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Massetto a secco per sistemi radianti a basso spessore

di Rosa di Gregorio

Ridotto spessore, bassa inerzia termica, velocità di posa, sono alcune tra le caratteristiche che rendono il massetto a secco una scelta diffusa per i sistemi a pavimento

Vedi Aggiornamento del 16/10/2020
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Foto: ©UPONOR
Foto: ©Isolconfort
23/09/2020 - Nei sistemi di riscaldamento/raffrescamento a pavimento il massetto può essere realizzato ad umido o a secco. Il “sistema radiante con massetto umido” è quello in cui il massetto viene realizzato al di sopra dei pannelli radianti. Al contrario, l’espressione “sistema radiante con massetto a secco” è riferita ad un sistema radiante a pavimento privo di massetto.

Generalmente lo spessore del massetto, in un sistema radiante umido, è considerevole, ma in presenza di ridotti spessori si può ricorrere ad un massetto realizzato con l’autolivellante.

Anche il massetto a secco è una valida alternativa quando gli spessori scarseggiano, ma la scelta di questa tipologia di sistema radiante non deve essere dettata soltanto dal basso spessore.

Un sistema radiante con massetto a secco può essere realizzato nel caso di nuova costruzione o di una ristrutturazione che preveda o meno la demolizione del massetto esistente. Questo vuol dire che, previa verifica del supporto, un massetto a secco può essere realizzato anche su pavimentazione esistente.


Massetto a secco, com’è composto?

La stratigrafia di un sistema radiante con massetto a secco è generalmente composta in questo modo:

- fascia tecnica perimetrale;

- pannelli in EPS, con funzione anche di isolamento termico, dotati di scanalature e curve per il passaggio obbligato delle tubazioni. Per distribuire uniformemente il calore/fresco, i pannelli sono rivestiti superiormente con fogli di alluminio oppure sovrapposti ad un elemento diffusore in acciaio zincato;

- tubazione specifica per sistema radiante;

- foglio di separazione e protezione in polietilene;

- due strati sfalsati di piastra in acciaio per la distribuzione del carico.

Questo pacchetto stratigrafico occupa uno spessore che va dai 2 ai 4 centimetri, escluso il pavimento.

Va sottolineato che i pannelli isolanti in EPS non hanno la rigidità dinamica sufficiente a raggiungere anche un idoneo isolamento acustico dai rumori da calpestio; a tal fine dovrebbe essere previsto l’inserimento di un materassino anticalpestio al di sotto dei pannelli. Foto: ©Isolconfort


Massetto a secco, perché sceglierlo? Esigenze di progetto e cantiere

Un massetto a secco non è né migliore né peggiore rispetto ad un massetto umido, hanno semplicemente un funzionamento termo-fisico differente e se contestualizzati alle esigenze del fruitore finale sono entrambi una valida scelta.

Optare per un massetto a secco dipende da vari fattori legati sia alla fase di progetto/cantiere che a quella di messa in esercizio del sistema ovvero come verrà utilizzato l’impianto.

Per quanto riguarda la fase di progetto/cantiere, possono presentarsi alcune problematiche di seguito elencate, per risolvere le quali si può optare per un massetto a secco:

- l’intervento riguarda solai che non possono essere appesantiti: un massetto a secco ha un peso inferiore di quasi 1/3 rispetto ad un massetto umido tradizionale;

- l’intervento non prevede la demolizione e ricostruzione del massetto preesistente ma la realizzazione del sistema radiante in sovrapposizione;

- gli spessori a disposizione sono ridotti;

- vi sono vincoli di altezza interna;

- il cantiere è localizzato in parti di città in cui non è possibile occupare temporaneamente suolo pubblico per attività accessorie al cantiere;

- l’abitazione da ristrutturare si trova a un livello di piano molto alto e le operazioni di cantiere non sono molto agevoli;

- la durata del cantiere non permette di aspettare il tempo necessario alla corretta asciugatura del massetto.


Massetto a secco, perché sceglierlo? Esigenze d’uso

Per quanto riguarda la fase post cantiere, cosa ci si aspetta da un impianto radiante a pavimento?

Il ridotto spessore del massetto a secco determina una bassa inerzia termica, ovvero la capacità di rispondere velocemente a richieste di variazione di temperatura durante l’arco della giornata.

Infatti, il funzionamento di un impianto radiante con massetto a secco, ricorda per certi versi quello di un impianto tradizionale con termosifoni: in circa mezz’ora dall’accensione i pannelli avranno raggiunto la temperatura desiderata e dopo circa due ore tutto l’ambiente sarà riscaldato. La stessa velocità si avrà nella fase di spegnimento. Inoltre, è possibile programmare diversi orari di accensione/spegnimento e temperature per gli ambienti.

Al contrario, nei sistemi radianti con massetto umido, l’elevato spessore del massetto incamera il calore generato dal tubo scaldante e lo rilascia gradualmente (7÷8 ore) alla superficie del pavimento, dando l’impressione di un “lentezza reattiva” del sistema. Se si scegliesse un impianto radiante con massetto bisognerebbe lasciarlo sempre acceso impostando la temperatura desiderata. Accenderlo e spegnerlo creerebbe una situazione di discomfort: non si avrebbe mai la temperatura desiderata, ma una continua fluttuazione di sbalzi termici dell’ordine di 2/3 gradi, in più o in meno, chiamata pendolamento termico.

Pertanto, la risposta al quesito iniziale sarà condizionata dalla frequenza con cui l’impianto verrà utilizzato: per esempio, per chi abita la casa solo in alcune fasce orarie la soluzione con massetto a secco potrebbe essere l’ideale, come quella con massetto umido per chi invece vive molto più assiduamente la casa.

La scelta può scaturire anche da una valutazione dei costi:

Un massetto a secco è più costoso di uno umido ma in compenso richiede minor tempo di esecuzione, quindi meno ore di manodopera da retribuire, meno materiale, e producendo meno rifiuti, richiede minori costi per lo smaltimento rifiuti.

I costi in bolletta varieranno a seconda della tipologia di alimentazione dell’impianto: caldaia, pannelli solari, pompa di calore o energia geotermica.

 Foto: ©RDZ


Massetto a secco, come va posata la pavimentazione?

Su un massetto a secco si può procedere sia con la posa flottante che con quella incollata. Pertanto, un pavimento in ceramica, marmo, laminato, PVC, vinile o parquet, può essere posato.

La scelta tra un materiale o l’altro per sfruttare al massimo l’efficacia del sistema dipenderà dal suo valore di trasmittanza termica, ma questo lo vedremo in un futuro focus casa.

Di solito si pensa che con il massetto a secco la posa flottante sia quella ideale per via della continuità del sistema costruttivo, ossia secco su secco. Invece si pensa che incollare un pavimento su un massetto secco, per di più rigido come una piastrella, creerebbe problemi, per via delle micro-oscillazioni dovute alla naturale dilatazione e contrazione del materiale.

Ma la realtà è ben diversa: se la fascia perimetrale tecnica viene collocata tra le pareti e i pannelli radianti, tutte le dilatazioni saranno assorbite da questa.

Che sia flottante o con adesivo bisogna garantire la planarità che va corretta o prima della posa del massetto a secco o prima della posa del pavimento mediante un legante o un livellante per pavimenti.
 

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