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AMBIENTE

Piccoli Comuni, in arrivo 160 milioni di euro fino al 2023

di Alessandra Marra

Pubblicati i criteri per assegnare le risorse: mitigazione del rischio idrogeologico, riqualificazione centri storici e messa in sicurezza

Vedi Aggiornamento del 24/09/2021
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Foto: Vaclav Volrab ©123RF.com
31/08/2020 – A tre anni dall’approvazione della Legge sui Piccoli Comuni, sono stati approvati i parametri per l’assegnazione dei 160 milioni di euro del Fondo nazionale con orizzonte temporale fino al 2023.
 
Il Ministero dell’Interno, infatti, ha pubblicato il DM 10 agosto 2020 che fissa le tipologie di piccoli Comuni che possono beneficiare di finanziamenti.
 

Piccoli comuni: definiti i criteri e le tipologie

Il Decreto specifica l’elenco dei parametri per ciascuna delle tipologie previste. In particolare, potranno accedere alle risorse 12 tipologie di Comuni; tra questi ci sono quelli caratterizzati da arretratezza economica, fenomeni di dissesto idrogeologico, significativo decremento della popolazione residente, difficoltà di comunicazione e lontananza dai grandi centri.
 
Per i Comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico, il parametro è dato dalla misura percentuale dell’area a pericolosità idraulica o a pericolosità da frana sul totale della superficie comunale.
 
Per i Comuni ubicati in aree contrassegnate da difficoltà di comunicazione e dalla lontananza dai grandi centri urbani, il parametro è ricavato da indicatori che verificano almeno una delle seguenti due condizioni: comuni non coperti da infrastrutture di rete per l’accesso Internet e comuni distanti dai centri urbani.
 
 

Valorizzazione piccoli Comuni: cosa prevede la legge

Ricordiamo che la Legge piccoli Comuni introduce delle semplificazioni per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento da riconvertire in alberghi diffusi; prevede, inoltre, l'avvio di opere di manutenzione del territorio con priorità alla tutela dell’ambiente, la messa in sicurezza di strade e scuole, l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico e interventi in favore dei cittadini residenti e delle attività produttive insediate nei centri minori.
 
Grazie alle risorse messe a disposizione, i piccoli Comuni potranno anche acquisire case cantoniere e tratti di ferrovie dismesse da rendere disponibili per attività di protezione civile, volontariato, promozione dei prodotti tipici locali e turismo.

Infine, la Legge istituisce misure per favorire la diffusione della banda larga, una dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, itinerari di mobilità e turismo dolce, la promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta.
 
 

Piccoli Comuni: la storia del provvedimento

Nel novembre 2017 è entrata in vigore la Legge 158/2017 per la valorizzazione dei Comuni con meno di 5000 abitanti che prevedeva un Piano Nazionale da 100 milioni di euro in sette anni (dal 2017 al 2023).
 
Successivamente, la Legge di Bilancio 2018 ha incrementato di 60 milioni di euro il Fondo portando il plafond complessivo a 160 milioni di euro.
 
Tuttavia, non sono mai stati emanati i decreti attuativi che avrebbero permesso di avviare le opere di manutenzione dei territori. Per questo i Sindaci hanno più volte chiesto al Governo di accelerati i tempi relativi all’emanazione dei decreti attuativi. Con il DM 10 agosto 2020, a tre anni di distanza, è arrivato il primo decreto attuativo.
 

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