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TECNOLOGIE Edilportale Digital Forum, giro di boa per la prima fiera virtuale dell’edilizia
FOCUS

Rifare il bagno: impianto a deviatore o a collettore?

di Rosa di Gregorio

La ristrutturazione del bagno è l’occasione per scegliere un impianto che sia efficiente e che preveda bassi costi e tempi di manutenzione

Vedi Aggiornamento del 30/10/2020
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Foto: bombaert©123rf
02/09/2020 - La ristrutturazione totale del bagno prevede la sostituzione dell’impianto idraulico, la rimozione dei precedenti rivestimenti e l’installazione di nuovi sanitari e delle nuove finiture.

L’impianto idraulico è composto:
- dall’impianto di carico, per l’adduzione e distribuzione dell'acqua calda e fredda;
- dall’impianto di scarico, per lo scarico delle acque reflue.

L'impianto di carico è composto da colonne verticali che corrono lungo le pareti perimetrali dell'edificio, con sezione decrescente verso i piani più alti e da reti di distribuzione orizzontale che possono essere realizzate in diversi materiali.

Le tubazioni della rete di distribuzione dell’impianto idrico sanitario possono essere realizzate in:
- acciaio inossidabile o zincato senza saldatura, le cosiddette tubazioni Mannesmann;
- rame duro, semiduro, ricotto (che è flessibile);
- materiale plastico, come polietilene a bassa densità (PEBD), polietilene a alta densità (PEHD), polietilene reticolato (PEX), polipropilene (PP), polibutene (PB);
- multistrato, che si ottiene mediante la sovrapposizione di due o più strati di materiali metallici e plastici.

A loro volta le tubazione in multistrato posso essere realizzate nel seguente modo:
- polietilene reticolato - alluminio-polietilene (PEX-AL-PE);
- polietilene reticolato – alluminio - polietilene reticolato (PEX-AL-PEX);
- polipropilene – alluminio - polipropilene (PPR-AL-PPR);
- polibutene – alluminio - polibutene (PB-AL-PB);
- rame - polietilene reticolato (CU-PEX).

Le tubazioni Mannesmann sono ormai in disuso dagli anni ‘80, ma è facile trovarli in fabbricati antecedenti. Il loro grande limite è dovuto alla formazione di depositi calcarei;

Le tubazioni in rame sono particolarmente adatte per gli impianti di acqua potabile a motivo delle loro comprovate proprietà batteriostatiche.

Se si vuole optare per materiali plastici, la scelta dovrebbe ricadere sui tubi in polipropilene che assicurano una resistenza e un'affidabilità superiori alla maggior parte degli altri materiali plastici. I tubi di polipropilene, si trovano in commercio, normalmente, nei colori verde e blu.

Ma fra tutti, sono i tubi in multistrato, quelli maggiormente impiegati nel rifacimento della rete di distribuzione dell’impianto di carico, a motivo del loro basso costo, per la rapidità della messa in opera e per la resistenza. Sono venduti nel colore del rosso e del blu, usati da molti idraulici per distinguere la diramazione dell’acqua calda da quella fredda.
Foto: schema di impianto a collettore, ©CALEFFI


Rifare il bagno, impianto a collettore

Un impianto di carico può essere a collettore o a derivazione.
 
Nell’impianto a collettore, la rete di distribuzione dell’acqua è realizzata in parallelo, questo vuol dire che ogni singolo punto di erogazione (sanitari, lavabo, doccia e/o vasca, lavello, lavastoviglie ecc.) è servito da una singola tubazione di acqua calda e acqua fredda. Tutte le tubazioni partono tutte da un collettore (realizzato a parete) che funge da distributore centrale idrico.

Questa tipologia di impianto è realizzata con tubazioni flessibili, perlopiù in multistrato. Il vantaggio di questa soluzione è che non vi sono giunzioni sottotraccia, le uniche giunzioni presenti sono a vista, all’interno del collettore stesso.

L’assenza di giunzioni sottotraccia facilita di molto gli interventi di manutenzione ordinaria e anche straordinaria, quando necessari. Infatti, il rischio di lesioni o rotture accidentali durante la messa in esercizio dell’impianto è pressoché assente, nonostante l’impianto di carico sia un sistema che funziona per pressione. Le tubazioni potrebbero invece essere danneggiate durante la posa e prima del getto del massetto se non venissero accuratamente protette.

Se serve intervenire su un punto di erogazione specifico, non è necessario interrompere la distribuzione dell’acqua anche negli altri punti di erogazione: in caso di perdita, è possibile chiudere una singola utenza, senza sospendere l’erogazione dell’acqua in tutto l’appartamento.

Siccome ogni punto di erogazione è servito dalla propria tubazione si possono tenere aperti, per esempio, doccia e rubinetto del lavabo senza alcun problema,senza dover incorrere nei fastidiosi cali di pressione e di acqua calda. Ovviamente, più punti di erogazione richiedono un collettore più grande; questo può essere uno svantaggio se non si ha un posto idoneo, accessibile e nascosto nel quale collocarlo. 
Alcuni impiantisti cercano di ovviare a questo problema realizzando un collettore per ogni ambiente: per il bagno, cucina e lavanderia. Il costo di questa soluzione è maggiore rispetto a quello a derivazione ma il prezzo superiore è compensato da tutti i vantaggi fin qui elencati.


Rifare il bagno, impianto a derivazione

L’impianto idraulico in derivazione prevede l’installazione di una tubazione principale, questa volta rigida, che sarà deviata per ogni utenza. Tale derivazione avviene mediante l’utilizzo di particolati componenti idraulici, i raccordi a TEE, chiamati in italiano raccordi a "T". Essi sono costituiti da tre porte, una di ingresso e due uscite.

I raccordi a TEE permettono di deviare l’acqua in funzione del comando; si evince che in un impianto a derivazione la tubazione non è più intera come nel caso dell’impianto idraulico a collettore, ma viene interrotta ogni volta che bisogna derivare un’utenza. Infatti, in un impianto a derivazione la rete di distribuzione dell’acqua è realizzata in serie.

Essendoci giunzioni sottotraccia il rischio che possano danneggiarsi nel tempo è questa volta reale. L’intervento per il ripristino e la sostituzione prevederà inevitabilmente la demolizione della pavimentazione. A suo vantaggio questa soluzione ha l’assenza del collettore, che in assenza di adeguati spazi, potrebbe risultare ingombrante ed è più economica.


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