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NORMATIVA

Abusi edilizi, la richiesta di sanatoria non ferma le ruspe

di Paola Mammarella

Tar Lazio: la domanda di accertamento di conformità sospende temporaneamente l’ordine di demolizione per dare al Comune il tempo di decidere

Vedi Aggiornamento del 20/10/2020
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Foto: Bogdan Mircea Hoda©123RF.com
25/09/2020 – La presentazione della domanda di accertamento di conformità, utile per ottenere una sanatoria edilizia, non ferma l’ordine di demolizione precedentemente emesso dal Comune. Così il Tar Lazio con la sentenza 9393/2020.
 

Abusi edilizi e accertamento di conformità, il fatto

Il Tar si è pronunciato sull’installazione di un capannone prefabbricato, poggiato su un basamento di conglomerato cementizio, effettuata senza alcun permesso.
 
Il Comune aveva ordinato la demolizione delle opere e il ripristino dello stato dei luoghi, ma il responsabile nel frattempo aveva presentato la domanda di accertamento di conformità per ottenere la sanatoria edilizia. Per questo aveva presentato ricorso contro l’ordine di demolizione che, a suo avviso, doveva bloccarsi.


Abusi edilizi, la richiesta di sanatoria non blocca la demolizione

I giudici hanno spiegato che, decorsi inutilmente 60 giorni dalla presentazione della domanda di accertamento di conformità, si forma un atto tacito di diniego, che può essere impugnato dall’interessato entro 60 giorni.
 
La presentazione della domanda di accertamento di conformità successiva all'ordine di demolire gli abusi, ha aggiunto il Tar, non paralizza i poteri sanzionatori del Comune, preposto alla tutela del governo del territorio.  
 
La domanda di accertamento di conformità provoca esclusivamente uno stato di quiescenza e di temporanea non esecutività del provvedimento. Questo significa che l’ordine di demolizione viene temporaneamente sospeso per dare al Comune il tempo di decidere sull’istanza di sanatoria.
 
Se, quindi, l’interessato non impugna il diniego nei termini previsti, il Comune può procedere con la demolizione. Sulla base di questi motivi e delle tempistiche seguite, i giudici hanno respinto il ricorso e confermato l’ordine di demolizione.
 

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