili da enti locali. 

La task force Colao propone di semplificare l’applicazione del Codice degli Appalti per i progetti di natura infrastrutturale: alle infrastrutture ‘di interesse strategico’ dovrebbero applicarsi direttamente le Direttive europee.
 
Parallelamente propone di rivedere integralmente il Codice dei contratti pubblici vigente, per: creare immediatamente un canale efficiente per le opere strategiche; separare i regimi di concessione e appalto e i settori ordinari e speciali; mettere alla prova il modello ‘Direttiva integrazione minima’ (ove funzioni bene, potrà essere semplicemente esteso, senza bisogno di un nuovo Codice). Tema, quello della semplificazione del Codice Appalti, in auge da tempo, il cui ultimo atto è l'atteso decreto Semplificazione.
 
Un ruolo fondamentale in questi processi è giocato dalla Pubblica Amministrazione: il piano propone di sburocratizzare i processi con la PA, formalizzando tramite ricevuta telematica la formazione del silenzio assenso e vietando la richiesta di documenti specifici (da parte della PA) laddove l’autocertificazione è accettabile. Vengono proposti anche il superamento della ‘burocrazia difensiva’, il miglioramento della trasparenza sulle prestazioni e la digitalizzazione.
 

Piano Fibra nazionale

La task force propone un piano nazionale di sviluppo della fibra FTTH per la massimizzazione in tempi rapidi degli accessi per famiglie, imprese e PA, attraverso gare per selezionare un fornitore unico che offra accesso non discriminatorio a uguali condizioni tecnico-operative per tutti gli operatori interessati e contributi al fornitore unico per sostenere i costi di realizzazione.
 

Dissesto idrogeologico e consumo di suolo

Scendendo nei temi più specifici, il Piano si occupa di verde e dissesto idrogeologico, prevedendo la definizione di un piano di investimento finalizzato ad aumentare e preservare le aree verdi, il territorio e gli ecosistemi nazionali, ad esempio finanziando la bonifica dei siti inquinati e incoraggiando le imprese a quantificare nei loro bilanci e reporting non-finanziario il capitale naturale che gestiscono e i servizi ecosistemici di cui beneficiano.
 
Si propone di contrastare il consumo di suolo e il conseguente dissesto idrogeologico, ad esempio inserendo obiettivi di conservazione e ripristino del capitale naturale in tutte le strategie e politiche che comportano un maggior consumo del suolo.
 
Va detto che su entrambi i temi la discussione è in atto da anni: in materia di dissesto idrogeologico, è pronto un piano pluriennale da 11 miliardi di euro, il consumo di suolo è oggetto di un disegno di legge ancora all’esame del Parlamento.
 

Edilizia abitativa e sociale

Il Piano si occupa di edilizia abitativa e sociale proponendo un piano di investimenti finalizzato a potenziare un’offerta abitativa economicamente accessibile, socialmente funzionale ed ecosostenibile, attraverso la messa a disposizione di immobili e spazi pubblici inutilizzati da sviluppare con fondi pubblico privati da offrire sul mercato a prezzi calmierati, e un piano per l’ammodernamento dell’edilizia sociale, con particolare attenzione alle infrastrutture scolastiche e socio sanitarie, anche ricorrendo all’emissione di social impact bond come forma di finanziamento misto pubblico privato. 

Quello dell'edilizia abitativa è un tema che ricorre ad ogni cambio di Governo, con l'annuncio di massicci investimenti che però non hanno finora generato grandi risultati.
 

Turismo e Città Creative

Tra le azioni proposte per valorizzare il potenziale inespresso dell’offerta del Paese ci sono: la realizzazione di 1-2 nuovi Grandi Poli turistici al Sud; lo sviluppo di programmi di investimento mirati su 30-40 poli turistici prioritari ad alto potenziale; lo sviluppo di un'infrastruttura di cammini, sentieri e itinerari per la valorizzazione del patrimonio diffuso dell'Italia; il rafforzamento della Rete e delle attività delle Città Creative, considerata la ricchezza culturale, ambientale ed artistica dell’Italia, incentivando la candidatura di nuove città. Tale politica è fondamentale non solo per il rafforzamento della rete in senso locale, nazionale e internazionale, bensì per lo sviluppo di un turismo sostenibile. 
 

Ordini professionali

Nel capitolo Istruzione, Ricerca e Competenze, compaiono gli Ordini professionali: la proposta è quella di rafforzare la formazione continua per gli ordini professionali, progettando corsi trasversali fra i diversi Ordini su tematiche comuni relativi a organizzazione del lavoro, nuove competenze green, digitale, etc. per favorire lo scambio di competenze e massimizzare la velocità di apprendimento.
 

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