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Orsolini Spa festeggia i suoi 140 anni

L’azienda celebra l’anniversario con una ‘festa digital’ e, per il futuro, punta su rivendita tradizionale e e-commerce

05/10/2020 - Passare attraverso tre secoli di storia è già di per sé un’impresa straordinaria, che richiede visione, strategia, coraggio e anche un pizzico di entusiasmo, tutti ingredienti che hanno permesso a quella che oggi è la Orsolini Spa di diventare una delle realtà indipendenti più importanti del panorama della distribuzione specializzata di materiali edili in Italia.
 
Dalla sua fondazione, nel 1880, a oggi sono trascorsi 140 anni, un anniversario importante che il colosso, presente in ben quattro regioni (Lazio, Umbria, Toscana, Abruzzo) con poco meno di 30 negozi, si appresta a festeggiare tra qualche giorno.
 
Non esistono ricette magiche per il successo, ma Rino Orsolini, oggi alla guida dell’azienda assieme al fratello Amedeo, ha le idee molto chiare: “La chiave del nostro successo credo sia il riflettere molto: viviamo in una società frenetica dove si pensa troppo poco mentre sarebbe importante avere una visione d’insieme di tutti gli aspetti e dettagli di un business, anche quelli più piccoli. Le scelte vanno ponderate sempre, sia che si tratti di grandi investimenti sia dei dettagli nell’accoglienza di un cliente in negozio”. Il vero segreto per Rino Orsolini è però “viaggiare”, non restare chiusi nei propri confini ma allargare gli orizzonti, osservare gli input che arrivano dall’esterno per evolvere e migliorarsi anno dopo anno, o, in questo caso secolo dopo secolo.
Orsolini Spa festeggia i suoi 140 anni
Foto: Rino Orsolini

“Per il 5 ottobre - spiega Orsolini - avremmo dovuto organizzare una grande festa al Teatro Olimpico di Roma con 1.400 persone invitate, ma vista la situazione attuale abbiamo dovuto ripiegare su una “festa digital”: tutti i nostri punti vendita si collegheranno in video call in contemporanea alle 13 per un brindisi di gruppo e per festeggiare i nostri 140 anni”.
Orsolini Spa festeggia i suoi 140 anni
Foto: Amedeo Orsolini

Lo spirito entusiasta e dinamico è l’anima della Orsolini Spa e dei suoi 400 addetti, e Rino Orsolini è l’emblema di questa vivacità e della passione che ha portato l’azienda a conduzione famigliare fino alla quinta generazione e a un fatturato di oltre 90 milioni di euro all’anno: “Considerando che solo il 3% delle aziende a conduzione famigliare prosegue oltre la seconda generazione, abbiamo fatto un mezzo miracolo - racconta orgoglioso Orsolini -, i nostri figli lavorano in azienda e ne siamo molto fieri”.
 
Insignita nel 2011 del riconoscimento di Impresa storica italiana da Unioncamere, l’“impero” di Orsolini Spa nasce a Vignanello, in provincia di Viterbo, come “bottega” specializzata nel commercio di materiali per l'edilizia da un giovane 24enne, Pacifico Orsolini, che nei secoli si è trasformata in una sempre più fiorente e differenziata attività, punto di riferimento per la zona di Roma e non solo: famiglie, agricoltori, muratori, operai potevano rifornirsi di attrezzi e prodotti per il lavoro nei campi e nei cantieri, ferramenta, carbone, vernici, acquaragia, faesite, qualsiasi cosa di cui avessero bisogno.
 
“Da Orsolini si trova tutto”, diceva la gente: Pacifico, con il suo spirito imprenditoriale, soddisfaceva le loro richieste importando a Vignanello tutto il necessario. Sul suo carro, però, Pacifico non trasportava soltanto le merci da vendere: portava con sé soprattutto un sogno, quello di fare in modo che le persone realizzassero i loro progetti, che costruissero un futuro migliore per loro e per i loro figli.
 
Era questa la visione che Pacifico Orsolini perseguiva con tenacia: le persone al centro di tutto, da servire con passione e serietà, consapevole che soltanto così sarebbe stato possibile far crescere l'impresa e fare in modo che tutti potessero abitare nella casa dei loro desideri.
 
