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NORMATIVA Subappalto, i giudici italiani si allineano all’UE: no al limite del 30%-40%
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Appalti, Ance: ‘le mille e una norma che paralizzano l’Italia’

di Paola Mammarella

I costruttori edili lamentano la presenza di un ‘monstrum di 500 provvedimenti’ che frena la crescita

Vedi Aggiornamento del 06/08/2020
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Foto: https://www.facebook.com/ancecostruttori
30/07/2020 – Dal 1994 ad oggi sono stati varati 500 provvedimenti in materia di contratti pubblici, consumate 45.520 pagine e 136 chilometri di carta. Una mole di norme che per essere letta richiede 158 giorni, senza considerare i rimandi.
 
È questo il quadro tracciato dall’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) nella pubblicazione “Le mille e una norma - tutta la legislazione sui contratti pubblici dal 1994 ad oggi”, presentata durante un evento web.
 

Appalti, norme in continua crescita

Il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, ha sottolineato che il corpo normativo sugli appalti pubblici è in continua crescita. Il documento redatto dall’Ance evidenzia come, rispetto alla Legge Merloni del 1994, composta da 38 articoli per 48 pagine, si è passati al Codice Appalti del 2006 e del 2016, ognuno con più di 200 articoli.
 
Si è passati in media da circa 8 provvedimenti l’anno negli anni Novanta ai quasi 30 nell’ultimo decennio. Il record è stato toccato nel 2019, anno in cui ci sono stati 39 interventi.
 
Secondo Buia è la dimostrazione di “come l’esigenza di snellire e semplificare tanto sbandierata da tutti i Governi degli ultimi dieci anni non sia mai stata perseguita in modo efficace”.
 
“Da ultimo – continua - il Decreto Semplificazioni che si accanisce sulle gare senza fare nulla di concreto per tagliare le procedure a monte”.
 

Appalti, sovrapposizione e norme incomplete

Il documento dell’Ance ha analizzato i tre provvedimenti varati per contrastare l’emergenza Covid-19. Il Decreto “Cura Italia” (DL 18/2020) contiene un totale di 472 rimandi ad altre leggi e disposizioni, tra cui regi decreti del 1910, 1931 e 1942. Il Decreto “Liquidità (DL 23/2020) prevede 190 rimandi, tra cui regi decreti del 1923 e 1942, mentre il Decreto Rilancio (DL 34/2020) rimanda a 1145 norme, anche questa volta risalenti, in certi casi, a regi decreti del 1925, 1933 e 1942. I continui rimandi rendono le norme non facilmente consultabili.
 
Le norme in molti casi sono incomplete perché prevedono l’adozione di decreti attuativi, che in certi casi non sono ancora arrivati. Nel Governo Conte I sono stati approvati 165 provvedimenti attuativi su 351, nel Governo Conte II 73 su 431.
 
I Governi prevedenti hanno lasciato un’eredità di 341 provvedimenti da adottare. In tutto l’Ance ha stimato un totale di 885 provvedimenti attuativi che mancano all’appello.
 

Caos normativo e tempi di realizzazione delle opere

Il caos normativo ha ripercussioni sui tempi di realizzazione delle opere. Per un’opera sopra i 100 milioni di euro sono necessari 16 anni, mentre per i semplici lavori di manutenzione si possono impiegare fino a 4 o 5 anni.
 
Solo per approvare i contratti di programma Anas e Rfi ci vogliono 11 passaggi autorizzativi e, secondo l’Ance, ci sono 30 miliardi di euro bloccati da 2 anni e mezzo.
 
A detta dei costruttori edili, quasi il 70% delle cause di blocco si concentra nella fase precedente alla gara, il 17% delle cause riguarda la fase di gara, mentre meno del 2% è dovuto ai contenziosi tra le imprese.
 

Appalti, la governance sugli investimenti pubblici

L’Ance paragona la governance sugli investimenti pubblici ad una idra (il mostruoso serpente mitologico) a sette teste. Le teste sarebbero Strategia Italia, con la sua segreteria tecnica, la Struttura per la progettazione (conosciuta anche come centrale di progettazione), Cassa Depositi e Prestiti, Invitalia, Italia Infrastrutture Spa, il Dipe e Investitalia. Ci sarebbero poi altri due apparati, uno previsto dal Piano Colao, l’altro annunciato dal presidente Conte in vista della task force per il recovery fund.
 

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