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Equo compenso dei professionisti, via libera della Camera
PROFESSIONE Equo compenso dei professionisti, via libera della Camera
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Professionisti, Fondazione Inarcassa propone: ‘una testa un lavoro’

di Paola Mammarella

Chiesto alla Ministra della Pubblica Amministrazione di valorizzare dipendenti pubblici e liberi professionisti evitando il doppio lavoro

Vedi Aggiornamento del 11/03/2021
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Foto: Facebook Fondazione Inarcassa
04/09/2020 – “Una testa un lavoro”. È la richiesta avanzata da Fondazione Inarcassa alla Ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, per valorizzare i tecnici dipendenti pubblici ed i liberi professionisti senza il rischio di sovrapposizione degli incarichi.
 
Fondazione Inarcassa chiede, in sostanza, che la crisi di lavoro per i liberi professionisti non sia aggravata dalla possibilità del doppio lavoro per i dipendenti pubblici.
 

Fondazione Inarcassa, no al doppio lavoro

Il presidente di Fondazione Inarcassa, Eugenio Comodo, e la Ministra Dadone durante un incontro hanno avviato il confronto sul tema del doppio lavoro. L’obiettivo, riportato da Comodo, è valorizzare le competenze e i ruoli dei dipendenti pubblici, ma allo stesso tempo tutelare chi svolge esclusivamente la libera professione.
 
Si tratta, secondo Comodo, di un confronto urgente data la contrazione del mercato dei servizi di ingegneria e architettura, ma anche per migliorare la qualità del lavoro di entrambe le categorie e far emergere le prestazioni professionali sommerse, “legate a possibili conflitti di interesse”.
 
Per Comodo, la tutela dei liberi professionisti è riassunta nel principio “una testa un lavoro”, che distingue i ruoli e le competenze dei professionisti che operano nel settore tecnico ed edilizio.
 

Doppio lavoro per docenti e ricercatori universitari

Un “attacco” al mondo della libera professione arriva dal Decreto Semplificazioni. Un emendamento approvato riconosce a docenti e ricercatori universitari la possibilità di acquisire liberamente incarichi da privati ed enti pubblici.
 
La norma ha suscitato sconcerto tra i rappresentanti dei professionisti. La Rete delle Professioni Tecniche (RPT), Oice e il Comitato Unitario Professioni (CUP) hanno espresso sconcerto e annunciato dure proteste.
 

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