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RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, in arrivo deroghe alle distanze e varianti semplificate
NORMATIVA

Codice Appalti: dalla modifica alla sospensione, le proposte per velocizzare i cantieri

di Paola Mammarella

Agli Stati Generali dell’economia Finco chiede controlli sulla qualificazione e sanzioni per l’inerzia dei funzionari pubblici, CNA di utilizzare il modello Genova anche per le piccole opere e Ance di tagliare i tempi

Vedi Aggiornamento del 24/05/2021
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Foto: www.governo.it
19/06/2020 - Correggere il tiro del Codice Appalti o, addirittura, sospenderlo e semplificare senza rinunciare alla qualità e alla sicurezza. Agli Stati Generali dell’economia "Progettiamo il rilancio", in corso a Roma a Villa Pamphilj, emerge in modo prepotente la necessità di ridurre i tempi di realizzazione delle opere e di liberarsi degli eccessi di burocrazia, anche se le soluzioni proposte differiscono tra loro.
 

Modifiche al Codice Appalti per far ripartire i cantieri

Secondo la Federazione Industrie, prodotti impianti servizi ed opere specialistiche per le costruzioni (Finco), vanno snellite le procedure che precedono le fasi di aggiudicazione e bisogna fare un ricorso maggiore al silenzio assenso, tranne che per i beni culturali. È invece importante “resistere agli slogan di chi non sa cosa siano i cantieri”. Sono invece da tutelare i controlli sulla qualificazione delle imprese e delle stazioni appaltanti. In generale, per Finco il Codice Appalti va snellito, ma deve essere mantenuto e non si possono cercare soluzioni nell’adozione di un “modello Genova” generalizzato, perché considerato irripetibile in altre situazioni.
 
Sul versante opposto, la Confederazione nazionale dell’artigianato (CNA) sostiene che il Codice Appalti debba essere sospeso e che per rimettere in moto i cantieri bisognerebbe utilizzare il modello Genova non solo per le grandi infrastrutture prioritarie, ma anche per le piccole opere immediatamente cantierabili.
 

Burocrazia, troppi anni per realizzare le opere pubbliche

L’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), dopo aver affermato che questo è l’ultimo tavolo cui si siede, perché da questo momento attende solo risposte concrete, si è detta esasperata dai tempi necessari al completamento di un’opera. Si va dai 16 anni per una grande opera ai 4 o 5 per quelle più semplici, come le scuole. Per risolvere questa criticità, Ance propone l’avvio di un Piano Marshall per spendere le risorse ferme nei cassetti della PA.
 
Finco ritiene che la burocrazia consiste nella resistenza dei pubblici dipendenti, che preferiscono rimanere fermi piuttosto che assumersi le responsabilità connesse al proprio ruolo. Ma non solo, perché passano anni per reperire fondi già stanziati, gli stati di avanzamento dei lavori non vengono pagati con regolarità e i lavori si fermano, generando contenziosi o il fallimento delle imprese.
 
Sull’argomento, CNA propone di rivedere il reato di abuso di ufficio, in modo da responsabilizzare maggiormente i funzionari pubblici.
 

Cantieri, il ruolo chiave dei Comuni

Per velocizzare l’apertura dei cantieri, l’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) ha infine chiesto una serie di interventi immediati: finanziamento diretto, riduzione dei passaggi burocratici e formali per l’individuazione dei fondi, poteri commissariali per i sindaci, almeno per le opere più importanti, sopra i due milioni di euro, nessuno stop ai lavori in caso di contenzioso.
 

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