La passione e l'abilità nel mestiere sono state trasferite di padre in figlio, di generazione in generazione, da Pacifico al figlio Amedeo, al nipote Giotto, attraversando i difficili anni dei conflitti mondiali fino ad arrivare ad Amedeo e Rino, che con il boom economico degli anni '60 si sono fatti trovare pronti, specializzandosi ancora di più nel settore edile e avviando il commercio di ceramiche, pavimenti e rivestimenti. I primi campioni di piastrelle comparvero nel 1970, un nuovo magazzino fu costruito, quattro anni dopo, nella vicina Vasanello.
 
Fu il preludio ai grandi cambiamenti che avvennero a partire dal 1976, quando fu avviata la costruzione del complesso in località Centignano che è tuttora il quartier generale dell'azienda e dove, nel 1981, venne allestita la prima sala mostra di ceramiche e arredo bagno. A partire dagli anni '80 Amedeo e Rino Orsolini, apportando nuove energie, diedero l'impulso fondamentale che permise di aprire a ritmo incessante nuovi punti vendita nel Viterbese e nel Lazio, poi in Umbria, Toscana e Abruzzo, trasformando un'attività locale in una realtà presente in tutto il Centro Italia.
Orsolini Spa festeggia i suoi 140 anni
 
Un successo che non si siede sugli allori, anzi, guarda avanti con ancora più grinta e caparbietà: “Dobbiamo investire nel futuro - afferma Orsolini - perché la concorrenza con la gdo non si fermerà e mentre il settore della distribuzione specializzata sta ora soffrendo, anche a causa della crisi causata dal Covid-19, noi vogliamo sviluppare nuove opportunità. Quelli a venire saranno anni intensi e dovremo imparare sempre più ad adattarci a cambiamenti repentini, soprattutto tecnologici. Riuscirà a resistere solo chi saprà cogliere rapidamente le opportunità di trasformazione senza perdere la propria identità”.
 
Un 2020 certo non facile: “In 5 mesi - prosegue Orsolini - sono avvenuti cambiamenti che ipotizzavamo sarebbero intercorsi da qui al 2025, per superare le difficoltà abbiamo dovuto investire su noi stessi e durante il lockdown, con lo stop alle attività, abbiamo avuto modo di fermarci e riflettere sulla nostra dimensione e sulla strada che vogliamo percorrere. Abbiamo deciso di non fermarci, bensì di accelerare la nostra corsa su due binari paralleli: la rivendita tradizionale e l’e-commerce”.
 
Sebbene la Orsolini Spa preveda di chiudere il 2020 con un fatturato in calo del 10%, ha scelto di “investire il 20% in più del budget rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È una sfida: abbiamo messo in campo degli investimenti importanti, anche nel marketing e nella promozione, perché vogliamo alzare l’asticella”. Nel 2021 è prevista l’apertura di altri 4 o 5 punti vendita, alcuni già avviati in questi mesi, mentre l’e-commerce è un’avventura partita solo da 6 mesi che però sta regalando grandi soddisfazioni: “Fare e-commerce in edilizia non è per nulla facile perché è un settore merceologico complesso - osserva Orsolini - stiamo dedicando molte risorse e molti investimenti a questo progetto che sarà uno dei nostri punti cardine negli anni a venire”.
 
E-commerce e digitale sono nel presente e soprattutto nel futuro di Orsolini Spa, senza però dimenticare uno dei suoi punti di forza: il servizio e il rapporto diretto con i clienti. “Anche in questo periodo difficile - conferma Orsolini - abbiamo deciso di non lasciare soli i professionisti del settore, per questo tre nostri promoter sono impegnati in incontri diretti con i clienti per proporre soluzioni e prodotti. Un’altra iniziativa che abbiamo messo in campo per dare un segnale di ripartenza è stata Archi_fiera negli spazi dello store di Roma Ciampino, una tre giorni per architetti, ingeneri, geometri e designer in cui 14 aziende del settore hanno esposto le novità concepite e prodotte nei mesi del lockdown”.
 
Lo scenario del mondo delle costruzioni, oggi, è pieno di chiaro-scuri, e lo sarà anche per i prossimi vent’anni, afferma Orsolini, perché “con la natalità in calo ci sarà sempre meno bisogno di nuove costruzioni e la ristrutturazione, che già oggi segna il 65% del settore, sarà il vero fulcro delle attività edilizie. Per questo dobbiamo cercare di cavalcare l’“onda” della riqualificazione. Il Covid-19 ha fatto riscoprire l’importanza della casa e del comfort abitativo ed è emersa negli italiani una nuova esigenza di ristrutturare e rinnovare gli spazi. Dobbiamo cogliere questa opportunità”.

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