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Equo compenso dei professionisti, via libera della Camera
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NORMATIVA

Pagamenti con POS, dal 1° luglio credito d’imposta del 30%

di Alessandra Marra

Potranno fruirne i professionisti singoli e gli studi professionali con ricavi inferiori ai 400mila euro

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Foto: dolgachov ©123RF
15/06/2020 – Tra due settimane i professionisti potranno ottenere un credito d’imposta del 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate e altri pagamenti elettronici tracciabili.
 
Il 1° luglio, infatti, entra in vigore la norma del Decreto Fiscale che incentiva l’uso di pagamenti digitali e premia i professionisti e gli esercenti che ne fanno uso.
 

Pagamenti con POS, come usufruire del credito di imposta del 30%

Per avere diritto al bonus, bisognerà dimostrare di aver registrato, nell’anno d’imposta precedente, ricavi o compensi fino a 400mila euro. Tale limite vale sia per i professionisti singoli che per gli studi professionali.  
 
Il bonus sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione, a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa.
 
Con Provvedimento del 29 aprile 2020, l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità per la comunicazione dei dati delle commissioni applicate, registrate a decorrere dal 1° luglio 2020, su cui calcolare il credito d’imposta spettante all’esercente.

La comunicazione, da trasmettere attraverso il Sistema di interscambio dati, deve contenere le seguenti informazioni: codice fiscale dell’esercente, mese e anno di addebito, numero totale delle operazioni effettuate nel periodo di riferimento e di quelle riconducibili ai consumatori finali, importo delle commissioni addebitate per le operazioni riconducibili ai consumatori finali, ammontare dei costi fissi periodici che ricomprendono un numero variabile di operazioni in franchigia anche se includono il canone per la fornitura del servizio di accettazione. 
 



Obbligo di POS, la storia dei pagamenti digitali tra multe e bonus

Il ‘bonus POS’ è solo l’ultima novità che il Legislatore introduce per favorire i pagamenti digitali anche negli studi professionali. In passato, infatti, si è provata la strada dell’obbligo di POS con sanzione ma senza successo.
 
Ricordiamo, infatti, che l’obbligo - per professionisti, esercenti, commercianti ed aziende - di dotarsi di POS per consentire ai propri clienti di pagare mediante moneta elettronica le prestazioni professionali che superino i 30 euro, è entrato in vigore il 30 giugno 2014, come previsto dal Decreto Sviluppo Bis.
 
Dal gennaio 2016 i professionisti hanno l'obbligo di accettare pagamenti in moneta digitale, sia con bancomat che con carte di credito anche per i micropagamenti (importi inferiori a 30 euro). Fino al 2015, infatti, l’obbligo è stato applicato solo all’acquisto di prodotti o alla prestazione di servizi di importo superiore a 30 euro. 
 
Pur essendo stato introdotto l’obbligo, però, non sono mai state introdotte sanzioni verso chi non accetta pagamenti digitali, anche se più volte ne è stata proposta l’introduzione.
 
Anche nel Decreto Fiscale, infatti, all’inizio era prevista una sanzione di 30 euro per coloro che rifiutavano i pagamenti con Pos accanto al bonus del 30% ma alla fine si è optato solo per il credito d’imposta.
 
 

Pagamenti in contanti: scende a 2mila euro il limite

Un'altra misura per scoraggiare l’uso del contante, che entra in vigore il 1° luglio, è il divieto di trasferimenti di denaro liquido di oltre 2 mila euro fra soggetti diversi.
 
La norma stabilisce che dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, sono vietati i passaggi di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuati a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche, di valore complessivamente pari o superiore a 2mila euro (attualmente, il limite è 3mila euro). Il trasferimento oltre l’importo indicato - specifica la norma - è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti, inferiori alla soglia, che appaiono artificiosamente frazionati.
 
Dal 1° gennaio 2022, il tetto scenderà ulteriormente a 1000 euro.
 

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