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Battiscopa, design e funzionalità: quale scegliere?

di Rosa di Gregorio

In legno, pietra, cotto, ceramica, laminato, PVC, alluminio, classico o moderno, il battiscopa è utile non solo da un punto di vista estetico ma anche funzionale

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Foto: Igor Zakharevich©123RF
28/09/2020 - Il battiscopa, chiamato anche zoccolino, è un elemento di finitura molto importante. Oltre ad una evidente finalità estetica e decorativa, il battiscopa ricopre altre funzioni.

In primo luogo, il battiscopa risolve la discontinuità del giunto parete – pavimento. Questo evita la formazione di depositi di polvere e sporcizia e che l’acqua usata per la normale detersione dei pavimenti possa infiltrarsi sotto la pavimentazione o danneggiare la parte inferiore delle pareti. In questo modo non si creeranno superfici umide e polverose che possono innescare la proliferazione di muffe.

I battiscopa si differenziano tra loro per materiale, dimensione e forma. Essendo un profilo che corre lungo tutte le pareti della casa, è importante scegliere quello corretto: non deve stonare con le altre finiture, come pavimenti, porte, tinteggiature ecc, ma armonizzarsi con esse.

I battiscopa possono essere realizzati in legno (massello o MDF), ceramica, laminato, cotto, pietra, marmo alluminio, acciaio, PVC. Possono nascere come profili autonomi o essere ricavati dalla pavimentazione, è il caso dei battiscopa in legno, in laminato, in ceramica, pietra e marmo. Questo consentirà di avere totale continuità cromatica e materica nel raccordo parete.

Per quanto riguarda gli accostamenti materici, come appena detto, possono essere coordinati, quindi legno su legno, ceramica su ceramica e via discorrendo, oppure basati sul contrasto. È il caso dei battiscopa in alluminio, acciaio e PVC, ma anche di quelli in legno, abbinabili con qualsiasi altro materiale usato per il pavimento, che vanno però scelti nell’essenza e nel colore adeguati, preferibilmente en pendant con le porte. A tal proposito si sottolinea che i battiscopa possono essere ricavati anche dai coprifili delle porte.

L’altezza standard dei battiscopa è compresa tra i 6 e 8 centimetri, l’alternativa ultramoderna è il battiscopa basso di 4 cm, mentre quella classicheggiante, che evoca uno stile di gusto vittoriano, è il battiscopa alto, 10-15 cm, chiamato per l’appunto all’inglese.

Lo spessore del battiscopa  in legno, ceramica, pietra e cotto varia da 1 fino a circa 2 centimetri, mentre quello dei battiscopa in alluminio, acciaio e PVC è ridottissimo, nell’ordine del millimetro. La lunghezza varia in base materiale: i battiscopa in ceramica vengono prodotti in singoli pezzi da 33, 45, 60 cm, misure che in qualche modo riprendono la dimensione delle piastrelle per il pavimento; quelli in legno, PVC o metallo in listelli lunghi 240 cm fino a 300 cm.

La sagoma del profilo dei battiscopa può essere:
- a spigolo vivo, ovvero squadrato e dritto, una forma molto essenziale e moderna;
- a becco di civetta, un vero e proprio evergreen riconoscibile dal bordo superiore arrotondato;
- con piedino inferiore, che presenta un rilievo arcuato verso l’esterno nella parte inferiore;
- a sguscia, ossia concava, forma tipica di quelli in PVC e materiali metallici, ultrasottile che risponde all’attuale esigenza di design integrato in cui vi è perfetta adesione alla superficie di appoggio.

Il battiscopa può essere fissato con apposite viti ma la posa più utilizzata è quella incollata, con apposito collante a seconda del materiale del battiscopa.

La posa del battiscopa può iniziare solo dopo che la pavimentazione è stata conclusa e che almeno la prima mano di tinteggiatura (alcuni artigiani preferiscono che anche la pitturazione sia conclusa) sia stata data. Dopodiché vanno posate porte e finestre e solo dopo si potrà completare con il battiscopa. In prossimità degli angoli il battiscopa deve essere tagliato a 45°, invece nel caso dei battiscopa in metallo e PVC si utilizzano specifici raccordi. Se non si ama molto vedere il vuoto dietro ai mobili ma si predilige la perfetta aderenza alla parete allora si può evitare di posare dietro di essi il battiscopa.

Vi sono anche i battiscopa a filomuro che in virtù di una coerenza di stile sarebbe opportuno posare quando si opta per le porte a filomuro. Consistono in un sottile profilo metallico che si inserisce nella parete e può essere completamente rivestito con materiali come pietra e legno oppure in cartongesso per poi essere tinteggiato come la parete per creare l’effetto scatola.

Per i più hi-tech ci sono i battiscopa che possono contenere cavi e fili, strip led per effetti luminosi suggestivi e perfino sistemi di riscaldamento.
 

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Altri commenti
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Paolo

Come può essere spesso 1 mm. il battiscopa?