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Asseverazione tecnica, ecco quando presentarla per fruire del sismabonus acquisti

di Alessandra Marra

L’Agenzia delle Entrate spiega come cambia la tempistica nelle zone a rischio sismico 2 e 3 rispetto alla zona 1

Vedi Aggiornamento del 31/07/2020
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Foto: Luca Bertolli ©123RF.com
17/07/2020 – Per fruire del Sismabonus acquisti è sempre necessario che l'asseverazione sia presentata contestualmente alla richiesta del titolo abilitativo?
 
A spiegarlo l’Agenzia delle Entrate nella Risposta 214/2020 in cui tratta la questione sollevata da un’impresa di costruzione che ha demolito un vecchio edificio in zona sismica 3 per ricostruire nuove unità abitative ma non ha presentato l’asseverazione tecnica insieme al permesso di costruire poiché nel periodo in cui era stata effettuata le zone sismiche 2 e 3 erano escluse.
 
 

Sismabonus acquisti: l’asseverazione nelle zone 2 e 3

L’Agenzia ha chiarito che il “sismabonus acquisti” è riconosciuto agli acquirenti degli immobili situati nelle zone sismiche 2 e 3, per i quali le procedure di autorizzazione sono iniziate dopo il 1° gennaio 2017 ma prima del 1° maggio 2019, anche se l'asseverazione non è stata presentata contestualmente alla richiesta del titolo abilitativo ma, comunque, entro la data di stipula del rogito.
 
Le Entrate riconoscono che solo con l’entrata in vigore del Dl 34/2019 il 1° maggio 2019, l’ambito di applicazione del sismabonus è stato esteso alle zone classificate a rischio sismico 2 e 3. Di conseguenza, un’impresa che abbia richiesto il permesso di costruire nel periodo in cui l’agevolazione spettava solo per la zona 1, non avrebbe potuto allegare l'asseverazione del progetto strutturale.
 
Quindi l’asseverazione può essere ‘tardiva’ per le procedure autorizzatorie per immobili demoliti e ricostruiti iniziate dopo il 1° gennaio 2017 ma prima del 1° maggio 2019. Tuttavia, deve essere presentata dall'impresa entro la data di stipula del rogito.
 
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Asseverazione e titolo abilitativo: sempre contestuali in zona 1

Discorso diverso per le zone sismiche 1; in questo caso per beneficiare dell’agevolazione è necessario che il professionista alleghi l’asseverazione al momento della presentazione del titolo edilizio e non in tempi successivi.
 
Infatti, le specifiche linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni definiscono le modalità di attestazioni da parte dei professionisti abilitati e stabiliscono che il progettista dell’intervento strutturale deve asseverare la classe di rischio dell’edificio precedente l’intervento e quella conseguibile a seguito dell’esecuzione dell’intervento progettato.
 
Rispetto all’asseverazione pre-intervento, il progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico (contenente l’asseverazione) va allegato alla segnalazione certificata di inizio attività da presentare allo sportello unico competente.
 
 

Sismabonus per l’acquisto di case antisismiche

Ricordiamo che chi acquista una casa antisismica situata in una zona che, in base in base all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 3519/2006 risulta classificata a rischio sismico 1, 2 o 3, può ottenere una detrazione fiscale pari al 75% o all’85% del prezzo di vendita.
 
L’importo di spesa massimo su cui calcolare la detrazione è fissato a 96mila euro per unità immobiliare per ciascun anno. La detrazione viene rimborsata in cinque rate annuali di pari importo.
 
Per ottenere la detrazione, l’immobile acquistato deve trovarsi in un edificio demolito e ricostruito interamente. I lavori devono inoltre essere effettuati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che procedono all’alienazione degli immobili entro 18 mesi dalla data di conclusione degli interventi.
 
Una volta terminati gli interventi, è necessario misurare i risultati ottenuti in termini di adeguamento o miglioramento antisismico. È quest’ultima condizione che determina l’aliquota della detrazione fiscale, che è pari:
- al 75% del prezzo di acquisto della singola unità immobiliare, se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore;
- all’85% del prezzo di acquisto, come risultante nell’atto di compravendita, qualora la riduzione del rischio sismico comporti il passaggio a due classi di rischio inferiore.
 

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