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NORMATIVA Subappalto, i giudici italiani si allineano all’UE: no al limite del 30%-40%
PROGETTAZIONE

Scuole, Architetti: ‘no al massimo ribasso per interventi sull’edilizia’

di Rossella Calabrese

Il CNAPPC chiede di puntare sui concorsi di progettazione e di affidare ai liberi professionisti tutti gli incarichi di progettazione fino al 2022

Vedi Aggiornamento del 22/07/2020
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Progetto vincitore del concorso 'Scuole Innovative' 2018 per la Provincia di Rieti - arch. Alessandro Di Mario
16/06/2020 - “Un atto di grave immaturità politica e di totale inconsapevolezza delle esigenze del Paese e delle modalità con cui affrontarle”. Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori (CNAPPC) commenta il Decreto Scuola.
 
A non piacere al CNAPPC sono i poteri speciali che la legge di conversione del Decreto Scuola conferisce ai sindaci per accelerare l’esecuzione dei lavori sull’edilizia scolastica: fino al 31 dicembre 2020 i sindaci e i presidenti delle province e delle città metropolitane potranno, infatti, operare con poteri commissariali per garantire l’avvio del prossimo anno scolastico.
 
Dall’analisi dell’art. 7 ter ‘Misure urgenti per interventi di riqualificazione di edilizia scolastica’ - spiega il CNAPPC - emerge “la totale assenza di una visione strategica finalizzata a revisionare l’impianto architettonico della scuola” e “vengono ignorate le norme già esistenti che tracciavano indirizzi di azione condivisibili come l’art. 1 della Legge 23/1996 ‘Norme per l’edilizia scolastica’ e le Linee Guida MIUR per l’edilizia scolastica varate per ‘garantire edifici scolastici sicuri, sostenibili, accoglienti e adeguati alle più recenti concezioni della didattica grazie alla progressiva diffusione delle ICT nella pratica educativa’” (DM 11 aprile 2013).
 

Scuole, Architetti: ‘pericolosa logica emergenziale’

Secondo gli Architetti, lo sguardo sulla scuola che emerge dal Decreto è invece rivelatore di una pericolosa logica emergenziale, priva di attenzione alla qualità, i cui effetti devastanti rischiano di accompagnare l'esperienza scolastica nel nostro Paese per i prossimi decenni. La scuola è una comunità educativa, ma è anche un capitale spaziale, parte integrante e sostanziale del proprio contesto urbano; conseguentemente non è pensabile affrontare il tema scuola senza occuparsi del progetto della mobilità, degli spazi pubblici, del quartiere e comunque di tutti gli spazi connessi con la scuola, mettendo le persone e le famiglie al centro del progetto. Non è certo segno di maturità politica affrontare il tema scuola post Covid solo attraverso gli strumenti dell’emergenza.
 
“Il progetto scuola è un tema complesso e multidisciplinare che investe tutto il territorio italiano - sottolinea il presidente Giuseppe Cappochin - che non può essere affrontato con una fretta priva di visione e, ancora peggio, vittima della miopia che porta al ‘massimo ribasso’. Agire con velocità ed efficacia non significa abbandonare ogni strategia o prospettiva. Semplificare le procedure non significa operare in deroga alle leggi dello Stato attribuendo poteri straordinari a Commissari. Se il Codice appalti non funziona va modificato non bypassato”.
 

Architetti: ‘si punti sui concorsi di progettazione’

“Non possiamo ancora una volta accettare scorciatoie in assenza di qualità - continua Cappochin - ribadiamo con forza che la costruzione di un futuro sostenibile e proiettato al miglioramento della vita delle persone passa solo attraverso l’idea della qualità dell’architettura. C’è necessità di restituire centralità al ‘progetto’ nei processi di trasformazione del territorio”.
 
Per farlo il CNAPPC chiede di puntare su strumenti realmente innovativi, come i concorsi di progettazione a due gradi che, viaggiando veloci sulle piattaforme informatiche, garantiscono la qualità del progetto, riducendo contestualmente i tempi per la redazione del progetto esecutivo. Ne è testimonianza anche la recente esperienza del Concorso di progettazione in due gradi della Val Polcevera, a Genova, devastata dal crollo del Ponte Morandi.
 

La proposta: le PA esternalizzino gli incarichi di progettazione

Il CNAPPC, unitamente alla Rete delle Professioni Tecniche, ha presentato al Governo una serie di proposte di emendamento al Codice dei Contratti, al fine di semplificare l’intero processo di esecuzione delle opere pubbliche, dalla programmazione al collaudo dei lavori.
 
Tra le tante modifiche proposte, il CNAPPC punta molto, al fine di imprimere una accelerazione alla ripresa dei lavori, dopo il fermo determinato dalla pandemia COVID-19, su una norma che obblighi le stazioni appaltanti, fino al dicembre 2022, ad esternalizzare gli incarichi di progettazione, affidandoli a liberi professionisti.
 
Visione strategica, qualità del progetto e semplificazione: queste sono le vie proposte dagli Architetti al Governo. “Non le deleterie scorciatoie che ripropongono pericolosamente le pratiche fallimentari del passato”.
 

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